Procedura per la partecipazione di operatori spagnoli ad eventi fieristici in Italia

Procedura per la partecipazione di operatori spagnoli ad eventi fieristici in Italia

L’Ambasciata d’Italia in Spagna ha pubblicato la disciplinare relativa alla partecipazione degli operatori stranieri ad eventi fieristici in Italia. In particolare, secondo quanto stabilito dall’art.1, comma 4, lettera d) del DPCM del 7.9.2020, i buyer ed espositori spagnoli che prevedono di recarsi in Italia per la partecipazione ad eventi fieristici devono contattare gli Enti Fiera o gli organizzatori dell’evento al quale intendono partecipare, i quali, dopo aver ricevuto apposita autorizzazione da parte dei competenti Ministeri italiani, informeranno gli interessati in merito alla possibilità di partecipare all’evento, inviando loro un’apposita nota autorizzativa, contenente il protocollo con le istruzioni a cui gli ospiti devono attenersi e un modulo da compilare.

Gli operatori interessati potranno a quel punto prendere parte all’evento fieristico portando con sé, al momento dell’ingresso in Italia, il protocollo sanitario e il modulo ricevuti dall’organizzatore, unitamente all’attestazione dell’esito negativo di un test antigenico o molecolare effettuato nelle 72 ore antecedenti all’ingresso in Italia.

Si segnala, ad ogni buon fine, che l’eventuale transito nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia da uno dei Paesi di seguito elencati (da autocertificare da parte degli interessati) e’ motivo di divieto all’ingresso in Italia.

Elenco Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia.

Per ulteriori approfondimenti sulle misure in vigore in Italia e in Spagna si veda questa pagina.

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Vacanze 2020: il 97% ha scelto di restare in Italia

Vacanze 2020: il 97% ha scelto di restare in Italia

Enit- Agenzia Nazionale del Turismo ha intervistato oltre 4mila persone nell’ultima settima di agosto (dal 24 al 30) per fare il punto sull’estate. E dal bilancio emerge che il 41% degli italiani non ha potuto fare vacanza, mentre il 59% della popolazione ha effettuato almeno 1 periodo fuori casa: il 42% ha trascorso un periodo di vacanza mentre il 17% ha passato due o più periodi fuori dalla propria residenza. In media le ferie sono durate 7 notti (il 34% soggiorni tra le 3 e le 6 notti, il 24% 1 o 2 notti, il 22% tra le 7 e le 10 notti ed il 20% oltre 10 notti).

Gli italiani sono rimasti in patria nel 97% dei casi, preferendo destinazioni quali l’Emilia Romagna, la Puglia e la Sicilia, tutte sul podio del periodo scelte dal 9% dei vacanzieri italiani. Buone performance anche quelle della montagna con il Trentino Alto Adige (8%), ma anche la Toscana (8%), il Piemonte (7%) e la Lombardia (7%).

All’estero (3%), gli italiani sono rimasti in Europa mediterranea (35%), in Nord Europa (24%) o nell’Est europeo (14%). In media una famiglia ha speso 850 euro per una vacanza e tre su dieci arrivano a spendere mille euro. La maggior parte degli italiani è andato infatti in vacanza in coppia (46%) o in famiglia con i figli (40%), mentre solo il 17% si è spostato con amici. Il 7% ha scelto la vacanza da solo.

Dai dati emerge inoltre che il desiderio di vacanza si prolunga fino all’autunno e le previsioni lasciano sperare: il 58% di italiani ha in programma almeno un soggiorno in quel periodo stando ai dati.

Saranno ancora vacanze al mare (57%) o in montagna (48%), ma si prevede anche un ritorno alle città d’arte (42%). Tra gli altri tipi di soggiorni ci sono quelli enogastronomici (29%), al lago (29%) e alle terme (28%). Il 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania. All’estero, on the top il Nord Europa. Sempre dall’indagine emerge che il ruolo importante al contributo delle spese svolto dal Bonus Vacanze, richiesto dal 23% dei vacanzieri, che servirà a sostenere anche le vacanze autunnali e di Natale poiché il 14% l’ha richiesto ma non lo ha ancora speso, mentre in estate l’ha utilizzato il 9% dei soggiornanti. La vacanza ricercata dagli italiani post lockdown ha visto prevalere la voglia di mare (60%) che alla fine ha addirittura doppiato la vacanza in montagna (30%) e quella naturalistica (25%). Ma i vacanzieri nostrani cercano dalla vacanza l’esperienza culturale (24%) e il relax (23%).

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Il Traffico portuario in Spagna comincia a mostrare segni di recupero

Il Traffico portuario in Spagna comincia a mostrare segni di recupero

Il traffico dei porti in Spagna ha registrato un volumen di 42,4 milioni di tonnellate durante il mese di luglio, con un decremento del 13,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Considerando i primi 7 mesi dell’anno, il volume totale è di 295,7 millioni di tonnellate, con una diminuzione dell’11,3% in termmini interannuali.

Tuttavia, queste cifre dimostrano che si sta rafforzando il proceso di recupero dopo la drástica caduta registrata a maggio, quando si è registrato un -25% per l’impatto della pandemia di Covi-19.

Lugli quindi conferma il proceso di recupero, con un jiglioramento di 1,6 punti rispetto al mese di giugno, quando la diminuzione annuale è stata del 14,8%.

Per tipo di mercanzie vi è da registrare come a luglio, le merci solide alla rinfusa siano diminuite del 12,7% (5,4 milioni di tonnellate in totale nel mese di luglio). Nel periodo gennaio – luglio 2020 l adiminuzione annuale è stata del 19,7% per un valore totale di 42,3 milioni di tonnellate.

Le rinfuse liquide invece hanno registrato a luglio un aumento dell’1,4%, con 14,4 milioni di tonnellate.nei primi sette mesi dell’anno invece si registra una caduta del 7,9%, con 100,7 milioni di tonnellate.

I dati corrispondenti alla mercanzia generale sono invece di 21,8 milioni di tonnellate (-10,2% in termini annnuali) nel mese di luglio. Il valore considerando i primi 7 mesi dell’anno ammonta a 146,8 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 10,3%, dove i comparti che hanno registrato le maggiori cadute sono le automobili (-26,6%), i materiali di costruzione (-12,9%), ed i legni e sugheri (-14,6%).

Infine, la maggior caduta registrata è quella relativa al traffico passeggeri, che da gennaio ha regisgrato un totale di 7.752.497 persone, per una diminuzione del 61,2% rispetto ai quasi 20 milioni di passeggeri registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.

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Le imprese con maggiore reputazione in Italia

Le imprese con maggiore reputazione in Italia

Ferrero, Ferrari e Barilla sono le tre aziende che conquistano il podio delle 100 imprese con la migliore reputazione in Italia in base alla prima edizione dell’indagine sulla reputazione aziendale elaborata dall’istituto indipendente Ales Market Research, realtà con 20 anni di esperienza nelle ricerche di mercato.

Il Made in Italy viene premiato dall’indagine con otto aziende nella top ten; oltre alle prime tre classificate spiccano Luxottica, Eni, Lavazza, Armani e il Gruppo FCA. Il ranking è stato elaborato soprattutto sulla base del giudizio di professionisti e addetti ai lavori e non di un campione composto da soli consumatori. L’indagine, che si è svolta nell’arco di sette mesi a partire dal dicembre scorso, ha infatti coinvolto 1346 profili divisi in tre categorie: 246 dirigenti e manager di aziende che operano in Italia con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, 100 esperti (analisti finanziari, giornalisti, responsabili di ONG e social media managers) e 1000 consumatori. Ogni categoria ha analizzato le aziende in base a diversi fattori ed ha ottenuto un peso differente nella definizione del ranking.

Fonte: NoveColonneATG

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L’export di Parmigiano Reggiano registra un +11,9% nel primo semestre del 2020

L’export di Parmigiano Reggiano registra un +11,9% nel primo semestre del 2020

Nonostante la situazione di incertezza e crisi generata dall’emergenza Covid-19, le vendite di Parmigiano Reggiano chiudono il primo semestre 2020 con il segno positivo sia in Italia che all’estero. I dati emergono da un’analisi del Consorzio Parmigiano Reggiano e del Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA). Se in Italia l’aumento complessivo delle vendite è stato pari al 6,1%(34.200 tonnellate contro le 32mila del semestre precedente),all’estero l’export è cresciuto dell’11,9%.

Nei primi sei mesi del 2020 sono oltre 27mila le tonnellate di prodotto che hanno superato i confini italiani per raggiungere le tavole di tutto il mondo. Il 2020 è stato un anno eccezionale che ha cambiato anche la distribuzione dell’export del prodotto. Nel primo semestre del 2020, il primo mercato è stato la Germania (quota 19,6% su totale export), seguito da Francia (19,5%) – fino ad ora primo mercato dopo l’Italia, USA (18,2%), Regno Unito (13,5%) e Canada (5%).

Fonte: NoveColonneATG

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L’import mondiale di vino è cresciuto in volume nell’ultimo anno

L’import mondiale di vino è cresciuto in volume nell’ultimo anno

Secondo il report pubblicato dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMv), in collaborazione con l’Organización Interprofesional del Vino de España, le importazioni mondiali di vino sono cresciute in termini di volume nel periodo compreso tra marzo 2019 e marzo 2020 (+1,4%), ma hanno perso lo 0,7% in termini di valore, al registrarsi una diminuzione del prezzo medio del 2,2%. Sono stati importati in questo periodo 10.341 milioni di litri per un valore di 31.430 milioni di euro, a un prezzo medio di 3,04 euro/litro.

In termmini assoluti, sono stati importati 147,1 milioni di litri in più rispetto ai 12 mesi precedenti, mentre la spesa mondiale in vino è diminuita di 236,2 milioni di euro. Tale cifra si deve in particolare ai cattivi rissultati del primo triimestre del 2020, quando sono stati persi oltre 350 milioni di euro.

Principali importatori mondiali di vino

Per mercati, i tredici principali in valore sono stati: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Cina, Canada, Giappone, Paesi Bassi, Svizzera, Russia, Belgio, Francia, Svezia e Danimarca. Insieme, questi mercati hanno rappresentato il 76,6% del valore e il 75,4 % del volume totale delle importazioni mondiali di vino realizzate nel periodo in esame, con 7.800 milioni di litri (+0,8 %) e 24.602 milioni di euro (+1,7 %).

Riguardo alle importazioni mondiali di vino spagnolo, sono cresciute del 6% in volume, ma hanno perso il 2,7% in valore, essendo il prezzo medio diminuito dell’8%.

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Nasce l’Organizzazione mondiale dell’Enoturismo con sede in Spagna

Nasce l’Organizzazione mondiale dell’Enoturismo con sede in Spagna

Nasce ufficialmente l‘Organizzazione Mondiale dell’Enoturismo (Global Wine Tourism Organization GWTO), con l’obiettivo di ridefinire una strategia rinnovata e stendere le basi del nuovo enoturismo in questo periodo particolarmente complicato.

Si tratta di una rete di paesi e imprese con vocazione vitivinicola e turistica, creata per favorire la collaborazione tra nazioni, attraverso i distinti governi ed i rappresenti del settore privato, nell’ambito degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La sede centrale di questa organizzazione è stata fissata a Madrid.

Gli obiettivi principali sono partecipare come interlocutore di riferimento nei processi di negoziazione e decisione tra stati, organizzazioni ointernazionali e entità territoriali, mantenendo allo stesso tempo una visione integrale per lo sviluppo del ‘nuovo’ enoturismo, come priorità politica, generando processi e servizi acccessibili, responsabili e ricettivi, che coinvolgano tutti i cittadini, con particolare riguardo a quelli che risiedono nelle destinazioni turistiche.

L’organizzazione esecutiva è strutturata in Direzioni Regionali che lavoreranno in stretta relazione con gli organismi pubblici, il settore privato e le direzioni accademiche della GWTO EnoTourism Academy:

  • North America: David Furer, Adult Beverage Communicator & Marketer
  • Latam: Pablo Singerman, Professor in Macroeconomy and Politic Economy and Co-Director MBA in Tourism, Universidad de Buenos Aires
  • Africa: Marisha Nieuwoudt, VinPro Wine Tourism Manager
  • Europe & Western Asia: Erik Wolf, Founder Executive Director, World Food Travel Association
  • Central Asia & Pacific: Margaret Chen, Founder Optimus Horizon

In Spagna José Antonio Vidal, fundatore, presidente e CEO dell’Asociación Española de Enoturismo (AEE) è il fondatore di Global Wine Tourism Organization (GWTO) e The EnoTourism Academy.

 

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Il consorzio italo-spagnolo formato da Fininc e Sacyr porta a termine il secondo tratto della Pedemontana Veneta

Il consorzio italo-spagnolo formato da Fininc e Sacyr porta a termine il secondo tratto della Pedemontana Veneta

Il consorzio SIS, formato per il 51% dall’italiana Fininc e per il 49% dalla spagnola Sacyr ha portato a termine nel mese di giugno il secondo tratto dell’autostrada Pedemontana-Veneta, corrispondente al corridoio Malo-Valdastico.

L’apertura di questo secondo tratto corrisponde ai 12 i chilometri dell’asse Malo-Valdastico e da continuità al primo tratto aperto nel 2019 tra Breganze e l’interconnessione con la A31.

La società concessionaria, Superstrada Pedemontana Veneta, si occupa della progettazione, della costruzione, del finanziamento, della gestione e della manutenzione dell’autostrada a pedaggio per un periodo di 39 dal termine della costruzione.


L’Autostrada Pedemontana-Veneta è un delle infrastrutture più importanti in costruzione in Italia e una delle principali del poftafoglio di Sacyr, con un investimento previsto di 2.600 milioni di euro.

Il progetto richiede la costruzione di 162 chilometri: 94 km corrispondono alla via principale che comunicherà 34 municipi e l’area industriale di Vicenza e Treviso; e 68 km, a accessi secondari. Il progetto prevede la costruzione di due tunnel: quello di Malo (6 km) e quello di S. Urbano (1,5 km) e 8 km di viadotti.

L’infrastruttura fa parte dell’European TEN-T ed è considerata un attivo strategico di rilevanza nazionale al situarsi tra le autostrade esistenti A4 e A 27, attraversando la regione del Veneto e passando tra le province di Vicenza e Treviso.

Il traffico inizialmente stimato per tutta l’autostrada è di 27.000 veicoli al giorno, di cui il 20% corrispondente a veicoli pesanti.

Fonte: monedaunica.net



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Intervista al presidente Pizzi: la Spagna, le opportunità, gli scenari post Covid-19

Intervista al presidente Pizzi: la Spagna, le opportunità, gli scenari post Covid-19

Il giornalista Massimo Maria Amorosini ha intervistato per OK ITALIA PARLIAMONE il Presidente della Camera di Commercio Italiana in Spagna (CCIS), Marco Pizzi.


Tante le tematiche trattate: dalla gestione dell’emergenza Covid-19 da parte del Governo spagnolo agli aiuti e le misure in atto per la riattivazione dell’economia, le opportunità per le imprese italiane e i servizi offerti dalla CCIS.

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Il Comune di Madrid lancia la piattaforma “Volvemos si vuelves”

Il Comune di Madrid lancia la piattaforma “Volvemos si vuelves”

Con la finalità di appoggiare il settore commerciale ed alberghiero e recuperare lo spirito che siempre ha caratterizzato la città, l’Area di Gobierno de Economía, Innovación y Empleo del Comune di Madrid, lancia la piattaforma online “Volvemos si tú vuelves”.
Si tratta di una pagina web nella quale i negozi della città possono presentare offerte speciali, delle quali i clienti potranno usufruire una volta tornata la normalità.
Il funzionamento della piattaforma è molto semplice, sia per i negozi interessati, che per i clienti che vogliano sfruttare le offerte:

  • I negozi potranno proporre direttamente la propria offerta compilando il formulario che si trova alla pagina https://volveremossituvuelves.com/nuevo-establecimiento/;
  • I clienti potranno scaricare gratuitamente cupon per utilizzarli nei negozi aderenti all’iniziativa una volta recuperata la normalità.

La nostra Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) invita i negozi che fanno parte della propria rete a partecipare in questa interessante iniziativa, un win-win sia per i negozi stessi, che per i clienti.

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