Il settore turistico spagnolo verso il pieno recupero

Il settore turistico spagnolo verso il pieno recupero

Secondo gli ultimi dati dei sondaggi Frontur ed Egatur diffusi dall’Instituto Nacional de Estadística (INE), nella prima metà dell’anno il numero di turisti internazionali che hanno visitato la Spagna ha superato i 30,2 milioni. Nello stesso periodo del 2021 ne sono arrivati ​​5,4 milioni, il che rappresenta un aumento interannuale del 457%. Il dato del 2022 si avvicina ai 38,1 milioni del 2019, anno pre-pandemia in cui è stato raggiunto il massimo storico.

I principali paesi emittenti nella prima metà del 2022 sono il Regno Unito (con circa 6,5 ​​milioni di turisti e un aumento annuo del 2.253,5%), la Germania (con quasi 4,4 milioni e un aumento del 272,4%), la Francia (con oltre 3,9 milioni, 232,8% in più) e l’Italia (1,6 milioni, 420% in più).

Anche la spesa turistica è tornata a crescere, avvicinandosi ai livelli pre-pandemia. Nei primi sei mesi dell’anno i turisti internazionali hanno speso complessivamente 35.769 milioni di euro, l’89% del livello del 2019.

Le principali destinazioni di arrivo di turisti internazionali nella prima metà dell’anno sono state la Catalogna con 6 milioni, dalle Isole Canarie (5,7 milioni) e le Isole Baleari con quasi 5,2 milioni.

Per quanto riguarda la spesa totale accumulata dei primi sei mesi, le Isole Canarie rappresentano il 22,6% del totale, seguite dalla Catalogna (17,4%) e dalle Isole Baleari (16,3%).

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Il traffico portuale registra un nuovo record in Spagna

Il traffico portuale registra un nuovo record in Spagna

Il traffico portuale totale tra i mesi di gennaio e giugno in Spagna ha raggiunto le 284.690.064 tonnellate, con un aumento del +7,3% rispetto ai dati del 2021, e 223.966 tonnellate in più rispetto a quanto movimentato nel 2019, secondo i dati di Puertos del Estado.

Le rinfuse, sia solide (+13,6%) che liquide (+12,6%), e le merci generiche convenzionali (+11,5%) hanno dato la spinta finale nel mese di giugno affinché i dati del primo semestre 2022 superino le cifre raggiunte nel 2019, stabilendo un nuovo record storico.

Le rinfuse solide, con 46,2 milioni di tonnellate, sono state molto favorite dall’aumento dei traffici di carbone e coke di petrolio (+56,3%) e di cereali e loro farine (+45,5%).

Le rinfuse liquide, 91,3 milioni di tonnellate, hanno avuto i principali incrementi percentuali con il gas naturale (+67%), la benzina (+29,6%) ed il greggio (+18%).

Infine, il traffico portuale di merci generiche, con 139,8 milioni di tonnellate, ha registrato una crescita dell’1,46%, sostenuto principalmente dalle merci generiche convenzionali (+11,5%), poiché le merci in container sono diminuite del 2,4%. Tra i prodotti che sono cresciuti maggiormente vanno menzionati legno e sughero (+21%), tabacco, cacao, caffè e spezie (+6,6%) e macchinari, elettrodomestici, utensili e ricambi (+2,9%).

Il traffico passeggeri continua a crescere a ritmi sostenuti, oltre il 120% da inizio anno, e quest’ultimo mese con maggiore forza grazie alla ripresa dell’Operazione Passaggio dello Stretto (di Gibilterra) e al ritorno delle compagnie crocieristiche, per un totale di 11,5 milioni di passeggeri.

Fonte: Monedaunica.net

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Nuovo massimo storico per l’export spagnolo

Nuovo massimo storico per l’export spagnolo

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Aduanas, le esportazioni spagnole di merci sono aumentate del 24,4% nel cumulato da gennaio a maggio 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, le vendite di merci spagnole all’estero hanno raggiunto 155.970 milioni di euro, una cifra che rappresenta un nuovo massimo storico e supera di gran lunga il volume ottenuto nello stesso periodo del 2019, prima della pandemia, a dimostrazione del grande dinamismo del commercio estero spagnolo.

Per quanto riguarda le importazioni, nello stesso periodo sono aumentate del 40,7% su base annua a 182.539 milioni di euro, anche questo il massimo storico.

La crescita interannuale delle esportazioni spagnole tra gennaio e maggio (24,4%) è stata superiore a quella registrata nell’UE-27 (21,4%) e nella zona euro (22,0%). È anche superiore a quello registrato da Italia (22,6%), Francia (20,9%), Regno Unito (15,1%) e Germania (12,4%). Al di fuori dell’Europa, sono cresciute anche le vendite negli Stati Uniti (19,5%), in Cina (11,4%) e in Giappone (14,3%).

I principali contributi positivi al tasso di variazione annuale delle esportazioni da gennaio a maggio 2022 sono venuti dai settori dei prodotti chimici, dei prodotti energetici, dei semilavorati non chimici e degli alimenti, bevande e tabacco.

Le esportazioni verso l’Unione Europea (62,8% del totale) sono aumentate del 27,1% nei primi cinque mesi dell’anno. Le vendite all’area euro (55,2% del totale) sono aumentate del 26,7% e quelle al resto dell’Unione Europea (7,6% del totale) sono aumentate del 29,9%.

Le vendite verso i paesi terzi (37,2% del totale) sono aumentate del 20,2% in questo periodo, con incrementi delle esportazioni in America Latina (33,6%), Nord America (31,6%), Medio Oriente Medio Oriente (22,5%), Africa ( 21,6%) e Asia escluso il Medio Oriente (0,1%).

Fonte: monedaunica.net

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Inaugurata a Madrid la piazza dedicata a Raffaella Carrà

Inaugurata a Madrid la piazza dedicata a Raffaella Carrà

Mercoledì 6 luglio 2022 è stata inaugurata Plaza Raffaella Carrà, situata in prossimità dei numeri 43 e 45 di Calle Fuencarral (finora nota come “Plaza del Olivo”), dedicata alla poliedrica artista italiana, che abbiamo avuto l’onore di avere come madrina ed invitata speciale nell’edizione 2017 di #PassioneItalia.

A distanza di un anno dalla sua scomparsa, si omaggia la sua carriera professionale dedicandole una piazza. Una targa di azulejos con il ritratto di Raffaella (del pittore Ángel García Pinto) ricorderà la cantante, compositrice, ballerina, coreografa, presentatrice e attrice, famosissima sia in Italia che in Spagna.

Alla cerimonia di apertura, accompagnata da un’esibizione del quartetto Sonora, che ha eseguito alcuni brani della cantante, hanno partecipato la Vicesindaca di Madrid, Begoña Villacís, il consigliere-presidente del distretto Centrale, José Fernández, la Delegata di Cultura , Turismo e Sport, Andrea Levy, l’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Riccardo Guariglia, e il vedovo di Raffaella Carrà, Sergio Japino.

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L’export spagnolo cresce con forza

L’export spagnolo cresce con forza

Le esportazioni di merci spagnole sono aumentate del 23,2% nei primi quattro mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e hanno raggiunto i 120.925 milioni di euro, segnando un nuovo massimo storico per il periodo. Anche le importazioni hanno raggiunto il massimo storico e sono aumentate del 39,0% a 142.736 milioni di euro, come mostrano gli ultimi dati commerciali dichiarati da Aduana.

La crescita interannuale delle esportazioni spagnole tra gennaio e aprile di quest’anno (23,2%) è stata superiore a quella registrata nell’UE-27 (19,1%), nella zona euro (19,6%), in Italia (20,7%), in Francia (18,6%), Germania (10,7%) e Regno Unito (10,2%). Al di fuori dell’Europa, sono cresciute anche le vendite negli Stati Uniti (18,8%), in Cina (10,3%) e in Giappone (14,0%).

I principali contributi positivi al tasso di variazione annuale delle esportazioni da gennaio ad aprile 2022 sono venuti dai settori dei prodotti chimici, dei prodotti energetici, dei semilavorati non chimici e degli alimenti, bevande e tabacco. Nessun settore ha avuto un impatto negativo significativo.

Le esportazioni verso l’Unione Europea (63,2% del totale) sono aumentate del 26,5% nei primi quattro mesi dell’anno. Le vendite all’area euro (55,6% del totale) sono aumentate del 26,4% e quelle al resto dell’Unione Europea (7,6% del totale) sono aumentate del 27,0%.

Anche le vendite verso paesi terzi (36,8% del totale) sono cresciute del 18% nei primi quattro mesi del 2022, con incrementi delle esportazioni in America Latina (27,6%), Nord America (23,5%), Medio Oriente (19,7%) e Africa (18,7%).

Le comunità autonome (regioni) con la maggiore crescita delle loro esportazioni sono state le Isole Canarie (93,9%), la Comunità di Madrid (56,7%) e l’Andalusia (28%).

Fonte: www.monedaunica.net

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L’Italia in 10 selfie 2022

L’Italia in 10 selfie 2022

L’Italia dei 10 selfie 2022 fotografa come ogni anno, attraverso dati selezionati dai principali rapporti della Fondazione Symbola e da quelli di una selezionata rete di partner associativi dieci punti di forza del Belpaese. Il dossier è realizzato in collaborazione con Unioncamere ed Assocamerestero, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Transizione Ecologica. .  

I 10 Selfie sono stati presentati lo scorso 6 giugno, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola con il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio in collegamento con le Ambasciate italiane nel mondo e le Ambasciate accreditate a Roma. Hanno partecipato alla presentazione Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero; Barbara Colombo, presidente di UCIMU; Lorraine Berton, vice presidente di ANFAO; Maria Porro, presidente del Salone del Mobile Milano; Lavinia Biagiotti, vice presidente del Comitato promotore di EXPO Roma 2030; Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese – MAECI.

Un’Italia che fa l’Italia può dare un contributo importante ad affrontare le crisi legate al clima, alla pandemia, all’invasione russa dell’Ucraina in tanti settori in cui è già protagonista. Il nostro Paese – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – dà il meglio di sé quando incrocia i suoi cromosomi antichi, la sua identità con un modo tutto italiano di fare economia: che tiene insieme innovazione e tradizione, coesione sociale, nuove tecnologie e bellezza, capacità di parlare al mondo senza perdere legami con territori e comunità, flessibilità produttiva e competitività. I 10 Selfie sono un racconto che vuole essere un promemoria e un’agenda. C’è molto da fare ma da qui possiamo partire per affrontare non solo i nostri mali antichi ma il futuro e le sfide che ci pone. Possiamo farlo dentro la missione che si è data l’Europa con il Next Generation EU, per rispondere alle crisi tenendo insieme coesione, transizione verde, digitale. Dobbiamo farlo rafforzando nel mondo un percorso di cooperazione e di pace oggi indebolito. Per costruire insieme, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno, un mondo più sicuro, civile, gentile come è scritto nel Manifesto di Assisi”.

Pochi sanno che:

  • L’Italia è il Paese europeo con il più alto tasso di riciclo sul totale dei rifiuti speciali e urbani (79,4%), un valore superiore alla media europea (48,6%) e a quello di Germania (69,1%), Francia (66,2%) e Spagna (48,7%). Un risultato che determina una riduzione annuale delle emissioni pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate equivalenti di CO2.
  • Siamo leader nella produttività nell’uso delle materie prime con un punteggio di 268 punti su 300, un dato superiore alla media UE (147 punti) e a quello di Germania (157), Francia (152), Spagna (142).
  • È italiano il più grande operatore al mondo nelle rinnovabili. L’ENEL, anche per questo, è la prima società elettrica privata per capacità gestita.
  • 441.000 imprese hanno investito negli ultimi cinque anni in prodotti e tecnologie green. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro.
  • L’Italia è leader nel design e al primo posto al mondo per numero di siti nella lista dei patrimoni dell’umanità. Ad oggi, dei 1154 siti riconosciuti dall’UNESCO in 167 Paesi del mondo ben 58 sono in Italia, seguono Cina (56), Germania (51), Francia e Spagna (entrambe 49).
  • L’Italia è terza al mondo per livello di specializzazione nell’aerospaziale e leader nell’osservazione della terra.
  • In agricoltura siamo avanti nella sostenibilità con emissioni (30 milioni di tonnellate di CO2) nettamente inferiori a Francia (76 milioni di tonnellate) e Germania (66 milioni di tonnellate). L’Italia con 842 denominazioni è prima in Europa per prodotti agroalimentari e vitivinicoli registrati e protetti: 581 DOP, 257 IGP, 4 STG.
  • L’Italia è al quarto posto per valore delle esportazioni di macchine utensili per la lavorazione dei metalli: con €2.945 milioni l’export italiano rappresenta l’8,2% del totale delle esportazioni mondiali (+12,2% rispetto al 2020).
  • Siamo il primo Paese al mondo per valore dell’export di piastrelle in ceramica (€5,24 mld), seguito da Cina (€3,47 mld), Spagna (€2,90 mld), India (€1,30 mld) e Turchia (€731 mln), detenendo il 31% del valore delle esportazioni totali.
  • Siamo leader mondiale nel legno- arredo grazie alla sostenibilità.
  • L’Italia è seconda al mondo per valore dell’export nel settore occhiali (€3,93 mld) dopo la Cina (€4,41 mld). La produzione, destinata per oltre il 90% alle esportazioni, ha segnato nel 2021 un +4,5% sul 2019.  L’Italia è prima al mondo per esportazioni e produzione di occhiali da sole e montature nella fascia alta di prodotto, con una quota di mercato che supera il 70%.

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Nuovo record per il commercio estero spagnolo

Nuovo record per il commercio estero spagnolo

Nel 2021, le esportazioni di merci spagnole sono aumentate del 20,8% rispetto all’anno precedente e hanno raggiunto i 325.265 milioni di euro. Le importazioni sono aumentate del 24,2%, per un totale di 354.171 milioni di euro (dati Icex – Euroestacom).

Queste cifre rappresentano un nuovo record storico per il commercio estero spagnolo, essendo addirittura superiori a quelle raggiunte nel 2019, prima della pandemia, con un aumento del 9% nelle esportazioni e del 6,4% nelle importazioni.

Di conseguenza, il deficit commerciale nel 2021 ha raggiunto i 28.906 milioni di euro, l’84,2% in più rispetto a quello registrato nel 2020. Il tasso di copertura – rapporto tra esportazioni e importazioni – si è attestato al 91,8% (94,5% nel 2020).

La crescita anno su anno delle esportazioni spagnole è stata superiore a quella registrata nell’UE-27 (il 12%). In particolare, ha superato il valore registrato in Italia (18,4%), Francia (14,9%), Germania (13,8%) e Regno Unito (8,3%).

I principali contributi positivi al tasso di variazione annuale delle esportazioni nel 2021 sono venuti dai prodotti chimici (con un contributo di 4,7 punti), semilavorati non chimici (contributo di 3,5 punti), prodotti energetici (3,1 punti) e beni strumentali ( 2,9 punti). Nessun settore ha contribuito negativamente.

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L’export spagnolo di prodotti alimentari aumenta nei primi 10 mesi del 2021

L’export spagnolo di prodotti alimentari aumenta nei primi 10 mesi del 2021

Le esportazioni spagnole di prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno raggiunto 46.406,8 milioni di euro tra gennaio e ottobre 2021, il 10% in più rispetto ai primi dieci mesi del 2020, secondo le informazioni pubblicate nel Rapporto Mensile sul Commercio Estero (Informe Mensual de Comercio Exterior) dal Ministero dell’Industria, del Commercio e del Turismo.

In particolare, le importazioni di alimenti e bevande fino a ottobre hanno raggiunto un valore di 31.656,8 milioni di euro (+11,5% e l’avanzo commerciale della bilancia alimentare spagnola si è attestato a 14.750 milioni di euro (+5,2%).

A questa crescita si contrappone il calo del -29,7% dell’avanzo commerciale se si considera il solo mese di ottobre (1.012,7 milioni di euro), con un aumento del 2,3% delle esportazioni (4.554,7 milioni) e una crescita del 17,6% delle importazioni (3.542,0 milioni).

Tra gennaio e ottobre tutte le categorie hanno incrementato il valore delle proprie esportazioni, in particolare quelle di Oli e grassi (4.389,1 milioni, +25%); prodotti della pesca (3.748,8 milioni, +18,8%); e bevande (3.844,4 milioni, +14,5%); l’export di frutta e verdura continua ad essere il maggiore in termini di volume (16.675,5 milioni, +4,1%).

Le importazioni che sono aumentate di più nei primi dieci mesi del 2021 sono state quelle di oli e grassi (3.237,9, +27,5%); “altri alimenti” (8.833,7 milioni, +18,8%) e bevande (1.359,5 milioni, +17,2%).

Per l’insieme dei settori economici, il disavanzo commerciale in Spagna è aumentato del 41,5% tra gennaio e ottobre, raggiungendo i 16.629 milioni di euro, principalmente a causa dell’aumento delle importazioni di energia in un contesto di aumento dei prezzi.

Le esportazioni di merci spagnole sono cresciute del 21,1% rispetto allo stesso periodo del 2020, raggiungendo i 258.682 milioni, mentre le importazioni sono aumentate del 22,1%, attestandosi a 275.311 milioni.

Fonte: Moneda Única

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Activa startups: fino a 40.000 € di aiuti per l’innovazione nelle Pmi

Activa startups: fino a 40.000 € di aiuti per l’innovazione nelle Pmi

Il Boletín Oficial del Estado (BOE) ha pubblicato il 22 dicembre un’ordinanza del Ministero spagnolo dell’Industria, del Commercio e del Turismo che contiene le basi con cui è disciplinata la concessione di contributi del programma Activa Startups per un importo fino a 40.000 €, finalizzati a promuovere l’innovazione nelle PMI.

L’obiettivo di Activa Startups è lo sviluppo di progetti di collaborazione tra PMI e startup, che servano a dare impulso alla loro crescita aziendale. L’aiuto, sotto forma di sovvenzione, consentirà alle imprese di sostenere i costi derivanti dal processo di innovazione. A gestire questi investimenti – che ammontano a 44 milioni di euro dal Fondo di Recupero e Resilienza Europeo – sarà la Fondazione della Escuela de Organización Industrial (EOI), annessa alla Secretaría General de Industria y PYME, con l’obiettivo di sostenere 11.100 di Pmi entro la fine del 2023.

Le azioni che possono essere finanziate da questo piano saranno progetti di innovazione nel campo della trasformazione digitale, sviluppo e integrazione di tecnologie emergenti, trasformazione verso un’economia a basse emissioni di carbonio o l’integrazione dell’economia circolare nel modello di business delle PMI.

In particolare, possono essere proposte una delle seguenti tipologie di azione:

– Progetti per la generazione di innovazione attraverso la risoluzione di sfide tecnologiche di aziende, settori, città e/o missioni che servono a colmare gap sociali, generazionali e territoriali.

– Azioni di consulenza sull’innovazione in campo tecnologico, con l’obiettivo di rispondere alle sfide poste dalle aziende che cercano l’innovazione aperta attraverso soluzioni basate su tecnologie dirompenti.

– Azioni volte ad acquisire nuove conoscenze e competenze che possono essere utili per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi, o consentire di migliorare notevolmente quelli esistenti.

– Dimostrazione, adattamento e personalizzazione di varie tecnologie, test e sperimentazione con tecnologie digitali, trasferimento di conoscenze e tecnologie, test di convalida, test concettuali, produzione di prototipi, ecc.

Il testo integrale dell’ordinanza pubblicata nel BOE, con le basi dettagliate della regolamentazione degli aiuti, è consultabile a questo indirizzo.

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La moda italiana punta a un fatturato di 82 miliardi di euro nel 2021

La moda italiana punta a un fatturato di 82 miliardi di euro nel 2021

L’industria della moda italiana vede la luce in fondo al tunnel. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI), il fatturato del settore, comprendente tessuti, abbigliamento, accessori, gioielleria e bellezza, è previsto a 82,85 miliardi di euro nel 2021, con una crescita del 20,5% sul 2020. Tuttavia, esso resta ancora al di sotto del livello del 2019, quando raggiunse i 90,2 miliardi, scendendo del 23,8%. “Abbiamo recuperato sedici miliardi dopo la pandemia, ma ne mancano ancora otto”, ha affermato lunedì il presidente di Camera Moda, Carlo Capasa, durante una conferenza per presentare il programma della Milano Fashion Week di gennaio.

Il mercato italiano, che ha registrato una forte crescita nel primo e nel secondo trimestre (+24% nel semestre), si sta stabilizzando, registrando una marcata decelerazione tra luglio e settembre, poiché l’aumento delle vendite nel terzo trimestre del 2021 è stato solo dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La stessa tendenza si riflette nelle vendite all’estero, con un boom nel primo semestre e un rallentamento nel terzo trimestre. Comunque, le esportazioni della moda italiana flirtano ancora una volta con il loro livello elevato del periodo pre-pandemia. Quindi nel 2021 l’export dovrebbe aumentare del 21%, a 67,9 miliardi di euro, secondo le previsioni di Camera della Moda. Nel 2019, il dato aveva raggiunto i 71,5 miliardi, per poi scendere del 21,5% l’anno successivo a causa del Covid.

Nei primi nove mesi dell’anno, le esportazioni del Made in Italy sono salite del 15,7% verso i 27 Paesi dell’Unione Europea e del 18,2% nel resto del mondo. In particolare, sono aumentate del 55,2% in Cina, del 31,2% negli Stati Uniti e del 20,6% in Russia.

Allo stesso tempo, le importazioni sono diminuite del 2,7%, “soprattutto a causa delle difficoltà logistiche e di approvvigionamento dei Paesi extraeuropei (-13,2%) e in particolare della Cina e dei Paesi dell’Asia orientale (-13,2%), che hanno influito anche sui sourcing dei mercati italiani”, sottolinea lo studio, rilevando che, al contrario, le importazioni dai Paesi europei verso la Penisola sono aumentate del 12,7%.

“Per il 2021 le importazioni verso l’Italia sono previste a 34,7 miliardi di euro, contro i 39,2 miliardi del 2019. Si sono quindi ridotte di 5 miliardi di euro, non solo a causa dei problemi di approvvigionamento di materie prime in Asia e nel resto del mondo, ma anche perché sempre più produzioni tessili vengono svolte in Italia”, stima Carlo Capasa. Di conseguenza, solo il saldo positivo della bilancia commerciale, atteso a 33,2 miliardi di euro, dovrebbe raggiungere e superare nel 2021 il livello del 2019, quando arrivò a 32,2 miliardi di euro.

Fonte: Fashionwork.net

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