Cellnex e Everynet sottoscrivono un accordo per l’implementazione di reti IoT in Italia, UK e Irlanda

Cellnex e Everynet sottoscrivono un accordo per l’implementazione di reti IoT in Italia, UK e Irlanda

L’operatore d’infrastrutture di telecomunicazioni Cellnex Telecom ed Everynet, uno dei principali fornitori a livello mondiale di reti IoT, hanno raggiunto un accordo per lo sviluppo congiunto di nuove reti IoT in Italia, Regno Unito e Irlanda. Queste reti, basate su tecnologia LoRaWAN, verranno introdotte nella vasta rete di infrastrutture di telecomunicazioni in questi tre paesi, basandosi sulla rete sicura e carrier-grade di soluzioni IoT di Everynet.

Saranno molteplici le soluzioni IoT che verranno implementate sulle reti infrastrutturali di Cellnex, tra cui: Industry 4.0 per tracciare e monitorare i prodotti lungo tutta la supply chain, Smart Cities e Smart Parking per supportare la digitalizzazione della mobilità e ottimizzare l’utilizzo delle autostrade e degli spazi urbani, oltre a creare una piattaforma per prove di collaudo sperimentali che consentiranno lo sviluppo di nuove applicazioni per l’intero ecosistema. Da queste soluzioni potranno nascere funzioni come il Social & Facility Management o sistemi di Gestione Ambientale in grado di favorire lo sviluppo di Smart Cities in questi tre paesi migliorando il benessere dei cittadini. Tutto ciò implicherà l’installazione di sensori e il monitoraggio dei livelli di confort e di consumo, all’interno di spazi chiusi e aperti, nelle varie tipologie di edifici, e la trasmissione di servizi e raccolta dati da reti territoriali più vaste. Infine, uno dei progetti con maggiore potenziale sarà la Smart Utility, un sistema di raccolta dati e monitoraggio per il consumo di risorse. Le soluzioni dedicate alle utilities sono, infatti, una grande opportunità in termini di maggiore efficienza, risparmio e riduzione degli sprechi sia per le aziende fornitrici sia per gli utenti finali. Le reti Iot Smart permettono alle società di servizi di risparmiare risorse, contenere i costi oltre a migliorare l’impatto ambientale. Inoltre, i fornitori di energia elettrica potranno sfruttare, attraverso le SmartGrid, le reti IoT per ottimizzare i propri servizi ai clienti finali.

Oscar Pallarols, Direttore Commerciale Globale di Cellnex, ha sottolineato che “si tratta di un importante passo in avanti nell’abbracciare il rapido sviluppo che stanno avendo le nuove tecnologie in risposta ai radicali cambiamenti in atto nelle società e nelle economie a livello globale. Siamo convinti che un’infrastruttura per la connettività di altissimo livello al servizio di nuovi ecosistemi di comunicazione possa consentire anche la creazione di nuovi modelli di business”.

Non vediamo l’ora di implementare queste nuove reti IoT in Europa in quanto consentiranno agli integratori di soluzioni, agli sviluppatori e alle società di telecomunicazioni di lanciare rapidamente sul mercato un ampio portafoglio di soluzioni IoT. Queste reti sono, inoltre, interoperabili con le reti nazionali esistenti in Francia, Paesi Bassi, Germania, Spagna e Svizzera consentendo, in tal modo, un roaming su scala europea” afferma Lawrence Latham, CEO di Everynet.

Per la raccolta dei dati, Cellnex fornisce una piattaforma IoT integrata per la gestione, la diagnosi in tempo reale (in remoto) e la capacità immediata di agire in modo predittivo o preventivo, manualmente o automaticamente, con il provider responsabile della gestione di questo servizio. Everynet, dal suo canto, fornisce e gestisce l’infrastruttura della rete LoRaWAN che sarà implementata per la raccolta dati (Data Collection), garantendo un servizio sicuro, veloce e a basso costo per supportare le azioni in tempo reale e il processo decisionale.

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Mostra virtuale “Enit e L’Italia. Una gran bella storia”

Mostra virtuale “Enit e L’Italia. Una gran bella storia”

Il prossimo 29 settembre, alle ore 12:00 si terrà l’evento di lancio della mostra virtuale online  “Enit e L’Italia. Una gran bella storia”, organizzata da Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di sistematizzazione del patrimonio culturale conservato dall’ente.

Si tratta di una mostra virtuale tridimensionale online che ripercorre le origini, gli sviluppi ed il ruolo fondamentale svolto dall’Enit in oltre cento anni di storia nella promozione dell’Italia come meta turistica all’estero.

La mostra è il risultato di un lavoro di recupero della storia dell’ente che ha portato anche alla pubblicazione del volume Promuovere la bellezza. Enit: cento anni di politiche culturali e strategie turistiche per l’Italia. Strutturata in quattro sezioni tematiche, la mostra racconta nella prima sezione la nascita dell’Ente e gli sviluppi fino ai giorni nostri; nella seconda sezione una selezione di manifesti storici consente un primo viaggio lungo l’Italia; si prosegue nella terza sezione con l’esposizione di pagine di editoriali promossi dall’Enit; per concludere con una panoramica fotografica tratta dall’Archivio che ripercorre l’Italia dal Nord a Sud.

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Generali firma la richiesta ai governi UE di ridurre i gas serra del 55% entro il 2030

Generali firma la richiesta ai governi UE di ridurre i gas serra del 55% entro il 2030

Generali firma la richiesta di aziende e investitori europei che invitano i capi di stato e di governo europei a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, superando l’obiettivo del 40% previsto in precedenza.

Il Group CEO Philippe Donnet è tra gli amministratori delegati che hanno firmato la lettera redatta dall’associazione Corporate Leaders Group, che chiede ai leader europei di definire il quadro di riferimento per una ripresa resiliente al cambiamento climatico e favorire investimenti verdi per conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

La partecipazione di Generali all’iniziativa è coerente con l’impegno a includere la sostenibilità in tutte le aree di business. Il Gruppo era stato tra i promotori, in linea con l’approccio dell’Unione Europea, del raggiungimento degli obiettivi al 2030, attuando una strategia declinata in una serie di priorità:

finanziare la transizione verso una società sostenibile e a basse emissioni, con nuovi investimenti green e sostenibili pari a € 2,7 miliardi realizzati nel 2019;
ridurre l’impronta carbonica del portafoglio investimenti del Gruppo e sostenere i clienti nella transizione verde con oltre € 1,3 miliardi di premi raccolti da prodotti a valenza ambientale. Nel 2019 Generali è stata inoltre la prima compagnia di assicurazione in Europa ad aver emesso un Green Bond subordinato (pari a € 750 milioni);
dialogare e coinvolgere i principali stakeholder, quali decisori politici, organizzazioni non governative e aziende, per una “Transizione giusta” che combina le strategie di decarbonizzazione con misure di protezione sociale.
Generali offre inoltre il proprio contributo in diversi tavoli di lavoro per promuovere la finanza verde come la Net-Zero Asset Owner Alliance, un gruppo di 29 fondi pensione e compagnie assicurative, con un portafoglio di investimenti di circa 5 trilioni di dollari. Nato su iniziativa delle Nazioni Unite, ha l’obiettivo di ridurre a zero le emissioni nette di gas serra dei propri portafogli per evitare un aumento della temperatura globale oltre 1,5°C, in linea con l’accordo di Parigi.

L’impegno del Gruppo si estende anche allo sforzo di allineamento della ripresa economica a seguito dell’emergenza Covid-19 con la transizione verso uno sviluppo sostenibile: è per questo che Generali ha aderito all’Alleanza europea per il Green Recovery e ha destinato circa €1 miliardo per investimenti nella sostenibilità.

Con la firma della lettera di imprese e investitori redatta da Corporate Leaders Group, Generali riafferma il proprio impegno a sostenere gli sforzi in materia di transizione da qui al 2050, supportando le modifiche legislative necessarie e continuando a investire nella green economy, consapevole che una maggiore “ambizione climatica” globale rappresenta un impulso fondamentale alla competitività dell’Europa nel mondo.

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Generali: risultato operativo record nel 2019

Generali: risultato operativo record nel 2019

Il risultato operativo del Gruppo Generali registra la migliore performance di sempre attestandosi a € 5.192 milioni, in aumento del 6,9% (€ 4.857 milioni FY2018) grazie al positivo andamento di tutti i segmenti di attività.

A continuazione, i dati più rilevanti diffusi dalla compagnia:

  •  Utile in forte crescita a € 2,7 miliardi (+15,7%). L’utile netto normalizzato ammonta a € 2,2 miliardi. Escludendo l’onere one-off di € 188 milioni dell’operazione di liability management relativa al riacquisto di titoli subordinati, l’utile netto normalizzato si attesta a € 2,4 miliardi (+6,6%)
  • Miglior raccolta netta Vita tra i peer a € 13,6 miliardi (+19,6%). Riserve tecniche Vita in crescita a € 369,4 miliardi (+7,6%). Il New Business Margin si conferma a ottimi livelli a 3,89% (- 0,49 p.p.)
  • Nel Danni, i premi lordi raggiungono i € 21,5 miliardi (+3,9%). Combined Ratio a 92,6% (-0,4 p.p.), il migliore tra i peer
  • Grazie all’andamento positivo dei segmenti Vita e Danni, premi lordi complessivi a € 69,8 miliardi (+4,3%), di cui € 15,2 miliardi a valenza sociale e ambientale
  • L’utile dell’Asset Management sale a € 280 milioni (+19%)
  • Ottima posizione di capitale con Regulatory Solvency Ratio a 224% (217% FY2018, +8 p.p.)
  • Proposto un dividendo per azione pari a € 0,96, in crescita del 6,7% (€ 0,90 FY2018)

Il Group CEO di Generali, Philippe Donnet, ha affermato: “Generali ha chiuso il 2019 con il miglior risultato operativo della sua storia e con un’eccellente solidità patrimoniale, consolidando la posizione tra i leader globali del settore. I risultati confermano che siamo pienamente in linea con tutti gli obiettivi del piano strategico ‘Generali 2021’. L’implementazione disciplinata della strategia ha portato a una crescita profittevole in tutte le linee di business ed ha anche permesso di incrementare la diversificazione delle fonti di utile, con la raccolta netta Vita a ottimi livelli e il miglior Combined Ratio tra i peer. Questi risultati, ottenuti nonostante il contesto macroeconomico, sono stati raggiunti grazie al contributo di tutte le persone di Generali – dipendenti, agenti e collaboratori – che lavorano per realizzare la nostra ambizione di essere Partner di Vita dei clienti. La nostra priorità è accompagnare la crescita del Gruppo con un impegno a lungo termine sulla sostenibilità. Abbiamo definito obiettivi chiari e misurabili focalizzati sull’ambiente – su impatti diretti, prodotti e investimenti – sul benessere dei dipendenti, sulle comunità locali nelle quali operiamo e sui più alti standard di governance. I risultati del 2019 e i progressi compiuti rispetto ai target del piano strategico ‘Generali 2021’ ci mettono in una solida posizione per far fronte all’emergenza, continuamente in evoluzione, causata dalla diffusione del Covid-19 nel mondo. La nostra priorità è quella di salvaguardare la salute e il benessere delle nostre persone garantendo la continuità di tutte le nostre attività e mantenendo pienamente i livelli di offerta e servizio ai clienti”.

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Generali tra le 100 aziende più sostenibili al mondo

Generali tra le 100 aziende più sostenibili al mondo

Il gruppo assicurativo italiano Generali è stato incluso nella “2020 Global 100 Most Sustainable Corporations” di Corporate Knights, la classifica che individua le 100 imprese più sostenibili del mondo.

Giunta alla 16° edizione, la classifica di Corporate Knights viene elaborata sulla base dell’analisi di 7.395 aziende con un fatturato superiore a 1 miliardo di dollari.

Delle imprese presenti nella “2020 Global 100”, 49 sono basate in Europa, 29 in U.S.A. e Canada, 18 in Asia, 3 in Sud America e una sola in Africa.

Questo riconoscimento mette in risalto l’evoluzione del percorso di sostenibilità di Generali che è parte integrante del piano strategico “Generali 2021”. Entro il 2021 Generali si è infatti impegnata a realizzare 4,5 miliardi di investimenti verdi e sostenibili e una crescita del 7-9% dei premi derivanti da prodotti con valenza sociale e ambientale. Inoltre, nel settembre 2019 Generali ha emesso il primo Green bond del settore assicurativo europeo per un importo pari a € 750 milioni. Per quanto riguarda gli impatti diretti, nel 2018 il Gruppo ha deciso di acquistare energia elettrica derivante da fonti rinnovabili per l’88% del totale.

L’impegno di Generali sul fronte della sostenibilità è testimoniato anche dai numerosi indici di sostenibilità in cui è presente, tra cui il Dow Jones Sustainability World Index, il Dow Jones Sustainability Europe Index, MSCI ESG Leaders Indexes, FTSE4Good Europe e Euronext Vigeo Europe 120.

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Allfunds e BNP Paribas annunciano una partnership strategica

Allfunds e BNP Paribas annunciano una partnership strategica

Lo scorso 21 ottobre, Allfunds e BNP Paribas hanno anunciato di avere stipulato un accordo per creare una delle piattaforme di fondi e wealthtech leader al mondo. L’operazione contribuirà al processo di continua crescita di Allfunds e all’espansione della sua presenza globale; Allfunds rimarrà completamente indipendente con la quota maggioritaria detenuta da Hellman & Friedman e GIC.

Questo accordo consentirà ad Allfunds, leader indipendente a livello globale nelle tecnologie al servizio del wealth management e socio della CCIS, e a BNP Paribas, una delle maggiori istituzioni finanziarie al mondo, di avvalersi l’un l’altro delle reciproche competenze per sviluppare servizi di distribuzione di fondi di nuova generazione.

BNP Paribas Securities Services, tra le principali banche custodi al mondo e specializzata nell’offerta di servizi legati alla distribuzione dei fondi, intende far leva su Allfunds come accesso privilegiato al mercato dei fondi, ricercando insieme le opportunità di miglioramento dei servizi per i distributori e per le istituzioni finanziarie. BNP Paribas Securities Services contribuirà inoltre le sue attività di paying agent (banca corrispondente) locale in Italia, così come alcuni servizi di transfer agent in Italia ad Allfunds, che così completerà la sua attuale gamma di servizi di distribuzione di fondi nel mercato locale.

Inoltre, BNP Paribas affiderà ad Allfunds la gestione dei contratti di distribuzione di fondi di investimento di terze parti per diverse entità del Gruppo BNP Paribas operanti nel settore della distribuzione retail, wealth management, assicurazioni e asset management. In questo modo la proposta commerciale di Allfunds si estenderà a nuovi Paesi, tra i quali Francia e Germania, grazie al posizionamento di mercato di BNP Paribas.

BNP Paribas e i suoi clienti beneficeranno della partnership con una delle piattaforme wealthtech leader in Europa e i partner di Allfunds amplieranno il raggio d’azione delle proprie attività.

A seguito di questa operazione, Allfunds aprirà nuovi uffici a Parigi e Varsavia.

Allfunds continuerà ad operare in modo indipendente, con la quota maggioritaria detenuta da Hellman & Friedman e GIC. Questa operazione, che vedrà BNP Paribas Securities Services e BNP Paribas Asset Management ricevere complessivamente una partecipazione strategica del 22,5% in Allfunds, è soggetta alle approvazioni delle competenti autorità di vigilanza e all’espletamento delle necessarie procedure di informazione e consultazione. Si prevede che il perfezionamento dell’operazione avverrà entro la fine del 2020.

Questo accordo strategico si aggiunge alla recente integrazione in Allfunds di Credit Suisse InvestLab e rappresenta un ulteriore passo nella strategia perseguita da Allfunds con l’obiettivo di divenire una delle principali piattaforme di fondi del settore, facendo leva sui suoi vantaggi competitivi in termini di tecnologie all’avanguardia e sulle sue aspirazioni a livello globale.

Secondo Juan Alcaraz, CEO di Allfunds: “Questa partnership rappresenta un importante passo avanti nella nostra aspirazione ad essere un player all’avanguardia nel wealthtech. Facendo affidamento sulla nostra piattaforma e sul modello di business integrato di BNP Paribas, saremo in grado di fornire ai clienti servizi di distribuzione di fondi ottimizzati e soluzioni digitali innovative.”

A sua volta, Patrick Colle, CEO di BNP Paribas Securities Services, ha sottolineato il fatto che la partnership: “consentirà di potenziare significativamente la nostra offerta, dando ai nostri clienti l’accesso a una piattaforma di distribuzione di fondi di successo e in rapida crescita. Ci permetterà inoltre di accelerare lo sviluppo di servizi di nuova generazione per la distribuzione di fondi e di analisi dei dati”.

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La Alianza #CEOPorLaDiversidad prende forma

La Alianza #CEOPorLaDiversidad prende forma

Un totale di 60 CEO delle principali imprese ubicate in Spagna si sono dati appuntamento lo scorso 16 ottobre, enl Museo Reina Sofía, per aderire all’Alleanza #CEOPorLaDiversidad, promossa dalla Fundación Adecco e la Fundación CEOE. Si tratta di un’iniziativa unica a livello europeo dal momento che si fonda sul compromesso dei massimi rappresentanti di alcune tra le principali imprese in Spagna per promuovere e accelerare l’adozione e lo sviluppo di politiche per la diversità e l’inclusione.

La presentazioen di questa alleanza si é tenuta nell’ambito dell’evento di celebrazione del XX anniversario della Fundación Adecco, che ha visto la presenza, in qualità di presidenti onorari, dei Re di Spagna, nonché la partecipazione di Magdalena Valerio, Ministra di Occupazione, Migrazioni e Previdenza sociale; Antonio Garamendi, presidente della CEOE; Joaquín Nieto, direttore dell’Organizzazione internazionale del Lavoro in Spagna, e con 60 CEO di imprese con attività nel paese. Tra questi, vanno menzionati José Bogas, CEO di Endesa, Santiago Villa, CEO di Generali España, e Jaime Revilla, presidente di IVECO España, tutti e tre membri del Consiglio Direttivo della CCIS.

La Fundación Adecco lavora da vent’anni a favore delle persone più vulnerabili, aiutandole attraverso programmi di formazione, orientamento e intermediazione per la ricerca di lavoro. In questo modo, ha generato oltre 259.000 posti di lavoro, lavorando durante questo tempo su strategie per la dioversità e l’inclusione con più di 493 imprese. Questo contatto con la realtà sociale e imprenditoriale ha permesso alla Fundación di acquisire conoscenze ed esperienze per lo sviluppo di politiche per la diversità e l’inclusione nell’ambito imprenditoriale.

Insieme alla Fundación CEOE è stata disegnata l’Alleanza #CEOPorLaDiversidad, attraverso la quale si vuole coinvolgere in queste strategie e politiche i CEO di alcune tra le principali imprese in Spagna per accelerarne lo sviluppo e l’implementazione.

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Il Programma Autonomy di FCA avvicina le scuole allo sport adattato e alla mobilità

Il Programma Autonomy di FCA avvicina le scuole allo sport adattato e alla mobilità

FCA Autonomy è il programma di mobilità di FCA Group che permette alle persone con disabilità motrice, sensoriale o intellettiva di muoversi in totale autonomia e libertà con i veicoli di tutte le marche del gruppo. Di fatto, FCA è l’unica impresa del settore dell’automozione a livello mondiale che offre, da 25 anni a questa parte, un programma specifico dedicato alla disabilità.

Lo scorso venerdì 11 ottobre FCA Spain, in collaborazione con la Federación Española de Deportes de Personas con Discapacidad Física ((http://www.feddf.es/), ha avvicinato i più giovani allo sport adattato e alla mobilità, attraverso l’organizzazione di una giornata nella quale sono state organizzate diverse attività sportive adattate per gli alunni del Colegio Patrocinio San José di Madrid. L’obiettivo di questa giornata è quello di sensibilizzare i giovani studenti sulle barriere e le difficoltà che affrontano le persone con disabilità nel loro quotidiano e sulla loro integrazione nella società attraverso lo sport.

Durante la giornata, tutti gli alunni delle classi 5º e 6ª di educazione primaria (oltre 200 bambini e bambine) hanno potuto praticare fino a cinque modalità sportive nelle stesse condizioni degli sportivi con disabilità: handbike, pallacanestro, pallavolo, slalom e calcio.

L’Atleta paraolimpica e ambasciatrice del programma Autonomy, Sara Andrés Barrio, è stata presente durante l’intera giornata, trovando spazio nella sua fitta agenda di competizioni e allenamenti preparatori per la classificazione ai prossimi Giochi Paraolimpici di Tokio  2020, mentre il pilota e anch’egli ambasciatore di FCA Autonomy, Albert Llovera, ha parlato ai presenti attraverso un video inviato durante la sua permanenza in Marocco, dove si sta preparando per partecipare al prossimo Rally Dakar, con un camion IVECO adattato, ed ha messo a disposizione della giornata la sua Abarth Grande Punto di Rally affinché i giovani studenti potessero vedere da vicino una macchina da corse adattata.

Anche altri atleti della FEDDF, insieme a Jesús Fernández, presidente della Federación Asturiana e schermitore paraolimpico nei Giochi paraolimpici di Atene 2004, hanno preso parte alla giornata e hanno accompagnato i piccoli nella pratica delle diverse discipline sportive.

Attraverso il seguente link è possibile vedere il video dell’evento:

http://www.fcautonomy.es/2019/10/14/programa-autonomy-fca-deporte-adaptado-y-la-movilidad-colegios/

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Obiettivo: chiudere il cerchio

Obiettivo: chiudere il cerchio

Gli avvocati Francesco Rotondi e Giulia Leardi, dello studio legale LabLaw di Milano, socio collaboratore della CCIS, offrono interessanti dati e spunti di riflessione riguardanti una delle tematiche più attuali e rilevanti: la necessità di accelerare il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare. Da una parte, un’economia di mercato non più sostenibile, basata sull’estrazione di materie prime, sulla produzione ed il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti una volta raggiunta la fine della vita del prodotto; dall’altra una vera e propria rivoluzione sostenibile, che ridefinisce processi produttivi e servizi, re-immette le risorse nel ciclo di produzione, generando opportunità economiche e benefici per l’ambiente e la società.

L’economia circolare rappresenta una straordinaria occasione per compiere l’auspicata rivoluzione nell’ottimizzazione dell’uso di risorse naturali ed anche umane.

Questa diversa forma di economia, infatti, contribuisce oltre che alla crescita economica e alla competitività su scala internazionale anche ad un’importante modifica a livello occupazionale.

L’International Labour Organization (ILO) in un recente rapporto stima, ad esempio, una crescita globale dell’occupazione dello 0,1% (circa 6 milioni di posti di lavoro) entro il 2030 in virtù dello sviluppo dell’economia circolare. Si tratta di stime nette che sono le risultanze di nuovi lavori e di lavori che diminuiranno.

E’, infatti, previsto anche un calo di circa 28 milioni di posti di lavoro nel settore della manifattura legata alla produzione di ferro e acciaio o 20 milioni di posti di lavoro nell’ambito dell’estrazione di rame.

Allo stesso tempo ci si aspetta una crescita di circa 31 milioni di posti di lavoro nelle imprese che riprocessano l’acciaio vecchio per renderlo nuovamente utilizzabile e 14 milioni di posti di lavoro nel settore della produzione di elettricità con pannelli solari ed altre fonti di energia alternativa.

Si avrà una crescita anche nel settore del commercio all’ingrosso (14 milioni), della vendita, manutenzione e riparazione di motoveicoli, parti di motoveicoli, motocicli e loro parti e accessori (4,7milioni), attività di rilavorazione del legno usato in legno nuovo (5 milioni) e della ricerca e sviluppo (3,5 milioni).

Ad oggi in Italia si stimano circa 510mila persone occupate nei settori del riciclo, della riparazione e del riutilizzo.

Davanti a queste previsioni siamo costretti a queste fondamentali considerazioni. Abbiamo del tempo per adeguarci e passare dall’attuale paradigma produttivo a quello previsto dall’economia circolare, ma non possiamo ignorare che tale passaggio comporti anche delle perdite e dei rischi che devono essere gestite.

Non è la prima sfida “occupazionale” che ci troviamo ad affrontare, ma certamente è la più importante poiché è ad ampio impatto.

Il tema vero è se anche questa volta verremo travolti dagli eventi, oppure riusciremo a gestirli.

Sul punto ci siamo confrontati anche con Francesco Zonin, Executive Vice President di una delle case vinicole più famose al mondo, ZONIN1821, che ci ha riportato la sua opinione.

“Siamo arrivati ad un punto in cui abbiamo l’obbligo di rivedere il nostro stile di vita ed il relativo impatto sull’ambiente.

Abbiamo capito che le risorse sono finite, ma abbiamo ancora una economia fortemente basata su un concetto di risorse infinite.

Il mio campo è quello agricolo, e lì si impara naturalmente che più si rispettano le risorse, e più si riciclano, migliore sarà il conto economico di lungo periodo, incluso il costo ambientale.

Auspico per certi versi un ritorno al passato, nel quale veniva consegnato il latte a domicilio in bottiglie di vetro. Se partiamo da questo banalissimo esempio, è chiaro che ci sarà una migrazione per molti posti di lavoro. Perderemo addetti alla produzione di plastica e tetrapack, per recuperarne si spera altrettanti nel mondo del delivery e riciclaggio delle risorse. Se è vero che un sacchetto di plastica ha una vita media di 12 minuti ma viene smaltito in più di 200 anni (ne ricicliamo il 5%), il problema è presto chiaro. Una delle industrie a maggiore occupazione, l’industria dell’auto, avrà un grandissimo impatto in ambito occupazionale, ma non possiamo nemmeno pensare di poter continuare a cambiare auto ogni 2/3 anni, soprattutto quando l’uso quotidiano nella maggior parte dei casi è praticamente nullo. Se pensiamo alla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni e alle nuove opportunità di lavoro che questa ha creato, possiamo ipotizzare una ancor più grande rivoluzione nei prossimi decenni in ambiti molto più ampi e “storici”. Avremo bisogno di programmare una “rivoluzione del lavoro”, durante la quale vedremo diminuire drasticamente livelli occupazionali in alcuni ambiti per crearne altrettanti legati ad attività che riguardino la parte finale dell’economia circolare, il riutilizzo delle risorse. Sara un passaggio fondamentale, tanto quanto la rivoluzione industriale. Dobbiamo riallineare l’economia al pianeta, ma la sfida più difficile sarà riallineare il mercato del lavoro ad una nuova economia sostenibile nel lungo termine, necessariamente circolare”.

Avv.to Francesco Rotondi, Avv.to Giulia Leardi – Lablaw Studio Legale

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Talentoo, partecipante al programma Lanzadera 2019 di Juan Roig, apre una nuova sede a Valencia

Talentoo, partecipante al programma Lanzadera 2019 di Juan Roig, apre una nuova sede a Valencia

È stato appena lanciato un nuovo programma di Lanzadera, l’acceleratore di Juan Roig, fondatore di Mercadona, con 40 nuove startup partecipanti.

Tra queste, quest’anno si trova Talentoo, la piattaforma di selezione di personale B2B, socia della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, che è stata scelta per questa nuova edizione.

Si tratta di una nuova tappa per l’impresa, che ha concluso il programa di accelerazioen di Estrella galicia, TheHop, a conferma della forte crescita edella propria attività registrata negli ultimi mesi.

La startup di selezione di talenti, con oltre 1.100 utenti registrati, ampia pertanto il suo staff e la propria centrale di operazioni, con nuove contrattazioni e l’implementazione di una sede nella Comunità Valenciana, con l’obiettivo di espandere il suo innovativo modello di selezione del personale.

Nuova sede Talentoo nella Comunità Valenciana:
La Marina de València, Muelle de la Aduana s/n. Edificio Lanzadera; 46024 – Valencia

Per maggiori informazioni: www.talentoo.net

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