Allfunds e BNP Paribas annunciano una partnership strategica

Allfunds e BNP Paribas annunciano una partnership strategica

Lo scorso 21 ottobre, Allfunds e BNP Paribas hanno anunciato di avere stipulato un accordo per creare una delle piattaforme di fondi e wealthtech leader al mondo. L’operazione contribuirà al processo di continua crescita di Allfunds e all’espansione della sua presenza globale; Allfunds rimarrà completamente indipendente con la quota maggioritaria detenuta da Hellman & Friedman e GIC.

Questo accordo consentirà ad Allfunds, leader indipendente a livello globale nelle tecnologie al servizio del wealth management e socio della CCIS, e a BNP Paribas, una delle maggiori istituzioni finanziarie al mondo, di avvalersi l’un l’altro delle reciproche competenze per sviluppare servizi di distribuzione di fondi di nuova generazione.

BNP Paribas Securities Services, tra le principali banche custodi al mondo e specializzata nell’offerta di servizi legati alla distribuzione dei fondi, intende far leva su Allfunds come accesso privilegiato al mercato dei fondi, ricercando insieme le opportunità di miglioramento dei servizi per i distributori e per le istituzioni finanziarie. BNP Paribas Securities Services contribuirà inoltre le sue attività di paying agent (banca corrispondente) locale in Italia, così come alcuni servizi di transfer agent in Italia ad Allfunds, che così completerà la sua attuale gamma di servizi di distribuzione di fondi nel mercato locale.

Inoltre, BNP Paribas affiderà ad Allfunds la gestione dei contratti di distribuzione di fondi di investimento di terze parti per diverse entità del Gruppo BNP Paribas operanti nel settore della distribuzione retail, wealth management, assicurazioni e asset management. In questo modo la proposta commerciale di Allfunds si estenderà a nuovi Paesi, tra i quali Francia e Germania, grazie al posizionamento di mercato di BNP Paribas.

BNP Paribas e i suoi clienti beneficeranno della partnership con una delle piattaforme wealthtech leader in Europa e i partner di Allfunds amplieranno il raggio d’azione delle proprie attività.

A seguito di questa operazione, Allfunds aprirà nuovi uffici a Parigi e Varsavia.

Allfunds continuerà ad operare in modo indipendente, con la quota maggioritaria detenuta da Hellman & Friedman e GIC. Questa operazione, che vedrà BNP Paribas Securities Services e BNP Paribas Asset Management ricevere complessivamente una partecipazione strategica del 22,5% in Allfunds, è soggetta alle approvazioni delle competenti autorità di vigilanza e all’espletamento delle necessarie procedure di informazione e consultazione. Si prevede che il perfezionamento dell’operazione avverrà entro la fine del 2020.

Questo accordo strategico si aggiunge alla recente integrazione in Allfunds di Credit Suisse InvestLab e rappresenta un ulteriore passo nella strategia perseguita da Allfunds con l’obiettivo di divenire una delle principali piattaforme di fondi del settore, facendo leva sui suoi vantaggi competitivi in termini di tecnologie all’avanguardia e sulle sue aspirazioni a livello globale.

Secondo Juan Alcaraz, CEO di Allfunds: “Questa partnership rappresenta un importante passo avanti nella nostra aspirazione ad essere un player all’avanguardia nel wealthtech. Facendo affidamento sulla nostra piattaforma e sul modello di business integrato di BNP Paribas, saremo in grado di fornire ai clienti servizi di distribuzione di fondi ottimizzati e soluzioni digitali innovative.”

A sua volta, Patrick Colle, CEO di BNP Paribas Securities Services, ha sottolineato il fatto che la partnership: “consentirà di potenziare significativamente la nostra offerta, dando ai nostri clienti l’accesso a una piattaforma di distribuzione di fondi di successo e in rapida crescita. Ci permetterà inoltre di accelerare lo sviluppo di servizi di nuova generazione per la distribuzione di fondi e di analisi dei dati”.

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La Alianza #CEOPorLaDiversidad prende forma

La Alianza #CEOPorLaDiversidad prende forma

Un totale di 60 CEO delle principali imprese ubicate in Spagna si sono dati appuntamento lo scorso 16 ottobre, enl Museo Reina Sofía, per aderire all’Alleanza #CEOPorLaDiversidad, promossa dalla Fundación Adecco e la Fundación CEOE. Si tratta di un’iniziativa unica a livello europeo dal momento che si fonda sul compromesso dei massimi rappresentanti di alcune tra le principali imprese in Spagna per promuovere e accelerare l’adozione e lo sviluppo di politiche per la diversità e l’inclusione.

La presentazioen di questa alleanza si é tenuta nell’ambito dell’evento di celebrazione del XX anniversario della Fundación Adecco, che ha visto la presenza, in qualità di presidenti onorari, dei Re di Spagna, nonché la partecipazione di Magdalena Valerio, Ministra di Occupazione, Migrazioni e Previdenza sociale; Antonio Garamendi, presidente della CEOE; Joaquín Nieto, direttore dell’Organizzazione internazionale del Lavoro in Spagna, e con 60 CEO di imprese con attività nel paese. Tra questi, vanno menzionati José Bogas, CEO di Endesa, Santiago Villa, CEO di Generali España, e Jaime Revilla, presidente di IVECO España, tutti e tre membri del Consiglio Direttivo della CCIS.

La Fundación Adecco lavora da vent’anni a favore delle persone più vulnerabili, aiutandole attraverso programmi di formazione, orientamento e intermediazione per la ricerca di lavoro. In questo modo, ha generato oltre 259.000 posti di lavoro, lavorando durante questo tempo su strategie per la dioversità e l’inclusione con più di 493 imprese. Questo contatto con la realtà sociale e imprenditoriale ha permesso alla Fundación di acquisire conoscenze ed esperienze per lo sviluppo di politiche per la diversità e l’inclusione nell’ambito imprenditoriale.

Insieme alla Fundación CEOE è stata disegnata l’Alleanza #CEOPorLaDiversidad, attraverso la quale si vuole coinvolgere in queste strategie e politiche i CEO di alcune tra le principali imprese in Spagna per accelerarne lo sviluppo e l’implementazione.

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Il Programma Autonomy di FCA avvicina le scuole allo sport adattato e alla mobilità

Il Programma Autonomy di FCA avvicina le scuole allo sport adattato e alla mobilità

FCA Autonomy è il programma di mobilità di FCA Group che permette alle persone con disabilità motrice, sensoriale o intellettiva di muoversi in totale autonomia e libertà con i veicoli di tutte le marche del gruppo. Di fatto, FCA è l’unica impresa del settore dell’automozione a livello mondiale che offre, da 25 anni a questa parte, un programma specifico dedicato alla disabilità.

Lo scorso venerdì 11 ottobre FCA Spain, in collaborazione con la Federación Española de Deportes de Personas con Discapacidad Física ((http://www.feddf.es/), ha avvicinato i più giovani allo sport adattato e alla mobilità, attraverso l’organizzazione di una giornata nella quale sono state organizzate diverse attività sportive adattate per gli alunni del Colegio Patrocinio San José di Madrid. L’obiettivo di questa giornata è quello di sensibilizzare i giovani studenti sulle barriere e le difficoltà che affrontano le persone con disabilità nel loro quotidiano e sulla loro integrazione nella società attraverso lo sport.

Durante la giornata, tutti gli alunni delle classi 5º e 6ª di educazione primaria (oltre 200 bambini e bambine) hanno potuto praticare fino a cinque modalità sportive nelle stesse condizioni degli sportivi con disabilità: handbike, pallacanestro, pallavolo, slalom e calcio.

L’Atleta paraolimpica e ambasciatrice del programma Autonomy, Sara Andrés Barrio, è stata presente durante l’intera giornata, trovando spazio nella sua fitta agenda di competizioni e allenamenti preparatori per la classificazione ai prossimi Giochi Paraolimpici di Tokio  2020, mentre il pilota e anch’egli ambasciatore di FCA Autonomy, Albert Llovera, ha parlato ai presenti attraverso un video inviato durante la sua permanenza in Marocco, dove si sta preparando per partecipare al prossimo Rally Dakar, con un camion IVECO adattato, ed ha messo a disposizione della giornata la sua Abarth Grande Punto di Rally affinché i giovani studenti potessero vedere da vicino una macchina da corse adattata.

Anche altri atleti della FEDDF, insieme a Jesús Fernández, presidente della Federación Asturiana e schermitore paraolimpico nei Giochi paraolimpici di Atene 2004, hanno preso parte alla giornata e hanno accompagnato i piccoli nella pratica delle diverse discipline sportive.

Attraverso il seguente link è possibile vedere il video dell’evento:

http://www.fcautonomy.es/2019/10/14/programa-autonomy-fca-deporte-adaptado-y-la-movilidad-colegios/

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Obiettivo: chiudere il cerchio

Obiettivo: chiudere il cerchio

Gli avvocati Francesco Rotondi e Giulia Leardi, dello studio legale LabLaw di Milano, socio collaboratore della CCIS, offrono interessanti dati e spunti di riflessione riguardanti una delle tematiche più attuali e rilevanti: la necessità di accelerare il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare. Da una parte, un’economia di mercato non più sostenibile, basata sull’estrazione di materie prime, sulla produzione ed il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti una volta raggiunta la fine della vita del prodotto; dall’altra una vera e propria rivoluzione sostenibile, che ridefinisce processi produttivi e servizi, re-immette le risorse nel ciclo di produzione, generando opportunità economiche e benefici per l’ambiente e la società.

L’economia circolare rappresenta una straordinaria occasione per compiere l’auspicata rivoluzione nell’ottimizzazione dell’uso di risorse naturali ed anche umane.

Questa diversa forma di economia, infatti, contribuisce oltre che alla crescita economica e alla competitività su scala internazionale anche ad un’importante modifica a livello occupazionale.

L’International Labour Organization (ILO) in un recente rapporto stima, ad esempio, una crescita globale dell’occupazione dello 0,1% (circa 6 milioni di posti di lavoro) entro il 2030 in virtù dello sviluppo dell’economia circolare. Si tratta di stime nette che sono le risultanze di nuovi lavori e di lavori che diminuiranno.

E’, infatti, previsto anche un calo di circa 28 milioni di posti di lavoro nel settore della manifattura legata alla produzione di ferro e acciaio o 20 milioni di posti di lavoro nell’ambito dell’estrazione di rame.

Allo stesso tempo ci si aspetta una crescita di circa 31 milioni di posti di lavoro nelle imprese che riprocessano l’acciaio vecchio per renderlo nuovamente utilizzabile e 14 milioni di posti di lavoro nel settore della produzione di elettricità con pannelli solari ed altre fonti di energia alternativa.

Si avrà una crescita anche nel settore del commercio all’ingrosso (14 milioni), della vendita, manutenzione e riparazione di motoveicoli, parti di motoveicoli, motocicli e loro parti e accessori (4,7milioni), attività di rilavorazione del legno usato in legno nuovo (5 milioni) e della ricerca e sviluppo (3,5 milioni).

Ad oggi in Italia si stimano circa 510mila persone occupate nei settori del riciclo, della riparazione e del riutilizzo.

Davanti a queste previsioni siamo costretti a queste fondamentali considerazioni. Abbiamo del tempo per adeguarci e passare dall’attuale paradigma produttivo a quello previsto dall’economia circolare, ma non possiamo ignorare che tale passaggio comporti anche delle perdite e dei rischi che devono essere gestite.

Non è la prima sfida “occupazionale” che ci troviamo ad affrontare, ma certamente è la più importante poiché è ad ampio impatto.

Il tema vero è se anche questa volta verremo travolti dagli eventi, oppure riusciremo a gestirli.

Sul punto ci siamo confrontati anche con Francesco Zonin, Executive Vice President di una delle case vinicole più famose al mondo, ZONIN1821, che ci ha riportato la sua opinione.

“Siamo arrivati ad un punto in cui abbiamo l’obbligo di rivedere il nostro stile di vita ed il relativo impatto sull’ambiente.

Abbiamo capito che le risorse sono finite, ma abbiamo ancora una economia fortemente basata su un concetto di risorse infinite.

Il mio campo è quello agricolo, e lì si impara naturalmente che più si rispettano le risorse, e più si riciclano, migliore sarà il conto economico di lungo periodo, incluso il costo ambientale.

Auspico per certi versi un ritorno al passato, nel quale veniva consegnato il latte a domicilio in bottiglie di vetro. Se partiamo da questo banalissimo esempio, è chiaro che ci sarà una migrazione per molti posti di lavoro. Perderemo addetti alla produzione di plastica e tetrapack, per recuperarne si spera altrettanti nel mondo del delivery e riciclaggio delle risorse. Se è vero che un sacchetto di plastica ha una vita media di 12 minuti ma viene smaltito in più di 200 anni (ne ricicliamo il 5%), il problema è presto chiaro. Una delle industrie a maggiore occupazione, l’industria dell’auto, avrà un grandissimo impatto in ambito occupazionale, ma non possiamo nemmeno pensare di poter continuare a cambiare auto ogni 2/3 anni, soprattutto quando l’uso quotidiano nella maggior parte dei casi è praticamente nullo. Se pensiamo alla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni e alle nuove opportunità di lavoro che questa ha creato, possiamo ipotizzare una ancor più grande rivoluzione nei prossimi decenni in ambiti molto più ampi e “storici”. Avremo bisogno di programmare una “rivoluzione del lavoro”, durante la quale vedremo diminuire drasticamente livelli occupazionali in alcuni ambiti per crearne altrettanti legati ad attività che riguardino la parte finale dell’economia circolare, il riutilizzo delle risorse. Sara un passaggio fondamentale, tanto quanto la rivoluzione industriale. Dobbiamo riallineare l’economia al pianeta, ma la sfida più difficile sarà riallineare il mercato del lavoro ad una nuova economia sostenibile nel lungo termine, necessariamente circolare”.

Avv.to Francesco Rotondi, Avv.to Giulia Leardi – Lablaw Studio Legale

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Talentoo, partecipante al programma Lanzadera 2019 di Juan Roig, apre una nuova sede a Valencia

Talentoo, partecipante al programma Lanzadera 2019 di Juan Roig, apre una nuova sede a Valencia

È stato appena lanciato un nuovo programma di Lanzadera, l’acceleratore di Juan Roig, fondatore di Mercadona, con 40 nuove startup partecipanti.

Tra queste, quest’anno si trova Talentoo, la piattaforma di selezione di personale B2B, socia della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, che è stata scelta per questa nuova edizione.

Si tratta di una nuova tappa per l’impresa, che ha concluso il programa di accelerazioen di Estrella galicia, TheHop, a conferma della forte crescita edella propria attività registrata negli ultimi mesi.

La startup di selezione di talenti, con oltre 1.100 utenti registrati, ampia pertanto il suo staff e la propria centrale di operazioni, con nuove contrattazioni e l’implementazione di una sede nella Comunità Valenciana, con l’obiettivo di espandere il suo innovativo modello di selezione del personale.

Nuova sede Talentoo nella Comunità Valenciana:
La Marina de València, Muelle de la Aduana s/n. Edificio Lanzadera; 46024 – Valencia

Per maggiori informazioni: www.talentoo.net

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Aldo Olcese, Presidente di Fincorp e Consigliere CCIS, nominato Vicepresidente della RAED

Aldo Olcese, Presidente di Fincorp e Consigliere CCIS, nominato Vicepresidente della RAED

Lo scorso 4 giugno, il Presidente di Fincorp e Consigliere della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), Aldo Olcese, è stato nominato Vicepresidente della Real Academia de Doctores (RAED), organismo di diritto pubblico, che ha come obiettivo la ricerca, studio, sviluppo ed estensione della conoscenza nel suo significato più ampio. Si tratta di un punto di riferimento intellettuale in Europa, considerato anche che, tra i propri accademici, accoglie 20 premi Nobel.

Olcese, Dottore in Economia ed accademico di numero di Scienze Economiche e Finanziarie dal 2001, è un importante referente in tema di Responsabilità Sociale Corporativa (RSC) ed un pioniere in Spagna nella difesa del capitalismo umanista, inteso come la ricerca del bene generale dall’interesse privato.

Durante la sua carriera professionale ed accademica, è stato insignito con numerosi premi e decorazioni, tra queste la Gran Cruz del Mérito Civil de España e la distinzione di Commendatore nell’ordine del Trono del Marrocco, il Merito Civile del Lussemburgo ed il Merito della Repubblica Italiana.

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Easy riders…not so easy!

Easy riders…not so easy!

Nell’articolo redatto dagli avvocati Francesco Rotondi e Giulia Leardi, dello studio legale assciato LabLaw, viene trattato un tema interessante relativo al fenomeno dei food delivers e la necessità di una normativa che prenda in considerazione le esigenze delle nuove figure professionali sorte in seguito all’affermarsi di alcune importanti piattaforme online di food delivery.

L’attuale dibattito giuridico che coinvolge l’ormai nota figura lavorativa dei “riders” è tutt’altro che semplice e di pronta soluzione.

Un rider va “dove lo porta l’ordine” ed il suo “datore di lavoro” non è il proprietario di un ristorante, di un fast food o di una pizzeria, ma una piattaforma online di food delivery.

Deliveroo, Glovo, Uber Eats, solo per fare qualche esempio, grazie a questo non più tanto piccolo esercito su due ruote, riescono a garantire consegne 24 ore su 24 di qualsiasi tipo di cibo e si garantiscono un giro di milioni di euro.

Per i riders il confine tra subordinazione ed autonomia sfuma e perde la sua più netta, rigida ed anacronistica caratterizzazione, generando una nuova ibrida “zona grigia” su cui è intervenuta e sta ancora intervenendo la Giurisprudenza che affannosamente, e alle volte in modo contradditorio, tenta di qualificare il lavoro svolto da uno dei simboli della “gig economy”.

Mentre in Spagna (a Valencia Madrid e Barcellona) i riders sono attualmente considerati dai Tribunali come dei lavoratori autonomi, l’Italia – con la sentenza del Tribunale di Torino[1] ha, in un primo momento, definito come autonomi i cinque lavoratori che avevano fatto causa a Foodora, stabilendo che essi non fossero dei dipendenti della società e negando l’esistenza di un rapporto subordinato, in quanto non erano costretti dalla piattaforma digitale a fare le consegne.

Successivamente, la Corte d’Appello di Torino[2] ha ricondotto il loro lavoro alla ibrida figura della cd. “etero-organizzazione” di cui all’art. 2 D.Lgs. 81/2015 [3], appurando che benchè le modalità di svolgimento della prestazione fossero, indubbiamente, organizzate dalla committente quanto ai tempi e ai luoghi di lavoro, in base ad una turnistica stabilita dalla società, su zone di servizio determinate dalla committente, ad indirizzi di consegna comunicati tramite app, con tempi di consegna predeterminati, il rapporto di collaborazione restava tecnicamente e giuridicamente “autonomo”. Cosicché decidendo che, nonostante tale autonomia, per quel che riguarda sicurezza, retribuzione, inquadramento professionale, orario, ferie e previdenza, il rapporto di questi cinque riders con Foodora deve beneficiare delle norme del lavoro subordinato (ex art.  2, comma 1, D.Lgs. 81/2015) e riconoscendo loro la retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del V livello del CCNL Logistica Trasporto Merci, dove sono infatti inquadrati i fattorini addetti alle aziende di consegne.

Tale sentenza, per la verità, non segna alcun passo in avanti, né avrebbe potuto farlo, poiché essa riflette quanto contenuto in una legge già esistente, ma non pensata ed obsoleta in relazione a questo tipo di attività.

Il tentativo classificatorio effettuato dalla Giurisprudenza italiana lascia il tempo che trova e l’unica vera soluzione auspicabile deve essere una nuova normativa che sia al passo con queste nuove professioni.

A nulla è valso neppure il tentativo effettuato dai Sindacati di introdurre la figura del rider nel CCNL (Contratto Collettivo Nazionale Lavoro) Logista e Trasporti, identificandolo e trattandolo come un lavoratore subordinato.

Benché il Parlamento italiano non se ne sia ancora occupato, un tentativo è stato posto in essere dalla Regione Lazio, una delle venti Regioni in cui è suddivisa l’Italia e in cui è collocata la capitale Roma, che con Legge Regionale del 12 aprile 2019, n. 4 ha delineato la prima norma in Italia a tutela, in generale, del cd. “lavoro digitale” (benché sulla stessa si siano scatenate una serie di polemiche e di dubbi sulla sua costituzionalità rispetto ai limiti e ripartizioni di competenza di cui all’art. 117 Costituzione italiana tra la potestà legislativa dello Stato e delle Regioni).

La Legge Regionale scientemente tralascia di definire qualsivoglia qualificazione giuridica (in termini di autonomia o subordinazione) della fattispecie contrattuale di riferimento per il lavoro digitale, limitandosi ad enunciare uno schema di tutele per i lavoratori ai quali si applicherebbe (in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali, assicurando la formazione in materia di sicurezza, disponendo a carico delle piattaforme l’assicurazione per infortuni, danni a terzi e spese di manutenzione per i mezzi di lavoro, introducendo norme sulla maternità e sulla previdenza sociale, ribadendo il rifiuto del compenso a cottimo, ed infine, introducendo anche  un’indennità di prenotazione nel caso in cui il mancato svolgimento dell’attività di servizio non dipenda dalla volontà del lavoratore).

Ad ulteriore dimostrazione dell’attenzione trasversale rivolta al fenomeno del “lavoro digitale”, deve segnalarsi come la norma regionale sia intervenuta solo qualche giorno prima di una ulteriore significativa presa di posizione del Parlamento Europeo che, in data 16 aprile 2019, ha approvato una delibera in vista dell’adozione di una direttiva relativa a “condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea”.

Essa ha stabilito i c.d. “diritti minimi” per tutti i lavoratori dell’Unione che hanno “un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro” quale definito dal diritto di ciascuno Stato membro e caratterizzato da un tempo di lavoro effettivo di durata superiore “a una media di tre ore a settimana in un periodo di riferimento di quattro settimane consecutive”.

In definitiva, occorre al più presto trovare un nuovo contratto di lavoro per l’economia digitale, con cui prendere coscienza dello scenario economico e produttivo del mondo del lavoro di oggi, sforzandosi di comprendere i profondi cambiamenti degli ultimi anni.

Fonte: LABLAW – Avv. Francesco Rotondi, Avv. Giulia Leardi


[1] Sentenza n. 778/2018 pubblicata in data 7 maggio 2018.

[2] Sentenza n. 26/2019 pubblicata in data 11 gennaio 2019.

[3] Art. 2, comma 1, D.Lgs. 81/2015: “A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”;

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FCA sigla partnership con Enel X e il gruppo ENGIE per la mobilità elettrica

FCA sigla partnership con Enel X e il gruppo ENGIE per la mobilità elettrica

Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha siglato due accordi per lo sviluppo di nuove soluzioni dedicate alla mobilità elettrica a sostegno della produzione e commercializzazione dei modelli ibridi plug-in (PHEV) e a batteria (BEV) previsti nel piano industriale di Gruppo per il 2018- 2022. Attraverso questi accordi, i concessionari di FCA offriranno soluzioni di ricarica e servizi innovativi dedicati ai clienti privati e a quelli business.

L’iniziativa prevede inoltre lo studio e la sperimentazione di nuove tecnologie rivolte alla riduzione del costo totale di possesso dei veicoli elettrici a vantaggio del cliente finale.

I due partner, Enel X e ENGIE, sono entrambi leader globali nel settore energetico. La partnership con ENGIE include le controllate ENGIE Eps, società specializzata nelle soluzioni di energy storage con cui FCA collabora da oltre due anni, e EVBox, società di riferimento nella produzione di stazioni di ricarica. I partner lavoreranno con FCA in tutti i principali mercati europei per valorizzare al meglio le tecnologie sviluppate nel corso degli ultimi anni e si impegneranno nello sviluppo di soluzioni innovative dedicate ai clienti privati e a quelli business.

Enel X collaborerà con FCA in Italia, Spagna e Portogallo, mentre ENGIE affiancherà FCA in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Olanda, Polonia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

L’obiettivo principale delle due partnership è l’offerta di soluzioni di ricarica in ambito privato e pubblico a sostegno della vendita della futura gamma di veicoli elettrici di FCA, tra cui la Fiat 500 BEV e la Jeep Renegade PHEV.

Grazie alla collaborazione con i due partner, FCA offrirà ai suoi clienti la possibilità di installare presso la propria abitazione uno specifico punto personalizzato (la cosiddetta wallbox) per l’ottimizzazione e la gestione intelligente della ricarica in base alle effettive necessità. I partner cureranno con FCA la fase preliminare, rivolta alle verifiche di fattibilità e installazione, così come la fase di gestione e manutenzione della wallbox. Il cliente sarà dunque accompagnato e assistito durante l’intero ciclo di vita del veicolo e della sua wallbox. In aggiunta alla ricarica delle vetture elettriche in ambito privato, ai clienti saranno anche offerte soluzioni di ricarica economiche e facilmente accessibili in ambito pubblico. FCA collaborerà con i partner allo sviluppo di applicazioni necessarie alla localizzazione dei punti di ricarica, alla prenotazione e al pagamento della ricarica.

E tutto questo sfruttando le soluzioni integrate di connettività dei veicoli. Attraverso il supporto dei partner, inoltre, FCA proseguirà le attività di formazione ed elettrificazione di tutta la sua rete di concessionari che è già stata avviata in tutta Europa. Sono stati studiati programmi di formazione dedicati per la forza vendita e tutto il personale operante presso i concessionari del Gruppo. Per loro sono anche state pensate specifiche infrastrutture di ricarica destinate all’attrezzamento dei piazzali, dei parcheggi clienti, delle aree di test drive e delle officine.

Nel corso dei prossimi due anni, FCA installerà circa 700 punti di ricarica Enel X presso gli stabilimenti, i centri di ricerca e i parcheggi destinati ai dipendenti in Italia, i quali potranno usufruire di queste infrastrutture per ricaricare i propri veicoli durante l’orario di lavoro. In questo contesto, FCA ed Enel X avvieranno un programma sperimentale per lo sviluppo di nuovi servizi e soluzioni di ricarica.

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Una “dolce” sorpresa firmata Ferrero

Una “dolce” sorpresa firmata Ferrero

Come ormai da tradizione, i giovani alunni della Scuola dell’Infanzia Italiana di Madrid hanno ricevuto una gradita e “dolce” sorpresa l’ultimo giorno di scuola prima della chiusura delle vacanze pasquali, grazie alla generosità di Ferrero Ibérica.

Il presidente della Scuola dell’Infanza, Maurizio Di Ubaldo, ed il vicesegretario generale della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), Paolo Luisetto, hanno infatti consegnato ai bimbi presenti i famosi ovetti di cioccolato kinder, il prodotto della multinazionale italiana più legato alla memoria di grandi e piccini di tutto il mondo.

Grande l’entusiasmo dei bimbi della Scuola Italiana per questa iniziativa patrocinata da Ferrero Iberica,  che anche quest’anno ha contribuito a rendere speciale questa giornata alla Scuola dell’Infanza.

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Esprinet acquisisce il 51% di 4Side, distributore italiano dei prodotti Activision Blizzard

Esprinet acquisisce il 51% di 4Side, distributore italiano dei prodotti Activision Blizzard

Esprinet S.p.A., gruppo italiano leader nella distribuzione “business-to-business” di tecnologia nei mercati italiano e spagnolo ha stipulato lo scorso 14 marzo un accordo vincolante per l’acquisizione del 51% delle quote di 4Side S.r.l., società formata dal management storico della filiale italiana di Activision Blizzard.

4Side ha recentemente stipulato un contratto di durata quadriennale avente ad oggetto il marketing e la distribuzione in esclusiva in Italia dei prodotti Activision Blizzard.

La mission della società è quella di divenire il primo distributore italiano indipendente nel settore del “gaming entertainment” attraverso lo sviluppo di un portafoglio completo di produttori di videogames e merchandising (cuffie, volanti, pedaliere, sedili, basi e supporti, toys, figurine, libri, occhiali, etc.).

Esprinet è presente da anni nel settore della distribuzione di console e videogames. Nel corso del 2018 ha realizzato un fatturato di oltre 28 milioni di euro, di cui 13,5 milioni dalla distribuzione di giochi.

L’investimento in 4Side consente ad Esprinet di posizionarsi come un operatore leader in un comparto strategico e a 4Side di sfruttare le risorse finanziarie, logistiche e commerciali del Gruppo

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