Partecipa al “ranking de la Igualdad”

Partecipa al “ranking de la Igualdad”

Dal 2019 tutte le aziende con più di 50 dipendenti devono avere un Piano di Parità che deve essere iscritto nel Registro corrispondente. Il Regolamento Europeo Sustainability Reporting Standards (ESRS) di recente approvazione, invece, racchiude gli standard europei per la misurazione e la rendicontazione del grado di sostenibilità, in 4 standard tematici che interessano l’ambito Social, tra cui l’S1: “La forza lavoro propria” .

In questo contesto normativo, numerosi modelli e studi empirici hanno affermato che il miglioramento della diversità di genere promuove significativi dividendi economici. La normativa nazionale ed europea vigente prevede esplicitamente che le informazioni non finanziarie debbano fare riferimento alle misure adottate per garantire la parità di genere e le condizioni di lavoro.

Allo stesso modo, la ricerca della Woman Forward Foundation: “La percezione degli uomini sull’uguaglianza nelle aziende spagnole” conferma che le organizzazioni che garantiscono pari opportunità hanno accesso a un gruppo più ampio di talenti, riducono al minimo i costi associati al turnover del personale, ottengono migliori risultati finanziari, sono percepite come un datore di lavoro di interesse, attraggono investitori e soddisfano i pertinenti indicatori di sostenibilità negli indici non finanziari. Pertanto, è importante adottare ulteriori misure per introdurre strategie di pari opportunità, anche al di là della conformità normativa.

Sulla base dei risultati di questa ricerca, la Woman Forward Foundation ha presentato la “Strategia CEOs leva per il cambio verso l’uguaglianza” promossa dal Parlamento Europeo, che cerca di rendere visibile l’impegno dei CEO per le pari opportunità, in modo che i CEO convinti della loro importanza, attraverso la loro influenza, possano essere leve per il cambiamento verso l’uguaglianza. Obiettivo ultimo dell’iniziativa, quindi, è quello di promuovere in azienda la priorità delle politiche di uguaglianza, diversità e inclusione, per creare reale valore nelle imprese.

La partecipazione alla strategia avviene ora attraverso la piattaforma cloud per la gestione dell’uguaglianza @Equalitas della Fondazione Woman Forward, che consente, attraverso 6 aree di indicatori, una misurazione obiettiva e trasparente completando l’@Indice Imprenditoriale di Parità.

Tale indice fornisce alle aziende un report qualitativo e quantitativo, che consente alle aziende di analizzare i loro progressi in relazione a diverse politiche di parità, nonché ottenere un benchmark in relazione a diversi criteri, quali: dimensione, posizione e settore, che rende possibile stilare una GRADUATORIA DELLE AZIENDE PER PARITÀ.

Per prendere parte a questa graduatoria è sufficiente entrare nel sito della Fondazione, nella sezione “Participa en la estrategia CEOs Palancas del cambio y visibiliza tu empresa en el ranking de empresas por la igualdad”, dove troverai tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione, la giuria, le basi del concorso e i premi. La partecipazione sarà aperta dal 16 gennaio al 15 marzo, mentre il 30 marzo è la data prescelta per la riunione della giuria presso la sede della Camera di Commercio Italiana per la Spagna.

Tra i membri della giuria, vanno segnalati il presidente della CCIS, Marco Pizzi, ed il membro del consiglio direttivo, Aldo Olcese.

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Digital Sustainability Atlas

Digital Sustainability Atlas

Assocamerestero, in collaborazione con le Camere di Commercio italiane all’estero e con il coordinamento scientifico della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e con il supporto di Unioncamere, ha realizzato il Digital Sustainability Atlas, un percorso guidato in 51 paesi del mondo volto a supportare la crescita internazionale delle imprese italiane con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione.

Le informazioni contenute in questa pubblicazione sono frutto della capacità di osservazione ed interpretazione delle dinamiche locali da parte delle CCIE: competenze che si traducono in servizi personalizzati di scouting di opportunità per un corretto posizionamento e uno sviluppo sostenibile delle nostre imprese all’estero.

Scarica qui il volume

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5 motivi per cui avere un blog è ancora moderno (e necessario)

5 motivi per cui avere un blog è ancora moderno (e necessario)

Nel mondo del Marketing è normale essere vittime della moda (una parola che, ricordiamolo, indica in origine il valore statistico con la frequenza più alta). Se poi parliamo di Marketing Digitale, questa debolezza si fa ancora più evidente. La moda rischia di diventare il tutto, di trasformarsi nella cultura stessa. Quindi o sali anche tu sul treno che passa o resti indietro per sempre. Fuori dalla cultura, fuori dal settore, da solo.

Ti è già successo altre volte. Quando ti hanno detto che le reti sociali sarebbero state l’unica cosa veramente importante e che dovevi creare il tuo profilo social (anche senza sapere esattamente cosa farne). O quando ti hanno detto che dovevi riciclarti perché il futuro si chiamava Big Data. O quando ti parlano del metaverso come se fosse stato inventato ieri.

O quando senti dire in giro che i blog ormai appartengono al passato.

In realtà, è successo praticamente l’esatto contrario. I blog sono cresciuti talmente tanto che hanno finito per far fuori tutti gli altri formati testuali. Nel corso degli ultimi 20 anni, infatti, la stragrande maggioranza dei siti internet ha incorporato dei componenti informativi, informali e attuali, tanto che oggi risulta sempre più difficile distinguere un sito da un blog.

I blog rischiano ora di diventare il tutto. 20 anni fa erano la moda. Ma ora tutto ciò è superato, perché i blog fanno già parte della cultura. E di fronte a questa realtà, non c’è moda che tenga.

 Di seguito ti presentiamo 5 motivi per cui possedere oggi un blog, gestirlo, farlo crescere… ha ancora oggi tutto il senso del Marketing.

Avremmo potuto spiegarlo in un altro modo, senza ricorrere a un elenco con il “top 5”… ma 20 anni di cultura blogger hanno finito per influenzare anche noi.

1. Perché è un formato aperto che ti darà libertà

 Il blog è un formato così tanto aperto che non è possibile nemmeno darne un’unica definizione 4rigorosa. È su Internet, ha lo scopo di informare/intrattenere e le sue pubblicazioni si susseguono con una certa frequenza.

Esistono ben pochi, per non dire nessun limite a ciò che si può fare con un blog. Ci sono blog che vengono aggiornati più volte al giorno e blog che si limitano a poche pubblicazioni all’anno. Ci sono quelli solo testuali e senza fronzoli (senza nemmeno il grassetto) e quelli con video, infografiche interattive e audio incorporati. Ci sono quelli individuali e quelli collaborativi. Quelli aziendali. Quelli anonimi. Quelli con obiettivi dichiarati o quelli con obiettivi inconfessabili (forse persino inconsapevoli).

Con un blog si può fare qualunque cosa, e questo è uno dei segreti del suo grande successo. I blog non ti condannano a un tipo di architettura predefinita, né ti obbligano a utilizzare un dominio esclusivo (ci sono blog con indirizzo web proprio e altri che sono semplicemente parte di un sito più grande, come sottocartella).

 Non c’è motivo per cui i blog debbano limitarsi a parlare di un solo tema (eppure possono farlo) e possono sempre cambiare forma, obiettivi e orientamento con maggiore agilità ed efficacia rispetto ad altri tipi di piattaforme.

2. Perché la gente non legge più… ma continua a fare domande

 O almeno così dicono i guru. Costantemente. “La gente non legge più”. “Questo è troppo lungo”. “Serve qualcosa di più visivo”.

 Purtroppo, dietro a molte di queste affermazioni ci sono pochi dati e tante opinioni personali. Pochi “user testing” e tanta moda. In ogni caso, al di là del dibattito se le persone leggano o meno, una cosa è certa. Non è una cosa nuova e sarebbe bello che non passasse mai di moda: quando la gente non sa qualcosa, chiede. La gente chiede.

La gente chiede a Google, chiede ad Alexa. Parla con il proprio orologio, con la propria macchina. E per questo i guru parlano di intelligenza artificiale. Benissimo. Ma da dove viene la conoscenza? Dove riescono a trovare i robot le risposte a le tante domande specifiche che vengono loro fatte?

Nei blog. Nelle centinaia di migliaia di blog che si nutrono di informazioni frequenti, ampiamente commentate dagli internauti e immagazzinate in modo permanente. Quel post scritto nel 2007 su quella specifica questione… può rivivere nel 2023 quando qualcuno cerca esattamente quella cosa su Google e arriva a quel blog.

Un dato che confuta tutte le opinioni: tra il 70% e l’80% degli utenti che cercano qualcosa su Google ignorano i risultati a pagamento (il SEM) e preferiscono cliccare sui risultati che provengono dai post di un blog.

3. Perché può essere il tuo “corpus” di conoscenza

Per fortuna nessun integralista del settore sostiene che il blog debba essere l’unico strumento digitale da utilizzare. Anzi, i blog offrono i loro migliori risultati proprio quando si segue la strategia opposta.

 Se stai pensando di creare un tuo proprio ecosistema digitale, tieni presente che il blog può essere il “corpus” di conoscenza che nutre tutto il resto. La linea editoriale per le reti sociali (come diavolo faccio a sapere ciò che devo pubblicare in ogni momento?), gli slogan per le campagne e i banner, il materiale con cui creare webinar e newsletter, o il contenuto che ti darà sicurezza quando deciderai di fare un podcast. In breve: la tua storia, ciò che vuoi raccontare.

 Il blog come nave ammiraglia, come “focolare domestico” di tutti i tuoi altri asset digitali. Ognuno di questi, infatti, finirà per emanciparsi e racconterà la propria storia in modo autonomo, realizzando i propri obiettivi specifici. Tuttavia avrà sempre a disposizione una “casa” dove poter tornare per nutrirsi. In questo modo, il blog consentirà a tutte le tue risorse digitali, a tutta la tua azienda, di trarne beneficio costantemente e senza sforzo.

4. Perché i blog hanno inventato il linguaggio-cliente

Un’altra delle mode del Marketing Digitale è stata quella per cui a un certo punto tutte le aziende si sono riempite di consulenti che dicevano di capire il “linguaggio-cliente”. Sembrava che si dovesse tradurre tutto in questa nuova lingua. Ma di cosa stavamo parlando?

Parlare il linguaggio-cliente significa dimenticare l’organigramma interno dell’azienda, le rivalità tra i suoi diversi dipartimenti, il gergo aziendale e, soprattutto, gli obiettivi di business. Se vuoi che la tua comunicazione sia efficace, è meglio conoscere bene chi la sta ricevendo. E fare di tutto affinché chi ti ascolta ti capisca veramente.

Dopo questa riflessione, anche la marca più rigida e conservatrice ha capito ormai che è meglio non dare più del “voi” ai destinatari dei propri messaggi e abbandonare i tecnicismi. Meglio cercare di parlare come se fosse un messaggio personalizzato. Come se ti lascio leggere il mio diario privato.

Questo approccio informale, indipendente e personale è parte essenziale della definizione di ciò che sono sempre stati i blog. Da una parte c’erano i siti internet: grandi, ufficiali, statici e con un tono serioso. Dall’altra parte c’erano i blog, che ti dicevano le stesse cose ma spiegate come se a parlare fosse tuo cugino.

Molti anni dopo, si cominciò a chiamare questo modo di parlare “linguaggio-cliente” e tutti i siti e tutte le piattaforme digitali (compresa quella della Polizia) smisero di dare del “voi” ai destinatari delle proprie comunicazioni.

5. Perché hanno ancora il miglior rapporto qualità-prezzo

Alla fine della discussione, quando tutti hanno già sfoderato le proprie argomentazioni più ingegnose e intellettuali, arriva il momento di fare i conti. I budget non sono mai infiniti e tutti vogliono sapere dove vale veramente la pena investire ciò che possono spendere.

La verità è che, fra tutte le attività digitali possibili, il blog ha ancora oggi un rapporto qualità-prezzo difficilmente superabile. Una volta pubblicato, il post di un blog dà i suoi frutti (traffico verso il sito, notorietà, leads) per anni e senza bisogno di spendere un solo euro in più.

Il tuo pubblico arriverà a te perché sarà arrivato a te il robot di Google. Così come quello di Alexa, e quello del prossimo sistema di intelligenza artificiale che verrà inventato. Il tuo messaggio sarà sempre lì, disponibile, senza bisogno di alcuno sforzo da parte tua per mantenerlo visibile.

Ogni volta che avrai bisogno di contenuti per ispirare la tua prossima campagna, avrai già a disposizione un’ampia scorta di idee da consultare. E ogni volta che il tuo pubblico avrà bisogno di ricordare quali sono i tuoi valori, da dove vieni e chi sei, potrai indicare loro l’indirizzo del tuo “focolare domestico”.

 Ma come si fa un blog?

Quello che all’inizio era il diario di bordo di alcuni appassionati di digitale, è diventata un’arte che richiede tempo e risorse.

Se vuoi essere davvero competitivo e riuscire a differenziarti, distinguerti dagli altri ed essere trovato facilmente, è meglio che ti affidi a dei professionisti.

Tra tutte le agenzie di Marketing Digitale, ti consigliamo di affidarti a quelle specializzate in Content Marketing e blogging. Queste, infatti, sapranno aiutarti a creare un progetto su misura per te. Consulta i seguenti contenuti per saperne di più su cosa ti può offrire concretamente un’agenzia di contenuti.

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Nuova accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili

Nuova accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili

A seguito della pubblicazione della Legge 7/2022, dell’8 aprile, sui Rifiuti e sui Suoli Contaminati per un’economia circolare, nasce una nuova Tassa che registrerà l’utilizzo di contenitori di plastica non riutilizzabili ed entrerà in vigore da gennaio 2023.

La legge incorpora nell’ordinamento giuridico spagnolo le direttive 2018/851/UE, che modificano la direttiva quadro 2008/98/CE sui rifiuti e la direttiva 2019/904 sulla riduzione dell’impatto di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

Lo scopo di questa nuova tassa è incoraggiare il reciclo e la circolarità dei rifiuti di plastica, nonché ridurre al minimo il consumo di plastica monouso. La tassazione ambientale è destinata a rimanere e, data l’attuale tendenza alla dipendenza dagli imballaggi in plastica, avrà un impatto notevole, soprattutto nell’industria alimentare.

Sebbene non siano ancora avvenute l’approvazione e la pubblicazione del regolamento fiscale e dell’ordinanza ministeriale che deve determinare, tra le altre questioni, i modelli da presentare, gli obblighi di registrazione contabile o le condizioni per l’applicazione delle esenzioni contenute nella legge, l’Agenzia delle Entrate ha già annunciato le principali linee guida fiscali.

Qual è il campo di applicazione della tassa che inciderá sull’uso di imballaggi in plastica non riutilizzabili e il suo fatto generatore dell’imposta?

Bisogna prendere in considerazione che si tratta di un’imposta speciale di fabbricazione riscossa sulla fabbricazione, l’importazione o l’acquisto intracomunitario di prodotti che rientrano nel campo di applicazione dell’imposta, e quest’ultimo ricade sull’uso di imballaggi non riutilizzabili contenenti plastica, siano essi vuoti o contenenti prodotti.

Il concetto stesso di imballaggio ai fini fiscali è molto ampio, includendo quelli utilizzati per contenere, proteggere, manipolare, distribuire e presentare merci a cui si aggiunge l’imballaggio stesso, il confezionamento, nonché semilavorati destinati ad ottenere l’imballaggio sopra definito (preforme, fogli termoplastici… ecc).

Per quanto riguarda la condizione di non riutilizzabile, si deve tener conto del fatto che è progettato per essere commercializzato per uso singolo, sebbene possa essere dato ad altri usi alternativi (ad esempio, bottiglie d’acqua confezionate).

A titolo esemplificativo, sarebbero soggette ad imposta le seguenti operazioni:

  • L’acquisto intracomunitario o l’importazione di bevande confezionate in bottiglie di plastica
  • L’acquisto intracomunitario o l’importazione di macchinari imballati in plastica, in relazione al peso dell’imballaggio stesso.

La fabbricazione di imballaggi esclusivamente a partire da prodotti semilavorati non sarebbe soggetta all’imposta, ad esempio la fabbricazione di sacchetti di plastica a partire da fogli non sarebbe soggetta all’imposta, mentre la fabbricazione, l’acquisto intracomunitario o l’importazione delle suddette pellicole sarebbero soggette all’imposta.

Allo stesso modo, la legge prevede alcuni casi di non assoggettamento come la fabbricazione di prodotti  difettosi che vengono distrutti, la fabbricazione per la vendita al di fuori della Spagna (Penisola, Isole Baleari, Isole Canarie, Ceuta e Melilla), la fabbricazione o l’acquisizione di coloranti, vernici, lacche e adesivi e prodotti non progettati per essere consegnati come merci. Infine, sono regolamentate le operazioni esenti che si riassumono nella non applicazione dell’imposta per gli imballaggi destinati ad uso sanitario, i rotoli di plastica per l’insilato da foraggi, l’acquisto di contenitori da vendere al di fuori della Spagna o per la distruzione e l’acquisto intracomunitario o l’importazione di prodotti soggetti all’imposta quando non superano i 5 kg al mese.

A che punto matura la nuova imposta?

Per sapere quando si intende compiuto il fatto imponibile e, con esso, la nascita dell’obbligazione tributaria, dovranno essere prese in considerazione diverse casistiche:

  1. Nella fabbricazione: si verificherà al momento della prima consegna o messa a disposizione a favore dell’acquirente, o quando nella fabbricazione vi è un pagamento anticipato parziale o totale del prezzo di una prima consegna o messa a disposizione e quando sorgono differenze negative nelle scorte prodotte.
  2. Negli acquisti intracomunitari: avverrà il 15 del mese successivo a quello in cui inizia la spedizione o il trasporto dei prodotti, a meno che non venga preventivamente emessa fattura, nel qual caso il momento di maturazione sarà quello del giorno di spedizione.
  3. Sulle importazioni: si verificherà nel momento in cui si maturino i dazi all’importazione, conformemente alla normativa doganale.

Come sarà calcolata la nuova base imponibile?

La base imponibile è calcolata sulla base della quantità di plastica non riciclata, espressa in chilogrammi, contenuta nei prodotti soggetti all’imposta. A questa base si applica l’aliquota d’imposta di 0,45 EUR per chilogrammo.

Chi deve sostenere l’imposta?

L’accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili è concepita come un’imposta monofase, vale a dire che viene sostenuta una sola volta nell’intera catena di trasmissione.

Il soggetto passivo è

  • Nei casi di fabbricazione: il produttore, che deve trasferire l’imposta al suo cliente nella prima consegna del prodotto.
  • In caso di acquisto intracomunitario o di importazione: l’acquirente, che deve sopportare e pagare l’imposta e non deve trasferirla ai suoi clienti.

Il produttore sarà obbligato a iscrivere in fattura i chili di plastica consegnati e la relativa imposta, mentre chi ha acquistato prodotti soggetti all’imposta potrà chiedere al proprio fornitore di specificare in fattura i chili di plastica non riciclata inclusi nel prodotto, nonché l’imposta pagata per tali prodotti.

Norme comuni in materia di gestione delle imposte

Il periodo di liquidazione sarà mensile o trimestrale a seconda del periodo di liquidazione dei contribuenti nell’IVA. Per quanto riguarda l’importazione, l’imposta è determinata secondo le modalità previste dalla normativa doganale.

I fabbricanti e gli acquirenti intracomunitari devono registrarsi in un censimento degli obbligati a questa tassa, assegnando un codice per ciascuno degli impianti in cui questi prodotti sono fabbricati o acquistati.

I fabbricanti devono tenere la contabilità attraverso un sistema contabile a supporto informatico, attraverso la sede elettronica dell’AEAT con la fornitura elettronica delle scritture contabili dei prodotti che rientrano nel campo di applicazione dell’imposta e, se del caso, delle materie prime necessarie per ottenerli.

Allo stesso modo, coloro che effettuano acquisti intracomunitari terranno un registro di magazzino, da presentare all’ufficio di gestione fiscale.

Fonte: Miñana Beltrán Tax & Legal (minyanabeltran.com)

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La Fondazione Woman Forward presenta una classifica delle imprese per l’uguaglianza

La Fondazione Woman Forward presenta una classifica delle imprese per l’uguaglianza

La fondazione Woman Forward ha presentato il passato 11 novembre i risultati della ricerca “La percezione della parità nelle imprese spagnole” mediante la strategia “CEO, leve del cambiamento verso l’uguaglianza” che cerca di dare visibilità ai CEO e alle imprese che vogliono essere leva del cambiamento verso la parità.

La Fondazione invita le imprese a partecipare all’Indice delle pari opportunità aziendali  attraverso una piattaforma appositamente creata, accessibile tramite il sito web della fondazione.

L’indice di uguaglianza aziendale stabilirà automaticamente una classifica che compara le imprese per localizzazione, dimensione e settore, che verrà presentata in primavera, a tre mesi dalla pubblicazione per permettere alle imprese di partecipare.  

La giuria presieduta da Giuseppe Tringali, Presidente del Global Corporation Center IE/EY verifica la metodologia, la partecipazione oggettiva delle imprese e il funzionamento automatico della classifica, secondo diversi benchmark in relazione all’ubicazione, alle dimensioni e al settore.

La giornata è stata condotta da Paloma Barandiarán, direttrice di GSG legal hub e inaugurata da Maria Andrés, direttrice del l’Ufficio del Parlamento europeo in Spagna, che ha dichiarato “Il Parlamento europeo adotterà tra pochi giorni un’importante legge che vincolerà le imprese alle società quotate con più di 250 dipendenti ad assicurare che almeno il 40% delle posizioni dirigenziali non esecutive siano del sesso meno rappresentato. Tuttavia, il cambiamento di mentalità e della cultura imprenditoriale non si realizzerà solo a colpi di legge. Iniziative come quella di Woman Forward, con questa classifica per misurare le aziende che guidano questo cambiamento promuovendo il talento femminile, sono particolarmente preziose. Ciò che non si misura non si vede. E ciò che non si vede, non esiste. Mostriamo a questi uomini CEO campioni di uguaglianza, aiutiamo a creare nuovi referenti di inclusione”.

Mirian Izquierdo, presidente della Fondazione Woman Forward, ha spiegato nel suo intervento che la strategia “CEO Leve del cambiamento verso l’uguaglianza” emerge dalle conclusioni della ricerca “La percezione degli uomini sulla parità nell’impresa spagnola”, in cui hanno partecipato dirigenti, CEO e consulenti di grandi, medie e piccole imprese.

 Le conclusioni evidenziano che:

  • Mentre i 2/3 degli uomini percepiscono le donne in modo diverso, sia socialmente che professionalmente, le percepiscono ancora peggio nell’ambito decisionale.
  • Vi è 1/3 di alti dirigenti uomini e CEO la cui percezione sociale e professionale delle donne è egualitaria. Per cui, questo gruppo di CEO e dirigenti possono essere effaci leve del cambiamento verso l’uguaglianza.

Questa strategia mira pertanto a rendere visibile l’impegno dei CEO a favore della parità di opportunità, affinché coloro che sono convinti, attraverso la loro influenza, possano essere leve del cambiamente verso la parità, sia all’interno che all’esterno delle loro organizzazioni. L’iniziativa ha come obiettivo ultimo quello di promuovere la priorità nell’impresa rispetto alle politiche di uguaglianza, diversità e inclusione per creare valore reale nelle imprese.

La presidente della Fundación Madrid Forward, Miriam Izquierdo

Per rendere visibili i CEO delle aziende che si impegnano per la parità e misurare il loro apporto, la Fondazione ha messo a punto una piattaforma che consente, in relazione a 6 capitoli di indicatori, di valutare il loro grado di uguaglianza in modo obiettivo e misurabile. Questo sarà realizzato attraverso la partecipazione all’Indice per le pari opportunità della sua piattaforma @DIVERSIA.

La piattaforma permette, a sua volta, di stabilire un ranking di pari opportunità, per presentare i progressi in modo equo, stabilendo un benchmark secondo criteri diversi, quali: le dimensioni, la localizzazione e il settore.

A continuazione, un tavolo moderato da Yolanda Gomez, vicedirettore della ABC “Leading equally throughout the corporate world: women in economic decision making”. Quali sono le barriere.  Che barriere esistono. La strada da percorrere è ancora lunga. 

Eugenia Rodríguez Palop, vicepresidente della  Commissione per i Diritti delle Donne del Parlamento europeo, ha sottolineato che esiste non solo un “tetto di vetro” ma anche un “tetto di cemento” per le barriere autoimposte delle donne, legate a ruoli e stereotipi di genere che le impedisce di crescere professionalmente.

Rosa Pérez, membro della commissione per i diritti delle donne del Parlamento europeo, ha sottolineato che questa iniziativa della Woman Forward Foundation ci consente di dare un seguito reale ai cambio necessari per progredire verso la parità e per promuovere il talento femminile.

Allo stesso modo, Lina Gálvez, membro della commissione per i Diritti delle Donne del Parlamento europeo ha sottolineato che, in quegli spazi decisionali in cui ci sono donne, le donne sono più sostenibili ed esiste maggiore resilienza.

Margherita di Pisa, vuole una società migliore in cui le norme sulla parità producano risultati reali e consentano la loro tracciabilità.

Un secondo tavolo di CEO, moderato da Noelia García, Direttrice di Branded Content e Speciali di “L’Economista”, ha discusso l’interesse de “la strategia CEO leve del cambiamento verso la parità e le barriere strutturali nelle imprese”:

Enrique Serra González, CEO di Banco Caminos, ha sottolineato “Crediamo che la diversità sia un valore integrale. Nei nostri progetti, non cerchiamo solo l’uguaglianza in variabili come il genere ma la diversità in tutti gli aspetti che possono nutrire le squadre: età, nazionalità, esperienza, diversi modi di pensare ecc.”

Enrique Polo de Lara, CEO di Salesforce, ha dichiarato: “Nel settore tecnologico ci troviamo di fronte a una disparità sistematica nel numero di uomini e donne all’interno delle organizzazioni. È necessario uno sforzo consapevole da parte dell’alta dirigenza per evitare distorsioni nei processi di selezione e rimuovere le barriere intangibili che ostacolano lo sviluppo professionale di molte donne. Uno dei valori fondamentali di Salesforce è l’uguaglianza e siamo impegnati ad aumentare il numero di donne nella nostra azienda e nelle posizioni dirigenziali”.

Allo stesso modo, Mario de Gaviria, CEO di IGE Group, ritiene che “Il successo, la sopravvivenza e la sostenibilità delle aziende dipenderà in gran parte dalla loro reale capacità di

trasformare la loro cultura imprenditoriale, dove la diversità inclusiva deve essere uno dei suoi pilastri fondamentale e questo sarà possibile solo con la piena convinzione e il coinvolgimento attivo dei CEO.”

A sua volta, Antonio Torrado, CEO di Wolf Iberica ha spiegato che “Non dobbiamo forzare con l’obiettivo di riuscire ma bisogna continuare a lavorare nella comunicazione e nella formazione  per sensibilizzare su quello che apporta all’impresa e alla società, per rompere possibili barriere e far in modo di interiorizzare il tema e viverlo in maniera naturale”.

Per concludere, il presidente della giuria del ranking delle imprese per la parità, Giuseppe Pringali, Presidente di Global Corporation Center IE/EY, ha presentato le modalità di partecipazione all’Indice, insieme ai membri della giuria.

La giuria che ha l’obiettivo di verificare che la partecipazione alla piattaforma possa avvenire in modo equo e obiettivo, nonché che la piattaforma ha funzionato automaticamente per la definizione della classifica, è composto da Giuseppe Tringali, President Global Corporation Center IE/EY; Fátima Báñez, presidente della Fondazione CEOE; María de Andrés, Presidente dell’ufficio del Parlamento europeo in Spagna, Sara Bieger Franco Española; José Luis Blanco, direttore generale esecutivo dell’IEF, Beatriz Corredor, Presidente di Redeia; Marta García Valenzuela, Socia di talento e leadership di Talengo, Federico Linares, Presidente di EY España, Angel Martínez Aldama, Presidente della Associazione degli Organismi di Investimento Collettivo e dei Fondi Pensione (INVERCO); Aldo Olcense, Presidente della Fondazione Indipendente Società Civile Now; Antonio Oporto, Segretario Generale del Circolo degli Imprenditori; Marco Pizzi, Presidente della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna; Osmar Polo, Presidente della Camera di Commercio Tedesca per Spagna; Bieito Rubido, Direttore del giornale digitale “El Debate”; Enrique Sanchez de León, Consigliere Direttore Generale APD, Pilar Menor Sanchez, Avvocato dello Stato Global Co-Chair, DLA Piper Employment/Senior Partner Spain, Rosa Maria Vidal, Socia Direttrice dell’azienda Broseta Avvocati, guidando il suo piano strategico di crescita sostenibile.

Giuseppe Tringali ha sottolineato che “l’uguaglianza di genere è un diritto, ma anche una grande opportuità, una serie di studi indica che genera maggiore innovazione e migliora i risultati economici delle imprese incrementando il PIL dei paesi. I leader delle imprese devono avere interessi concreti nell’accelerare e attuare questa trasformazione che non è solo culturale, è altamente produttiva.”

Pertanto, la giuria invita le aziende a partecipare, da metà novembre fino alla fine di febbraio, attraverso il seguente link del sito web della fondazione, all’Indice di uguaglianza aziendale GRATUITAMENTE e, di conseguenza, a far parte della classifica delle Aziende per l’uguaglianza che verrà presentata in un evento in primavera.

Maggiori informazioni: info@womanforward.org

FUNDACION WOMAN FORWARD
marketing@womanforward.es
+34 672 63 25 97

SU WOMAN FORWARD

La Woman Forward Foundation è un’istituzione senza scopo di lucro che crea valore nelle organizzazioni promuovendo il talento femminile la parità di genere. Donne e uomini impegnati nella società civile, pronti a unire le forze per accrescere la partecipazione e l’influenza delle donne nelle sfere decisionali in campo sociale ed economico. Woman Forward promuove misure di uguaglianza nelle aziende che promuovono l’uguaglianza e aiutano a rafforzare l’allineamento strategico nelle imprese.

La Fondazione Woman Forward ha come missione la promozione della leadership femminile nell’ambiente imprenditoriale, utilizzando, a tal fine, strumenti quali la ricerca, la consulenza, le attività di formazione attraverso Think- Tank, programmi di mentoring per partner e sponsor e networking al più alto livello.

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Natuzzi presenta la sua collezione “Second Life” a Madrid

Natuzzi presenta la sua collezione “Second Life” a Madrid

Natuzzi, l’azienda italiana di mobili di alta gamma, ha ospitato lo scorso 27 ottobre, presso il suo store di Núñez de Balboa a Madrid, un “cocktail” esclusivo realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna. Il cuore dell’evento è stata la presentazione del progetto “Second Life”, l’ iniziativa che promuove la sostenibilità etica ed estetica e che vede protagonisti l’artista-designer italiano Marcantonio con il pouf Terra e l’olandese Marcel Wanders studio con il divano Adam.

Second Life è la nuova concept collection realizzata nel Circle of Harmony di Natuzzi Italia, il progetto nato nel 2019 per creare uno spazio ideale in cui accogliere diverse interpretazioni creative del DNA del brand. Dopo la riflessione sul futuro avviata attraverso le ultime due collezioni The Circle of Harmony (2020) e The Circle of Harmony – Live the Transition (2021), con Second Life Natuzzi Italia riflette così sul concetto di sostenibilità nel suo senso più ampioThe Circle of Harmony – Second Life rappresenta così un terzo capitolo di questa narrazione, una riflessione intorno ad un tema di forte attualità: come orientare la produzione degli arredi verso una sostenibilità che sia sempre più coerente e concreta.  

All’interno dello store che ha ospitato l’evento, gli invitati hanno potuto provare il pouf Terra, caratterizzato da suggestive forme smussate, linee colme di stondature e morbidezze che evocano le forme di un’oliva sulla terra rossa dei paesaggi pugliesi. Il pouf, protagonista della collezione insieme al divano Adam, nasce dalla collaborazione con l’artista e designer Marcantonio come progetto pensato per essere a impatto zero sull’ambiente.

Il cocktail “Second Life” ha rappresentato l’occasione per testimoniare ulteriormente la direzione sostenibile intrapresa dall’azienda, permettendo agli ospiti di toccare con mano la qualità e l’innovazione del design Made in Italy.

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Tariffe speciali di ITA Airways in occasione delle elezioni del 25 settembre

Tariffe speciali di ITA Airways in occasione delle elezioni del 25 settembre

In occasione delle prossime elezioni politiche che si terranno il 25 settembre 2022, gli elettori che voleranno con ITA Airways potranno usufruire di uno sconto sul biglietto aereo, andata e ritorno, utilizzato per recarsi presso la sede del seggio elettorale:

– 50% di sconto per i voli nazionali (Sardegna esclusa)
– 40% di sconto per i voli internazionali (da Europa, Nord Africa e Medio Oriente)
– 25% di sconto per i voli intercontinentali

Lo sconto è valido esclusivamente sui voli ITA Airways per tariffe adulto, andata e ritorno, al netto di tasse, supplementi e servizio di vendita.

Acquisto fino al 25 settembre per volare dal 22 al 28 settembre 2022.
L’acquisto può essere effettuato sul sito ITA Airways, compilando il form di booking presente nella pagina dedicata, oppure attraverso il call center della Compagnia e le agenzie di viaggio.

Al momento del check-in e dell’imbarco al passeggero verrà semplicemente chiesto di esibire la propria tessera elettorale (sia all’andata sia al ritorno). Qualora l’elettore ne sia sprovvisto per il viaggio di andata, sarà necessario sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva da presentare al personale di scalo. Per i viaggiatori provenienti in Italia con voli internazionali o intercontinentali è sufficiente esibire il passaporto italiano. Al ritorno, il passeggero dovrà esibire la propria tessera elettorale regolarmente timbrata e datata dalla Sezione Elettorale, dimostrando così l’avvenuta votazione.

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PIANO CITY MADRID: 60 CONCERTI GRATUITI IN DIVERSI ANGOLI DELLA CITTÀ, DAL 17 AL 19 GIUGNO

PIANO CITY MADRID: 60 CONCERTI GRATUITI IN DIVERSI ANGOLI DELLA CITTÀ, DAL 17 AL 19 GIUGNO

Madrid diventa la capitale internazionale del pianoforte con la prima edizione di Piano City Madrid. Il festival internazionale, ideato dal musicista tedesco Andreas Kern, arriva per la prima volta in Spagna il 17, 18 e 19 giugno, nell’ambito della Giornata Europea della Musica organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Sport del Comune di Madrid.

L’appuntamento è organizzato da TopArtEspaña, patrocinato da Endesa e, tra i collaboratori, conta sul supporto di Generali. Offrirà 60 concerti gratuiti in diversi luoghi e centri culturali della città, con musica classica, jazz, flamenco, elettronica e musica new age. I pianisti hanno un’età compresa tra i 15 ei 65 anni, con un’alta percentuale di interpreti femminili.

Il ciclo sarà inaugurato venerdì 17 giugno al Matadero Madrid, a partire dalle 17:30, con l’esibizione di tre celebri pianisti: Clara Lai, Diego Amador e Chano Domínguez. Quest’ultimo, inoltre, è stato incaricato di fornire consulenza a Piano City Madrid per l’individuazion degli artisti per questa prima edizione, che sottolinea la qualità, l’uguaglianza di genere e la presenza di un’ampia varietà di stili musicali.

Protagonismo dei classici

Tra i pianisti classici spicca la presenza dell’italiano Michele Campanella, che interpreterà Liszt e Mousorgski; i viaggi musicali per il Romanticismo di Ana Vega Toscano e Cristina Sanz; il recital che Roberto Prosseda dedicherà a Mozart e Morricone; le miniature per pianoforte che eseguirà María Abad; il collegamento che propone Riccardo Bini tra Beethoven e Brahms; o la danza attraverso i secoli di Gabriele Carcano che suona Bach, Ravel e Chopin.

Michele Campanella

Più contemporanea la proposta di Mario Prisuelos, che unisce pagine di due classici del Novecento, Schostakovich e Ligeti; Susana Gómez dedica il suo programma a Ellas, le compositrici; e Marianna Prejevalskaya rende omaggio al compositore russo Scriabin. Infine, la pianista galiziana Andrea González recupera le composizioni di Lucas Josef Salvado, un frate e compositore galiziano del XIX secolo totalmente dimenticato.

Il pianista Uri Caine presenta Change!

Piano City Madrid presenta Uri Caine, pianista e compositore americano, che suonerà il suo ultimo progetto di pianoforte solista “Change!”. Elisabet Raspal e Lucia Fumero arrivano come rappresentanti dell’effervescente scena artistica catalana; Il cubano Pepe Rivero sorprenderà con il suo originale Joruba latín jazz meets classic; e per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini, l’italiano Giovanni Guidi presenterà il suo progetto Comizi d’amore.

Tocchi di flamenco

Un’altra personalità centrale di Piano City Madrid è Chano Domínguez, di Cadice, riconosciuto a livello internazionale come uno dei maestri del jazz flamenco, che aprirà il festival a Matadero Madrid nel pomeriggio di venerdì 17 giugno (insieme ai recital di Clara Lai e Diego Amador, grande interprete di flamenco free jazz). In programma anche i giovani Alex Conde e Andrés Barrios, due dei più illustri pianisti della loro generazione, che proporranno le loro improvvisazioni al pianoforte.

Pianisti e compositori

Molti degli artisti presentano le proprie composizioni e arrangiamenti a Madrid, proponendo temi originali. Tra questi Moisés Sánchez, l’italiana Francesca Tandoi, María Parra, Javier Coble, Claudio Constatini (con arrangiamenti di Piazzolla e Gershwin), Esther Quevedo e l’argentino Federico Lechner, con il suo toccante progetto Cartas a mi padre. Infine, il caso peculiare dell’americano Dan Tepfer, che presenterà per la prima volta in Spagna Natural Machines (musica elettronica), improvvisando su un algoritmo da lui stesso ideato per il pianoforte Disklavier.

Francesca Tandoi

Giovani talenti

Al Piano City Madrid verranno presentati anche i giovani talenti, provenienti da un accordo tra TopArtEspaña, il Conservatorio Reale di Atocha e la Scuola di Musica Reina Sofía. Le rispettive cattedre di pianoforte presenteranno alcuni musicisti, selezionati dai loro insegnanti, che presenteranno programmi molto vari e di innegabile valore artistico. In questo modo si vuole mettere in luce l’esistenza di una solida comunità di pianisti degna di essere fatta conoscere al grande pubblico. A questi concerti si aggiungeranno i recital degli studenti del Centro Shigeru Kawai e della Scuola di Arti Musicali di Madrid. Il più giovane del festival è Guillermo Hernández, che a soli 15 anni ha già una lunga carriera come pianista classico.

Programmazione e ulteriori informazioni disponibili su: www.pianocitymadrid.es

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Natuzzi Italia protagonista alla Milano Design Week 2022

Natuzzi Italia protagonista alla Milano Design Week 2022

La Milano Design Week 2022 si è conclusa lo scorso 12 giugno con un risultato molto positivo in termini di partecipanti e visitatori. In particolare, sono state oltre 262.000 le presenze alla 60ª edizione del Salone del Mobile, che ha visto la presenza di 2.175 brand espositori, di cui il 27% esteri, tra cui 600 giovani designer.

In questo contesto, Natuzzi Italia ha presentato la nuova collezione The Circle of Harmony – Second Life, che, con la direzione creativa di Pasquale Junior Natuzzi, vede protagonisti l’artista-designer italiano Marcantonio con il pouf Terra e l’olandese Marcel Wanders studio con il divano Adam.

Il flagship store di via Durini, è stata la scenografia dove il pubblico ha potuto scoprire le novità di prodotto, oltre a una speciale selezione di pezzi iconici del marchio, in una nuova veste impreziosita dalle nuove collezoni di rivestimenti eco-fiber, 100% sostenibili. Inoltre, una suggestiva installazione ambientale dal titolo Germogli ideata da Marcantonio per gli spazi del cortile adiacente lo showroom di Palazzo Durini Caproni di Taliedo è stata accessibile al pubblico i giorni 8 e 9 giugno.

THE CIRCLE OF HARMONY – SECOND LIFE

Second Life è la nuova concept collection realizzata nel Circle of Harmony di Natuzzi Italia, il progetto nato nel 2019 percreare uno spazio ideale in cui accogliere diverse interpretazioni creative del DNA del brand. Dopo la riflessione sul futuro avviata attraverso le ultime due collezioni The Circle of Harmony (2020) e The Circle of Harmony – Live the Transition (2021), con Second Life Natuzzi Italia riflette così sul concetto di sostenibilità nel suo senso più ampio. The Circle of Harmony – Second Life rappresenta così un terzo capitolo di questa narrazione, una riflessione intorno ad un tema di forte attualità: come orientare la produzione degli arredi verso una sostenibilità che sia sempre più coerente e concreta.

Second Life è il concept della nuova collezione, un pensiero che guida la mano dei designer con i quali abbiamo collaborato, ma che abbraccia i nostri abili artigiani ed è così universale che accoglie idealmente tutti”, ha raccontato Pasquale Junior Natuzzi, direttore creativo dell’azienda. “L’obiettivo è dare vita a una progettazione e a una produzione più consapevoli. Creare una bellezza senza tempo in grado di valicare il tempo stesso. Una collezione di pezzi mirati, studiati per durare una vita, con l’idea pulita di abbattere l’inquinamento, realizzando materiali che vivono una preziosa seconda vita: riciclati, riutilizzati, ripensati; oggetti dove funzionalità ed estetica convivono in perfetto equilibrio. Per vivere finalmente una seconda vita in armonia.

La sostenibilità è quindi il concetto alla base dei nuovi progetti che l’azienda italiana ha presentato nell’ambito della Milano Design Week. In questo senso, grande protagonismo è stato riservato a due tra i nuovi progetti di Natuzzi Italia. Il primo è il pouf Terra, nato dalla collaborazione con l’artista e designer Marcantoniocomeprogetto pensato per essere a impatto zero sull’ambiente, con un volume dalle forme smussate, linee colme di stondature e morbidezze che evocano le forme di un’oliva sulla terra rossa dei paesaggi pugliesi.

Il pouf Terra

Il divano modulare Adam è invece frutto della collaborazione con Marcel Wanders studio e nasce con la volontà di unire materiali sostenibili e un design senza tempo alle ispirazioni nate dalla Puglia, la regione che rappresenta le radici del marchio e simboleggia quello stile di vita mediterraneo che il brand porta in tutto il mondo.

Il divano modulare Adam

Il concept Second Life si esprime anche nella nuova collezione di rivestimenti sostenibili presentata da Natuzzi Italia. Dopo il lancio nel 2020 della collaborazione con lo studio olandese di textile innovation BYBORRE, che ha dato origine alla collezione di tessuti Water – realizzati con un filato che combina lana di altissima qualità e PES riciclato –, il brand ha presentato quest’anno una serie di nuove fibre pensate per ottenere il massimo impatto positivo sull’ambiente e sull’uomo: Gaia e Origami. La prima è una sperimentale fibra vegan che riproduce in modo straordinario la texture della pelle, mentre la seconda è un tessuto che si compone prevalentemente di fibra di carta – prodotto ecologico e sostenibile, 100% naturale – unita a ciniglia floccata di nylon su rovescio. 

Lista degli store Natuzzi in Spagna

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Presentazione della II edizione dell’Annuario Corporativo “Liderazgo Femenino Woman Forward”

Presentazione della II edizione dell’Annuario Corporativo “Liderazgo Femenino Woman Forward”

Il prossimo 4 luglio, alle 17:30, presso la sede del Colegio de Ingenieros Civiles, Canales e Puertos di Madrid (Calle Almagro, 42), la Fundación Woman Forward organizza la presentazione del II Annuario Corporativo “Liderazgo Femenino en España©” e la presentazione della strategia “Allargare la base del talento nelle posizioni decisionali“,

L’annnuario è un documento che raccoglie gli sviluppi più rilevanti avvenuti nel corso del 2021 in relazione alla leadership femminile in Spagna. Il suo obiettivo è offrire una testimonianza della sua evoluzione.
Questo strumento raccoglie un campione delle best p`ractices esistenti nell’ambiente di lavoro e consente di diffondere l’impegno di aziende e organizzazioni attraverso le loro ricerche, eventi, testimonianze e iniziative.

D’altra parte, cerca di dare visibilità alle diverse associazioni e organizzazioni di donne manager e imprenditrici, per pubblicizzare i loro principali obiettivi, progetti e ambito di azione.


La conferenza vedrà anche la partecipazione dell’Ambasciatore del Regno Unito in Spagna, Hugh Elliot, che farà il punto sui risultati del Rapporto Lord Davies, che mostrano come il Regno Unito sia riuscito a inserire più donne nelle posizioni decisionali senza adottare una legge sulle quote di genere e ampliando quella base di talenti a donne d’affari, manager di università, ospedali, centri tecnologici oltre che di grandi aziende e multinazionali.


Da parte sua, la Direttrice Generale delle Pari Opportunità della Comunità di Madrid, Patricia Reyes, chiuderà l’evento e consegnerà i diplomi del Corso WoMen Joining Boards, a donne formate in corporate governance, con meriti per entrare a far parte di consigli consultivi e amministrativi , e che costituisce un ottimo esempio di base di talenti ampliata.

Clicca qui per vedere il programma della giornata

La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione (posti limitati).

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