La VI settimana della cucina italiana in Spagna

La VI settimana della cucina italiana in Spagna

Formazione, promozione, degustazioni, tutela delle indicazioni geografiche e di prodotto, biodiversità, tecnologia, emozioni, concorsi, dibattiti: questi gli ingredienti della VI Settimana della Cucina italiana in Spagna, in programma dal 22 al 28 novembre, e dell’assortito menù di iniziative che vedranno coinvolti tutti gli attori del Sistema Italia (Ambasciata, Consolato Generale a Barcellona, Istituti Italiani di Cultura, Ufficio ICE, Ufficio ENIT, Camere di Commercio Italiane all’Estero, Consolati Onorari, Scuole). Il tutto si svolge sotto il coordinamento dell’Ambasciata a Madrid, il cui Ambasciatore, Riccardo Guariglia, ritiene che “questa settimana della Cucina è una straordinaria occasione per proporre in modo sinergico il meglio delle nostre tradizioni culinarie, che si traducono nella valorizzazione piena della dieta mediterranea, di cui l’Italia e la Spagna sono tra i Paesi di riferimento”.

“Tutti i Piatti dei Presidenti” presso l’IIC di Madrid

A pochi giorni dalla conclusione della storica visita di Stato in Spagna del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, la giornalista Lorenza Scalisi presenterà martedì 23 (ore 19:00) presso l’IIC di Madrid il libro “Tutti i piatti dei Presidenti”, alla scoperta dei segreti culinari del Quirinale: un meraviglioso viaggio illustrato, con fotografie di Chiara Cadeddu, che per l’occasione sarà commentato assieme all’Ambasciatore Guariglia, già Capo del Cerimoniale della Repubblica Italiana. L’evento, al quale si potrà assistere in presenza su invito e in streaming sui canali Facebook e Youtube dell’IIC, sarà moderato dalla Direttrice Marialuisa Pappalardo. Seguirà una degustazione che ricalca il menu predisposto il 12 maggio 2005 in occasione del pranzo in onore del Re di Spagna e del Presidente della Repubblica del Portogallo in Italia per un Vertice COTEC offerto dall’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi (è il caso di ricordare che proprio la settimana scorsa a Malaga si è svolto l’ultimo Vertice).

Lo sbarco degli Ambasciatori del Gusto Nino Mosca e Gioacchino Sensale e la collaborazione con la scuola alberghiera IES Hotel Escuela di Madrid

A partire da lunedì saranno, inoltre, nella capitale spagnola gli chef Nino Mosca e Gioacchino Sensale, membri dell’Associazione Ambasciatori del Gusto, che collaboreranno presso la scuola alberghiera IES Hotel Escuela organizzando una masterclass per circa 80 studenti chiamati poi a cimentarsi nell’organizzazione di una colazione di gala mercoledì 24, che si svolgerà presso la stessa scuola. L’iniziativa risponde pienamente alla filosofia di “ITmakES” (Italy and Spain making together) nella sua declinazione “food & wine”.

Conferimento del Premio Gran Cinve

In occasione della colazione di gala l’Associazione spagnola CINVE – specializzata nell’organizzazione di concorsi internazionali, che interessano, tra l’altro, anche vini, liquori, vermut e aceti – premierà con il massimo riconoscimento (il Gran Cinve) un olio extra-vergine di oliva italiano. Proprio con l’Italia, CINVE intende avviare un più stretto rapporto di collaborazione.

Il lancio di un nuovo concorso targato “ITmakES food&wine”

L’Ambasciata punta altresì a continuare nella tessitura di ponti tra la Spagna e l’Italia, in particolare tra i giovani spagnoli e i centri di eccellenza italiana, attraverso il lancio di un nuovo concorso, che presenterà delle novità rispetto al passato.

La masterclass dell’ENIT in collaborazione con la CCIS

Un’altra masterclass sarà organizzata dall’Ufficio ENIT di Madrid presso la “Eat School”, pertinenza della Camera di Commercio e Industria italiana per la Spagna (CCIS) martedì 23 novembre: in questa occasione lo chef Marco Bozzolini elaborerà un risotto con gorgonzola, pere al vino rosso e polvere di guanciale. La masterclass sarà accompagnata dal giornalista ed esperto gastronomo Alberto Luchini, che spiegherà il vincolo esistente tra i prodotti autentici e i territori di origine. L’evento si terrà in formato sia presenziale che online e si rivolgerà a due tipologie di destinatari: operatori stampa e blogger a partire dalle 17:30; operatori turistici a seguire. Ai partecipanti invitati (sia in forma presenziale che online) sarà consegnato un pack contenente i prodotti italiani autentici utilizzati per la ricetta, oltre a materiale di promozione turistica.

La degustazione presso il Bar Thonet, antico “Bar Torino” di Barcellona

Sempre mercoledì 24 novembre, presso il Bar Thonet di Barcellona (antico “Bar Torino” fondato nel 1902, che prese ad essere conosciuto popolarmente come “El Petit Torino” od anche “El Primer Torino”) avrà luogo, su invito, una degustazione di Vermouth, Negroni e Americano con Tapas italiane, organizzata dal Consolato Generale in collaborazione con Campari Group.

Le iniziative che vedono coinvolte le scuole italiane

Il 22 e 23 novembre lo chef Marco Bozzolini impartirà presso la “Eat School” della CCIS delle mini-masterclass ai bambini della Scuola paritaria dell’infanzia di Madrid per promuovere i principi di una corretta e sana alimentazione.

Il 25 novembre, all’indomani della colazione di gala, gli chef Nino Mosca e Gioacchino Sensale interverranno presso l’Aula Magna della Scuola statale di Madrid con riflessioni sui temi della cultura, dell’identità, della cucina e della sana alimentazione. Sensale parlerà del rapporto tra biodiversità e gastronomia italiana, mentre Mosca dell’importanza del cibo, per la cura, ad esempio, sia del nostro corpo che delle relazioni quotidiane.

Il webinar in collaborazione con l’EUIPO

Giovedì 25 novembre alle ore 17:00 il Consolato Generale a Barcellona, in collaborazione con l’Ambasciata, il Consolato Onorario ad Alicante e l’EUIPO (l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale), organizzerà un webinar dal titolo “La tutela delle indicazioni geografiche e di prodotto tra Italia e Spagna”, allo scopo di approfondire un tema di fondamentale importanza per il settore agroalimentare di entrambi i Paesi.

Per iscriversi all’evento:

https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_DKMmsl6sRISzLxDR-h9NDg

Le iniziative che coinvolgono i ristoranti di cucina italiana in Spagna

Molte iniziative vedranno il coinvolgimento sull’intero territorio spagnolo dei numerosi ristoranti di cucina italiana.

L’Ufficio ICE di Madrid avvia una vasta e capillare azione di promozione delle eccellenze gastronomiche italiane, dal 22 novembre al 23 dicembre, attraverso 17 ristoranti facenti parte della rete dell’Associazione spagnola della Federazione Italiana Cuochi (FIC): a partire dal 22 novembre sarà presente nel menu un piatto speciale dedicato alla tradizione gastronomica italiana affiancato da un QR code, attraverso il quale poter accedere ad una descrizione dei prodotti, del territorio e del progetto. Si potrà altresì prendere visione delle istruzioni per potere acquistare il “Kit Italian Good Pack” con gli ingredienti necessari per la preparazione del piatto in casa. Il Kit contiene, a sua volta, un altro QR code che rimanda ad una video-ricetta per una perfetta esecuzione. Partecipano all’iniziativa 10 ristoranti di Madrid, 3 di Valencia, 1 di Granada, 1 di La Coruña, 1 di Pontevedra, 1 a Valladolid.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la “landing page” dell’iniziativa: https://italiaalamesa.es

La Camera di Commercio e Industria italiana per la Spagna, con sede a Madrid, ha, inoltre, lanciato una campagna di promozione della ristorazione italiana autentica dal titolo “Sabor a Italia” con l’obiettivo di valorizzare gli stabilimenti che fanno dell’autenticità della cucina italiana il loro punto di forza e supportarne il rilancio dopo il difficile periodo legato allo scoppio della pandemia. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Madrid, vede il coinvolgimento attualmente di 26 ristoranti.

La pagina di riferimento è: https://www.saboraitalia.es/

La Camera di Commercio italiana di Barcellona organizzerà, in collaborazione con Linfa Marche, Agenzia speciale della Camera di Commercio delle Marche, un altro tour gastronomico, dal 22 novembre al 5 dicembre, che vedrà la partecipazione di 21 ristoranti nella zona di Barcellona ed uno di Girona, che proporranno un piatto tipico di cucina regionale usando pasta artigianale del territorio marchigiano (pasta all’uovo, linea biologica e grani antichi). Le Marche, come spiegato nel comunicato della Camera, costituiscono, infatti, un territorio il cui clima favorisce la produzione di grano di qualità.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina:

https://www.cameraitalianabarcelona.com/2021/11/vi-semana-de-la-cocina-italiana-en-el-mundo/

La promozione del gorgonzola a cura dell’Ufficio ICE di Madrid

Proprio a novembre culmina un’altra iniziativa di promozione in Spagna finanziata dall’Ufficio ICE di Madrid del formaggio gorgonzola, nel corso della quale sono state e saranno presentate sino a fine mese ai consumatori spagnoli svariate ricette e informazioni sia sul prodotto che sui territori di produzione, in collaborazione con il portale Directo al Paladar.

La “landing page” dedicata è https://recetasgorgonzola.directoalpaladar.com

#Passioneitalia e mercatino della SIB

A partire da venerdì 26 sino a domenica 28 il gran finale della Settimana della Cucina italiana in Spagna è assicurato nella capitale spagnola dalla Camera di Commercio e Industria per la Spagna e dalla Società italiana di beneficenza (SIB): #Passioneitalia e il Mercatino della SIB tornano, infatti, a unire le proprie forze, dopo l’edizione del 2019, in un evento attesissimo rivolto alla cittadinanza di Madrid, che avrà luogo nel cortile della Scuola statale italiana di Madrid, dove verranno allestiti numerosi stand dedicati alla gastronomia e all’artigianato, in una tre giorni caratterizzata da un ampio programma di musica dal vivo e attività per grandi e piccoli. L’evento sarà inaugurato sabato 27 dall’Ambasciatore Guariglia, dopo l’esibizione del Coro Italiano in Spagna, che, per l’occasione, interpreterà l’inno nazionale.

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Firenze Home Texstyle 2022

Firenze Home Texstyle 2022

FIRENZE HOME TEXSTYLE è l’unica fiera internazionale in Italia sul tessile per la casa, nautica, spa, contract & hotellerie. Un evento irrinunciabile per professionisti e imprenditori del settore che ha come obiettivo quello di favorire lo scambio e creare un luogo di incontro tra produttori ed operatori qualificati del mondo della casa e del settore arredo tessile.

Il salone, promosso e organizzato da Firenze Fiera, giunto alla sua quarta edizione, si svolgerà alla Fortezza da Basso dal 4 al 7 febbraio 2022. 

Negli oltre 11mila metri quadrati di spazio espositivo si potranno ammirare le nuove collezioni di biancheria per la casa, le ultime proposte in tema di tappezzeria, tendaggi, tessuti per l’arredo, tessile per spa, tessile per la nautica, contract, hotellerie, editoria tessile e fragranze. In mostra un ampio ed articolato campionario di prodotti per la casa e l’ambiente indoor e outdoor con un’attenzione particolare a lavorazioni e materiali etici ed ecosostenibili.

FIRENZE HOME TEXSTYLE è rivolta a tutti gli operatori inernazionali dell’abitare e dell’home decor, in un periodo contrassegnato da un nuovo modo di vivere il proprio habitat, che mette al centro il benessere della persona, vero fulcro e anima di ogni progetto.


Settori espositivi:

– Biancheria per la Casa

– Contract/Hotellerie

– Editoria Specializzata

– Editoria Tessile

– Fragranze

– Tappezzeria

– Tendaggi

– Tessile per nautica

– Tessile per spa

– Tessuti per l’arredo


La sezione espositiva sarà arricchita da un ricco programma di eventi collaterali con seminari, workshop con la partecipazione di personalità di prestigio internazionale del mondo dell’interior decor e dell’abitare.

Proseguendo sulla traccia della Stanza delle meraviglie (l’iniziativa realizzata con successo nell’edizione on line 2021 dedicata all’eccellenza del tessile in Toscana), lungo il percorso espositivo verranno esposti capolavori tessuti in prestito da prestigiose istituzioni culturali e musei italiani, come la Fondazione Arte della Seta Lisio, il Museo del Tessuto di Prato, il Museo della Paglia e dell’Intreccio di Signa, ecc.

L’ingresso è riservato agli operatori di settore su registrazione.

Per maggiori informazioni sulla fiera si prega di contattare: Donatella Monteverde (Dip. Fiere CCIS) – donatella.monteverde@italcamara-es.com


Scheda tecnica

Nome evento:  Firenze Home Texstyle

Data e luogo: 4-7 febbraio 2022, Fortezza da Basso (firenze)

Periodicità: anual

VisitatoriOperatori professionisti

Settore: tessile per la casa, nautica, spa, contract & hotellerie

Contatto: Donatella Monteverde  – Dip. Fiere CCIS: (+34) 915 900 900; donatella.monteverde@italcamara-es.com

Web: https://firenzehometexstyle.com/

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Madrid concentra il 60% degli investimenti in Spagna nel primo semestre dell’anno

Madrid concentra il 60% degli investimenti in Spagna nel primo semestre dell’anno

Secondo gli ultimi dati del Registro de Inversiones, in Spagna si sono registrati 6.894 milioni di euro di investimenti produttivi tra gennaio e giugno 2021, dopo due dei peggiori trimestri dal 2012. Questi dati vanno inseriti nel loro giusto contesto, dal momento che soffrono di un marcato effetto calendario (storicamente, le segnalazioni in alcuni settori tendono a concentrarsi negli ultimi trimestri dell’anno, con la media dei secondi semestri superiore del 30% rispetto a quelle del primo nell’ultimo decennio) e sono comunque cifre preliminari, che possono essere successivamente riviste al rialzo.

I dati relativi seguono questa linea. Dopo il 2020 in cui, in controtendenza rispetto all’andamento  a livello mondiale ed europeo, i flussi di investimenti produttivi lordi ricevuti da Madrid sono aumentati del 25%, raggiungendo i 18.548 milioni di euro, il Registro annovera investimenti produttivi per 4.150 milioni nel primo semestre del 2021, il 60% del totale nazionale.

Spiccano in questo primo semestre gli investimenti a Madrid dagli Stati Uniti, 1.474 milioni di euro, più della metà dei quali concentrati nel settore delle Telecomunicazioni, e con rilevanti investimenti anche in Altre attività sportive. Gli Stati Uniti si confermano quindi come principale paese investitore a Madrid nell’ultimo decennio.

La Francia, con 669 milioni e con un grande peso nei dati del settore energetico e dei servizi finanziari, e il Regno Unito (495 milioni, tra cui spiccano gli investimenti nella Produzione di bevande e nell’approvvigionamento energetico) sono i paesi che completano il podio degli investimenti. Tra i primi 5 maggiori investitori figurano anche la Cina (329 milioni, quasi interamente nel settore energetico) e i Paesi Bassi (241 milioni, con un andamento abbastanza diversificato). Altri quattro Paesi hanno già superato i 100 milioni di investimenti in questi primi sei mesi dell’anno.

Progetti greenfield

I dati forniti da fonti private come fDi Markets del Financial Times, che dal 2003 monitora le operazioni di investimento greenfield transfrontaliero, consentono di ottenere prospettive avanzate sull’evoluzione degli investimenti nel corso dell’anno a Madrid.

Dopo un 2020 in cui sia il numero di progetti che gli investimenti associati sono diminuiti in modo significativo per l’effetto della pandemia, a Madrid è evidente la ripresa nel 2021. Secondo l’ultimo aggiornamento, con dati da gennaio ad agosto, a Madrid sono già stati annunciati un centinaio di progetti (il 22% di quelli annunciati in Spagna), con un investimento associato di 2.028 milioni di dollari e la creazione di 7.381 posti di lavoro locali.

Non a caso, Madrid è la terza città per numero di progetti greenfield  ricevuti in Europa dal 2003 e la dodicesima nel mondo.

Filiali di società estere

L’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE), nel suo recente aggiornamento annuale (con i dati del 2019) sulle filiali estere in Spagna, indica un aumento del 9,5% del numero, del 6,9% dell’occupazione e dell’8,4% delle spese per il personale.

Sebbene queste imprese rappresentino appena lo 0,47% del totale delle imprese dei settori analizzati dall’INE (Industria, Commercio e Servizi del mercato non finanziario), il loro impatto sull’economia nazionale è molto rappresentativo: contribuiscono al 28,1% del fatturato, 15,3 % sull’occupazione, 24,2% sui costi del personale e 39,5% sulle esportazioni.

Madrid, nell’ultimo aggiornamento che ha consentito confronti tyra regioni, ha concentrato in Spagna il 38% delle affiliate estere, il 53% dell’occupazione, il 56% del fatturato e il 45% delle esportazioni.

Fonte: Moneda Única

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Le vendite online di beni di largo consumo continuano a crescere in Spagna

Le vendite online di beni di largo consumo continuano a crescere in Spagna

Le vendite in valore di beni di largo consumo in Spagna attraverso il canale online continuano a crescere quest’anno, un trend che si rafforza dal confinamento e che, sebbene attualmente la crescita sia più moderata, mantiene la quota raggiunta durante lo scorso anno 2020.

I dati, corrispondenti allo studio 2ª Oleada: Pulso de la innovación en gran consumo, preparato dai consulenti internazionali IRI e Lantern lo scorso giugno, indicano che le vendite in valore attraverso il canale online continuano ad aumentare quest’anno, anche se a un ritmo più regolare rispetto al quello registrato per tutto lo scorso anno, quando il canale ha segnato un balzo del 106,4%. Se si osserva il TAM Maggio 2021 (Total Annual Mobile), ovvero il periodo compreso tra giugno 2020 e maggio 2021, il canale è cresciuto del 45,2%, mentre l’accumulato per quest’anno (Year to date – YTD) è cresciuto del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Se si analizza la quota di valore del canale online sul totale del largo consumo (FMCG, Fast Moving Consumer Goods), si osserva una marcata curva al rialzo nei primi mesi del confinamento – tra marzo e maggio 2020 – che poi decresce leggermente e si stabilizza verso la fine dell’anno, trend che si mantiene durante i primi mesi del 2021, ma sempre su livelli superiori a quelli registrati prima della pandemia.

I risultati mostrano anche che tra i comparti che hanno registrato la più alta crescita di TAM tra giugno 2020 e maggio 2021, spiccano i prodotti freschi: frutti di mare (67%) e salumi (61%), prodotti di 4ª e 5ª gamma (57%), igiene (55%), bevande e vegetali (54%), formaggi (53%), bibite e verdure (51%), uova (49%), latticini (49%) e pesce (49%).

D’altro canto, lo studio si è interrogato sulle aspettative dei produttori e distributori locali circa l’impatto che la crescita del canale online potrebbe avere sugli investimenti delle loro aziende. Tra i rivenditori, il 75% prevede di implementare miglioramenti nelle funzionalità e nei servizi delle piattaforme esistenti, mentre l’8% prevede di creare una piattaforma di e-commerce. Per quanto riguarda i produttori, il 36% migliorerebbe le proprie piattaforme attuali, il 27% ne creerebbe una nuova, il 18% prevede di sviluppare prodotti specifici per il canale online e il 7% prevede cambiamenti nella propria strategia di prezzo online.

Fonte: diariodegastronomia.com

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I dati del settore del franchising italiano nel 2020 e aspetti normativi

I dati del settore del franchising italiano nel 2020 e aspetti normativi

L’importanza del sistema del franchising in Italia è dimostrata anche dai dati recentemente raccolti e pubblicati dall’Associazione italiana franchising “Assofranchising” nel suo rapporto annuale, che analizza dati e cifre sugli andamenti e scenari del sistema relativamente all’anno 2020.

Nonostante l’inevitabile impatto negativo generato dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, in generale, il rapporto conferma il consolidamento del sistema franchising nel tessuto imprenditoriale italiano: un trend che può tradursi in una buona resistenza e crescita del sistema di franchising in Italia.

I dati mostrano che, nonostante la crisi pandemica abbia causato un calo significativo del numero di marchi (-10,5%), le reti di franchising medio-grandi hanno resistito bene, oltre a mantenere il proprio fatturato, i franchisee e l’occupazione e sono rimaste attive nel mercato.

Nello specifico, il volume d’affari del franchising in Italia nel 2020 è stato di 27.058.533.300 euro, il 3,5% in più rispetto all’anno precedente, e anche il numero di negozi in franchising in Italia è cresciuto dell’1,3%, mentre le reti con sede all’estero, che operano in Italia solo attraverso franchising, hanno continuato a crescere.

Pertanto, in una prospettiva di lungo periodo, il sistema franchising in Italia mostra dati positivi; espressione di un settore in buona salute, che ha risposto molto bene alla pandemia perdendo solo le reti più piccole e meno strutturate, e che è pronto a riattivarsi nel 2021 e negli anni successivi.

La legislazione italiana sul franchising

In Italia la figura del franchising è regolata principalmente dalla Legge n. 129 del 6 maggio 2004, che disciplina la definizione giuridica, i contenuti e i requisiti minimi che il contratto di franchising deve rispettare, nonché i rapporti tra il franchisor e il franchisee.

La Legge 129/2004 pone particolare enfasi sulle informazioni precontrattuali che il frannchisor deve fornire al franchisee prima della sottoscrizione del relativo contratto di franchising. In tal senso, il franchisor deve fornire al franchisee un insieme completo di informazioni, ad eccezione di quelle  riservate o sensibili o la cui divulgazione può violare diritti di terzi, almeno 30 giorni prima della firma del contratto. Il contenuto del documento informativo varia a seconda che il franchisee operi solo in Italia o anche all’estero.

Inoltre, la Legge stabilisce che il franchisor deve aver testato sul mercato il proprio concetto di business prima di avviare la propria rete in franchising, attraverso una o più unità pilota, e deve avere – sebbene la legge non lo preveda espressamente – un durata minima non inferiore ad un anno.

Fatte salve le particolarità imposte dalla Legge n. 129/2004, il contenuto del rapporto contrattuale è, peraltro, liberamente determinabile dalle parti e/o dal codice civile italiano, nei limiti delle vigenti leggi inderogabili, sia nazionali che europee.


Fonte: Rödl & Partner Abogados y Asesores Tributarios S.L.P.

Para más información: www.roedl.com/es

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Gli ultimi dati sull’arrivo di turisti internazionali in Spagna

Gli ultimi dati sull’arrivo di turisti internazionali in Spagna

Secondo i dati corrispondenti all’ultima nota sulla situazione del settore turistico pubblicata da Turespaña, l’arrivo di turisti internazionali in Spagna è cresciuto del 71% lo scorso maggio rispetto al mese precedente, raggiungendo i 1.396.549 viaggiatori. Si tratta del miglior dato registrato da agosto 2020. Tuttavia, la cifra è ancora inferiore dell’84,2% rispetto a quella raggiunta nello stesso mese del 2019.

Sempre a maggio, il principale mercato di emissione per i passeggeri aerei è stata la Germania, con 407.431 passeggeri — il 29,2% del totale—, seguita dalla Francia, con 191.035 (13,7%) e dalla Svizzera, con 98.329 passeggeri, il 7% del totale.

Per quanto riguarda le destinazioni, le Isole Baleari sono state la comunità autonoma che ha accolto il maggior numero di turisti internazionali nel mese di maggio, con 386.247 passeggeri internazionali in arrivo nei suoi aeroporti —che rappresentano il 27,7% del totale—, seguite dalla Comunità di Madrid, con 351.647 viaggiatori internazionali entrati (25,2% del totale), Catalogna, con 196.466 passeggeri (14,1% dei turisti totali), Isole Canarie, con 159.292 ingressi (11,4%), Andalusia, con 152.292 viaggiatori (10,9%) e Comunità Valenciana, che ha ricevuto 136.806 turisti internazionali, pari al 9,8% del totale.

 “Anche se siamo ancora lontani dai livelli antecedenti la pandemia, i dati suggeriscono che abbiamo iniziato una graduale ripresa della mobilità, che aumenterà con l’avanzare delle vaccinazioni, l’abolizione delle restrizioni e l’attuazione di misure come il Certificato digitale COVID “, ha commentato il Ministro dell’Industria, del Commercio e del Turismo di Spagna, Reyes Maroto, riferendosi ai dati dell’ultima nota sulla situazione pubblicata da Turespaña.

Fonte: diariodegastronomia.com

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La ripresa del commercio estero in Spagna si consolida

La ripresa del commercio estero in Spagna si consolida

Come dimostrano gli ultimi dati commerciali dichiarati da Aduanas  e corrispondenti al mese di aprile, la ripresa del commercio estero in Spagna si sta consolidando. Le esportazioni del paese iberico, infatti, sono aumentate del 16,9% su base annua nei primi quattro mesi del 2021, un record per questo periodo.

I dati del commercio estero relativi ad aprile 2021 evidenziano uno spettacolare aumento su base annua sia delle esportazioni (71,8% annuo) che delle importazioni (63,9% annuo). Confrontandolo con i livelli precedenti alla pandemia, il tasso di variazione rimane positivo: le importazioni crescono infatti del 4,3% e le importazioni del 2,9% rispetto ad aprile 2019.

Periodo gennaio-aprile 2021

Le esportazioni di merci spagnole sono cresciute del 16,9% nel periodo gennaio-aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e hanno raggiunto i 98.149 milioni di euro, massimo storico del periodo. Le importazioni, invece, sono aumentate del 10,3%, raggiungendo i 102.709 milioni di euro.

I principali contributi positivi al tasso di variazione annuale delle esportazioni da gennaio ad aprile 2021 si devono ai settori dei beni strumentali, automobilistico, dei semilavorati non chimici e dai prodotti chimici.

Le esportazioni verso l’Unione Europea (61,6% del totale) sono aumentate del 21,5% su base annua nei primi quattro mesi dell’anno. Le vendite alla zona Euro (54,2% del totale) sono cresciute del 22,9% e quelle destinate al resto dell’Unione Europea (7,3% del totale) sono aumentate dell’11,9%. Anche le vendite verso destinazioni terze (38,4% del totale) sono cresciute del 10,3% in questo periodo.

Fonte: monedaunica.net

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L’industria spagnola degli alimenti e delle bevande resiste all’impatto della pandemia

L’industria spagnola degli alimenti e delle bevande resiste all’impatto della pandemia

L’industria spagnola degli alimenti e delle bevande sta resistendo all’impatto del COVID-19 meglio dell’economia nel suo insieme. Nonostante abbia subito gli effetti della crisi, che hanno posto fine a un ciclo di sei anni di continua crescita, il settore resta al di sopra delle 30.000 imprese e dei 431.800 lavoratori diretti.

Ciò è chiaro dal Rapporto economico annuale della Federazione spagnola delle industrie alimentari e delle bevande (FIAB), che raccoglie il comportamento del settore durante l’anno finanziario 2020, con dati che collocano alimenti e bevande come il settore industriale che ha reagito meglio all’impatto della pandemia, con un calo inferiore a quello dell’industria manifatturiera e dell’economia nel suo complesso.

L’industria alimentare e delle bevande nel 2020

Tra i dati forniti dal Rapporto Economico della Federazione spicca il fatturato reale del settore, che ha raggiunto 129.854 milioni di euro, riflettendo un calo annuo del -5,3%, ben al di sotto di quello dell’economia spagnola nel suo complesso (- undici %). Il settore risente particolarmente degli effetti delle restrizioni sulla ristorazione e del blocco del turismo. Questo scenario ha causato le perdite maggiori, soprattutto nei prodotti più strettamente legati a queste attività.

I consumi in casa hanno registrato un aumento del 16,15% e hanno raggiunto i 71.319,9 milioni di euro nei primi 11 mesi del 2020. Le misure di contenimento hanno portato la spesa media pro capite in casa a quasi 1.610 euro, superiore del 19,0% rispetto al stesso periodo dell’anno precedente.

Se si tiene conto del paniere di prodotti che compongono l’Indice del Prezzi al Comsumo, la presenza di alimenti e bevande è cresciuta fino a rappresentare il 20,34%, il che riflette il cambiamento delle abitudini di consumo generato dalla pandemia.

Per quanto riguarda le ripercussioni della crisi sanitaria sul tessuto imprenditoriale e occupazionale, si segnala che nel 2020 l’industria alimentare e delle bevande ha rappresentato 30.573 industrie, con una perdita di 200 aziende rispetto al 2019. Nel corso di quest’anno l’industria alimentare e delle bevande ha mantenuto il processo di concentrazione aziendale già evidenziato negli anni precedenti. Le grandi aziende – con più di 200 dipendenti – sono aumentate di 21 unità, di cui 5 corrispondono a realtà con oltre 1.000 dipendenti.

Il risultato sull’occupazione rivela una diminuzione del -1,1% nel numero degli iscritti alla Previdenza Sociale. Pertanto, nel 2020 l’industria alimentare e delle bevande ha raggiunto i 431.800 lavoratori diretti. Tenuto conto del grave scenario che ha rappresentato il 2020, l’industria alimentare e delle bevande si distingue per gli sforzi compiuti in materia di lavoro, poiché l’occupazione diretta della sua attività è stata influenzata in misura minore rispetto a quella dell’industria manifatturiera (-2,2%) e il totale dell’economia (-2,2%).

Per quanto riguarda l’andamento delle esportazioni spagnole del settore, nel 2020 hanno raggiunto i 33.945 milioni di euro, con un aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente. Questa crescita è principalmente dovuta alla crescente domanda cinese di prodotti a base di carne. A seguito della pandemia, la bilancia commerciale dell’industria alimentare e delle bevande ha raggiunto il valore di 12.608 milioni di euro, un aumento considerevole, guidato dal calo delle importazioni.

Per mercati, l’Unione Europea continua ad essere la principale destinazione e assorbe il 54,9% delle esportazioni. La classifica è guidata dalla Francia, con 4.915 milioni di euro, seguita dal Portogallo con 3.461, Italia (3.440M €) e Germania (1.864). Al di fuori dell’UE, vale la pena evidenziare il comportamento della Cina, con 3.725 milioni di euro, che nella classifica generale si colloca come secondo partner commerciale per via della crescita della domanda di prodotti a base di carne.

Fonte: Diariodegastronomia.com

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L’e-commerce stabilisce un nuovo record in Spagna

L’e-commerce stabilisce un nuovo record in Spagna

Secondo i dati forniti dalla Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC), il commercio elettronico continua ad aumentare e stabilisce un nuovo record in Spagna, con oltre 258 milioni di operazioni nel terzo trimestre del 2020, e un fatturato di oltre 12.800 milioni di euro, cresciuto del 2,5% su base annua.

Per quanto riguarda l’origine del fatturato, il 45,5% è originato da siti di e-commerce in Spagna e il restante 54,6% proviene da acquisti effettuati nel paese ma su siti di e-commerce stranieri. Ciò significa che il 37,7% degli acquisti è stato effettuato tramite siti web spagnoli, mentre il 62,3% su pagine estere, sebbene il volume d’affari degli acquisti effettuati all’estero abbia raggiunto in questo trimestre i 6.986 milioni di euro, il 15,8% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Allo stesso modo, si deve tenere conto che il 62,9% degli acquisti effettuati dalla Spagna all’estero sono stati effettuati sui siti Web dell’Unione europea.
D’altra parte, le vendite dei siti web spagnoli all’estero hanno raggiunto un fatturato di 1.570 milioni di euro, il 41,3% in meno rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Il 57,7% degli acquisti dall’estero proveniva dall’Unione Europea.

Evoluzione dei dati

L’evoluzione ed i risultati sono stati disomogenei nei diversi rami di attività tanto che, mentre quelli legati al turismo hanno raddoppiato il fatturato rispetto al trimestre precedente, rispetto agli altri anni hanno subito un calo del 58%.
Un altro dei dati più importanti è che gli acquisti online effettuati nel nostro paese attraverso i siti web spagnoli sono cresciuti del 12,2% su base annua, raggiungendo i 4.244 milioni di euro. La Pubblica Amministrazione, tasse e sicurezza sociale è il settore che guida il fatturato del commercio elettronico in Spagna con il 9,7% del totale, seguito dal comparto degli ipermercati, supermercati e negozi di alimentari, con il 6,6% del volume d’affari.

Fonte: Moneda Única

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Al via l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”

Al via l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, in collaborazione con l’ICE e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) lancia l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”, un progetto che vuole offrirea alle imprese e ai professionisti italiani l’opportunità di partecipare, a titolo gratuito, ai corsi di alta formazione per l’internazionalizzazione erogati da Agenzia ICE e da cinque prestigiose Università e Business School.

Si tratta di un vero e proprio percorso formativo di accompagnamento personalizzato delle imprese nei mercati esteri, articolato in 5 lezioni
attraverso un’apposita piattaforma digitale, in cui è possibile scaricare mteriali di approfondimento visualizzare video didattici e partecipare a webinar correlati con le tematiche proposte.

I 5 temi che vengono proposti nell’ambito del percorso sono:

1. Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid

2. Strutturarsi per la continuità, la crescita e l’internazionalizzazione

3. Pratiche e tecniche di internazionalizzazione

4. Gestione dell’innovazione e processi imprenditoriali

5. Trasformazione digitale e gestione del cambiamento

a partire dal 10 marzo le iscrizioni al progetto potranno essere perfezionate al seguente indirizzo: https://www.smartexportacademy.it/

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