Falsi amici in italiano e spagnolo: il diavolo è nei dettagli



Il fatto che le lingue italiana e spagnola siano così simili tende a fornire grande sicurezza sia agli italiani che agli spagnoli. In ogni frase riconosciamo immediatamente parole ed espressioni che ci fanno sentire a nostro agio, anche quando abbiamo dei dubbi sul vero significato dei concetti espressi.

Casa, libro, padre, madre, ristorante (restaurante), bagno (baño), amico (amigo), cucina (cocina), gatto (gato)… sono solo alcune delle tante parole che in entrambe le lingue sono o identiche o molto simili. È per questo che gli italiani credono che basti aggiungere una s alla fine delle parole per diventare piccoli Cervantes. Gli spagnoli, invece, pensano che la lingua di Dante consista fondamentalmente nel far terminare tutto in -ini e -oni. Ma cosa succede quando compaiono falsi amici? Qui le cose si complicano.

Cosa sono i falsi amici? Quelle parole o espressioni che in due lingue diverse hanno una forma identica o molto simile, ma con un significato diverso. Come ad esempio “primo”, che in spagnolo significa “cugino”; “cara”, che in spagnolo è il “volto”; “carta”, che in spagnolo è ciò che si scriveva in passato per informare qualcuno di ciò che stava accadendo, , oppure “largo”, che in spagnolo “lunghezza”… e così via.

Parlare correttamente italiano e spagnolo: la maledizione delle piccole percentuali

Italiani e spagnoli: due cugini che parlano due lingue romanze molto simili con radice latina comune e somiglianza lessicale superiore all’80%. Due lingue che condividono un’alta percentuale dei loro vocabolari e hanno una struttura grammaticale, fonetica e coniugazioni molto simili. Tutto ciò significa che c’è una grande intelligibilità tra di loro. Eppure, quante volte abbiamo sbagliato! VERO?

Non sappiamo chi sia stato il primo a dire che il diavolo si nasconde nei dettagli, ma sicuramente aveva ragione. Molto probabilmente sarà capitato anche a te. Quando hai detto “questo è facilissimo”, e, una volta al lavoro, ti sei reso conto che ti sbagliavi di grosso, scoprendo di aver sottovalutato alcuni dettagli fondamentali.

Quella volta che hai iniziato a parlare con sicurezza in Itañolo e hai visto come il tuo interlocutore ti guardava con incredulità. O quell’altra che hai postato sul tuo sito web un contenuto tradotto tramite Google Translate e, quando è stato rivisto da un professionista del marketing digitale, ti sei reso conto che restavano ancora molte questioni da risolvere e dovevi dedicarci molto più tempo del previsto.

Tutti abbiamo sbagliato almeno una volta a credere che questa piccola percentuale di differenze tra italiano e spagnolo non fosse importante. E invece, è proprio lì, in quel dannato, sottovalutato X per cento, dove si nasconde la radice dei tuoi problemi. Il fatto è che il successo o il fallimento dei nostri progetti spesso dipende proprio da quelle piccole percentuali, che tendiamo a chiamare con disprezzo “dettagli”. Quanta frustrazione, tempo e denaro si sarebbero potuti risparmiare se avessimo compreso prima il valore dei dettagli!

Falsi amici tra italiano e spagnolo: alcuni esempi

Ma torniamo ai falsi amici. Non appena iniziamo a prenderne coscienza e a rilevarli nella nostra quotidianità, il terrore ci assale!

Come abbiamo detto, tra italiano e spagnolo ci sono molti falsi amici. In particolare, ce ne sono alcuni che, oltre a farti sorridere, possono procurarti brutte sorprese quando meno te lo aspetti. Vediamo alcuni casi che hanno a che fare, ad esempio, con il settore alimentare:

Burro: in spagnolo significa “asino”. Questo è probabilmente il falso amico più conosciuto.

Caldo: in spagnolo significa “brodo”.

Gamba: in spagnolo significa “gambero”.

Nata: in spagnolo signifa “panna”.

Quesito: in spagnolo significa “formaggino” o “formaggetto”).

Seta: in spagnolo significa “fungo”.

Ci sono altre parole nel settore alimentare che, sebbene non siano esattamente identiche, sono molto simili ma hanno significati diversi. È il caso, ad esempio, della parola spagnola pisto e dell’italiano pesto (pisto manchego vs. salsa al basilico genovese) o di altre come truffa , che si può facilmente confondere con trufa, che in spagnolo significa “tartufo”; aceto, che richiama l’aceite spagnolo (“olio”).

Altri esempi ricorrenti possono riguardare il mondo aninale, dove uno dei termini più facili da confondere è caballa, che in spagnolo non indica l’equino ma …lo “sgombro”!

Italia e Spagna: due culture e due mercati simili, ma non uguali

Nessuno conosce il pericolo dei falsi amici meglio di chi lavora in un’azienda di respiro internazionale e opera quotidianamente nei mercati esteri e che deve fare i conti con leggi, culture e lingue diverse. Quando si attraversano i confini del tuo paese per affari, non tener conto delle specificità di un contesto locale può metterti nei guai. E ancora di più se parliamo di due Paesi che hanno molte cose in comune, ma non saranno mai uguali, come l’Italia e la Spagna.

Se lavori in un’azienda italiana che opera in Spagna o in un’azienda spagnola che opera in Italia, sai già di cosa stiamo parlando. Avrete già capito bene che la sfida più difficile è cercare di non sbagliare proprio dove i due mercati, le due culture e le due lingue, più che assomigliarsi, differiscono.

Pertanto, per gestire correttamente la tua attività italiana in Spagna o la tua attività spagnola in Italia, è fondamentale tenere in debita considerazione la percentuale di differenze che esistono tra i due paesi, anche e soprattutto dal punto di vista culturale. Solo adattando correttamente la tua offerta, i tuoi messaggi e le tue attività di marketing al mercato locale puoi assicurarti che siano percepiti come coerenti e “naturali” a livello locale. Per evitare di commettere svarioni, meglio iniziare a padroneggiare i falsi amici e, se necessario, farsi consigliare da agenti esperti del settore.

A proposito – già che ci siamo – sono sicuro che sai già che la parola spagnola negocio è un altro falso amico. In Spagna, indica infatti un’occupazione, un compito o un lavoro principalmente a scopo di lucro (che in inglese sarebbe “business”). Il negozio si dice “tienda”…anche in questo caso da non confondere con …tenda. Insomma, lo sai già….fai attenzione ai falsi amici!

Questo contenuto è stato condiviso dall’agenzia di marketing Contineo, socio collaboratore della nostra Camera

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