Italia – DL Agricoltura e DM Agrivoltaico: nuove limitazioni all’utilizzo del suolo produttivo per l’istallazione di impianti fotovoltaici e nuova spinta per l’agrivoltaico innovativo

Italia – DL Agricoltura e DM Agrivoltaico: nuove limitazioni all’utilizzo del suolo produttivo per l’istallazione di impianti fotovoltaici e nuova spinta per l’agrivoltaico innovativo

Lo scorso 16 maggio è entrato in vigore il DL 63/2024 (“DL Agricoltura”) che ha significativamente limitato la possibilità di installare impianti fotovoltaici in aree agricole. Per effetto della norma, ad oggi, sarà infatti possibile installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra solo in aree agricole specificamente indicate dal decreto quali “aree idonee” (cave e miniere; siti e impianti nella disponibilità delle Ferrovie dello Stato, dei gestori di infrastrutture ferroviarie e delle società concessionarie autostradali; siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale; aree interne a impianti industriali e nel raggio di 500 metri dallo stabilimento; aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri).

Tuttavia, il DL Agricoltura esclude dal proprio ambito applicativo gli impianti fotovoltaici funzionali alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e gli impianti attuativi di misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del piano nazionale degli investimenti complementare al PNRR (PNC).

Alla luce di quanto sopra, quindi, e in virtù delle misure di sostegno previste dal DM 463/2023 (“DM Agrivoltaico”) in coerenza con le misure di sostegno agli investimenti previsti dal PNRR, sarà possibile continuare a installare, su qualunque area agricola, gli impianti definiti “agrivoltaici avanzati” così come meglio specificato nelle regole operative del DM Agrivoltaico di recente emanate dal GSE.

Queste regole forniscono le informazioni necessarie per garantire il rispetto delle previsioni del DM Agrivoltaico ai fini del riconoscimento degli incentivi previsti, composti da: (i) un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili a valere sulle risorse finanziarie del PNRR; (ii) una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.

Brevemente, sotto il profilo soggettivo, potranno beneficiare degli incentivi gli imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria anche cooperativa) e le associazioni temporanee di imprese, che includano almeno un soggetto che possa definirsi imprenditore agricolo e che rispettino una serie di requisiti, anche sotto il profilo del contenuto del proprio atto costitutivo.

Quanto invece ai requisiti oggettivi richiesti, potranno accedere agli incentivi previsti dal DM Agrivoltaico esclusivamente le iniziative in cui gli impianti abbiano potenza nominale superiore a 1 kW, essendo necessario che la superficie minima destinata all’attività agricola/pastorale, nell’ambito del sistema agrivoltaico, risulti pari almeno al 70% della superficie totale del sistema agrivoltaico.

Le regole operative prevedono poi specifiche indicazioni circa l’altezza minima dei moduli costituenti l’impianto rispetto al suolo, che deve essere determinata al fine di consentire la continuità delle attività agricole e/o zootecniche anche al di sotto dei moduli fotovoltaici, nonché rispetto alla produzione di energia elettrica specifica dell’impianto agrivoltaico avanzato.

Gli impianti che accedono al meccanismo di supporto dovranno inoltre prevedere la realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare la continuità dell’attività agricola/pastorale, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, il microclima, la resilienza ai cambiamenti climatici.

Con la recentissima pubblicazione del decreto dipartimentale n° 251 del 31 maggio 2024 del Ministero dell’Ambiente, che approva l’aggiornamento delle regole operative e dei bandi per la partecipazione alle misure del DM Agrivoltaico, si è dato dunque il via alla presentazione delle domande al GSE per l’accesso agli incentivi, che potranno essere inoltrate dal 4 giugno al prossimo 2 settembre.

Articolo redatto dall’Avv. Silvia Galbusera – Pavia e Ansaldo Studio Legale

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Giornata del Made in Italy – Seminario “Italia: un valore nel mondo”

Giornata del Made in Italy – Seminario “Italia: un valore nel mondo”

Si terrà mercoledì 17 aprile alle ore 10.30 il seminario “Italia: un valore nel mondo“, organizzato da Unioncamere in collaborazione con Assocamerestero e le Camere di commercio italiane nel mondo.

L’evento si propone come occasione di riflessione sulla cultura, i valori, i saperi e lo stile tipicamente italiani, che caratterizzano le produzioni di eccellenza, le aziende e le espressioni di punta del mondo dell’arte, della scienza e dell’economia del Paese.

L’evento si inserisce in una serie di manifestazioni che si svolgeranno in Italia a seguito della recente Legge Quadro n. 206/2023, che istituisce la “Giornata Nazionale del Made in Italy”, con l’obiettivo di promuovere la creatività e l’eccellenza italiane, riconoscendo così al Made in Italy un ruolo decisivo nello sviluppo economico e culturale del Paese.

Il seminario si svolgerà in forma ibrida con le 86 Camere di Commercio italiane all’estero, presenti in 63 Paesi, nonché con le 60 Camere di Commercio in Italia e gli Istituti Superiori di Tecnologia che parteciperanno.

Vi invitiamo pertanto a seguire l’evento attraverso il seguente link:

Per maggiori informazioni: https://www.unioncamere.gov.it/agenda/giornata-del-made-italy-italia-un-valore-nel-mondo

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Le aziende spagnole migliorano le loro previsioni settoriali nel 2024

Le aziende spagnole migliorano le loro previsioni settoriali nel 2024

Nonostante l’incertezza sull’evoluzione dell’attività economica, solo il 7% delle aziende, due punti in meno rispetto al 2023, prevede un’evoluzione negativa del proprio settore di attività.

Nonostante l’incertezza sugli sviluppi nel 2024, solo il 7% delle aziende, due punti in meno rispetto al 2023, prevede sviluppi negativi nel proprio settore. Il 42% prevede una crescita del fatturato del settore e il 51% lavora con uno scenario di stabilità. I dati provengono dall’ampio lavoro annuale sul campo svolto da Iberinform per arricchire la qualità delle sue informazioni, con quasi 500.000 interviste condotte con i team di gestione delle aziende spagnole.

Il settore di attività influenza chiaramente queste previsioni. Le percentuali più alte di aziende che elaborano scenari di crescita settoriale si registrano nel settore alberghiero e della ristorazione (55%), nei servizi alle imprese (50%), nelle costruzioni (48%), nella sanità (47%), nelle comunicazioni (47%), nell’energia (47%) e nell’istruzione (43%). All’estremità più pessimista dello spettro si trovano le aziende dedicate al settore primario: solo il 33% si aspetta un miglioramento e un significativo 17% prevede un deterioramento del contesto imprenditoriale settoriale.

In tutte le Comunità Autonome, ad eccezione delle Asturie, la percentuale di aziende che prevedono un’evoluzione positiva dell’attività settoriale supera quella di chi lavora con scenari di declino. Le percentuali più alte di aziende che elaborano scenari di crescita settoriale si registrano nelle Isole Baleari (63%), nelle Isole Canarie (58%), in Estremadura (55%), a Valencia (48%), a Ceuta (47%), a Murcia (45%), in Catalogna (44%), a Madrid (43%) e nei Paesi Baschi (43%). Le percentuali scendono significativamente a Melilla (23%), Cantabria (25%), Navarra (29%) e Asturie (29%). La percentuale più alta di aziende con previsioni negative sulla propria performance settoriale si registra nelle Asturie (36%).

Fonte: https://www.iberinform.es/

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Le esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande spagnole crescono a 47,62 miliardi di euro

Le esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande spagnole crescono a 47,62 miliardi di euro

Secondo un’analisi condotta da Fiab, le esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande spagnola hanno raggiunto un valore di 47.620 milioni di euro nel 2023. Secondo i dati di Datacomex, l’anno scorso le vendite all’estero hanno consolidato il dato migliore della serie storica e hanno confermato il settore come un importante motore commerciale per la Spagna.

Tuttavia, mantenendo la performance dell’anno precedente, le esportazioni hanno risentito ancora una volta della situazione inflazionistica globale e dell’instabilità dei mercati dovuta alla difficile situazione geopolitica, uno scenario che ha portato a un netto cambiamento di tendenza.

Se negli anni precedenti alla pandemia l’industria alimentare e delle bevande era cresciuta in valore di circa il 6%, nel 2023 questo dato si è attestato al 3,4% rispetto al 2022, a dimostrazione delle difficoltà dell’attuale situazione e contesto globale, che si riflette anche in una diminuzione del 6,6% del volume delle esportazioni.

Nonostante ciò, la Spagna rimane uno dei principali esportatori mondiali nel settore alimentare e delle bevande e si colloca al quinto posto tra i principali esportatori dell’Unione Europea, dietro solo a Paesi Bassi, Germania, Francia e Italia, secondo i dati di FoodDrinkEurope.


“È notevole la buona performance che l’industria alimentare e delle bevande continua a mantenere all’estero, considerando l’instabilità dei mercati. L’internazionalizzazione continua a essere un pilastro molto solido per l’industria spagnola, rendendo il settore alimentare e delle bevande uno dei rami di attività più resistenti e decisivi per lo sviluppo socio-economico della Spagna”, ha dichiarato il direttore generale della FIAB, Mauricio García de Quevedo.

Saldo commerciale positivo nonostante l’instabilità del mercato e i cambiamenti climatici

Dal 2018 il settore sta affrontando gli effetti di un contesto molto volatile, caratterizzato dal rallentamento di alcune economie, dall’aumento delle politiche protezionistiche derivanti dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e dagli effetti della Brexit. Questi fattori, tra gli altri, che influenzano direttamente i principali Paesi di destinazione delle esportazioni industriali spagnole, sono stati determinanti nel cambiamento di tendenza che le vendite del settore hanno iniziato a sperimentare. Questa situazione è stata aggravata dall’impatto della pandemia COVID-19 e dalle conseguenze degli attuali conflitti internazionali, lasciando una situazione inflazionistica dovuta all’aumento dei costi di produzione, energia e trasporto, soprattutto.

Questo scenario è aggravato dalla prolungata situazione di siccità che la Spagna sta vivendo da mesi. Gli episodi di siccità idrologica in gran parte della Spagna hanno avuto un impatto sulla produzione di alcuni alimenti e bevande nel corso del 2023, determinando allo stesso tempo una diminuzione del volume delle esportazioni.

Tuttavia, le vendite all’estero continuano a superare le importazioni, il che significa che la bilancia commerciale continua a essere positiva per 13.697 milioni di euro, accumulando così sedici anni di avanzo nella bilancia commerciale. Infatti, secondo i dati del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Impresa, il settore alimentare e delle bevande è uno dei più dinamici e quello con il più alto surplus commerciale dell’intera bilancia commerciale.

 

 

Principali destinazioni dei prodotti alimentari e delle bevande spagnoli

Per quanto riguarda la destinazione degli alimenti e delle bevande spagnoli, nel 2023 l’Unione Europea ha continuato a essere il principale partner commerciale per le esportazioni del settore, con un peso del 58% sul totale. Francia (7.207 M€), Portogallo (5.572 M€), Italia (5.507 M€) e Germania (2.984 M€) occupano le prime quattro posizioni della classifica, accumulando una crescita rispetto all’anno precedente che, nel caso della Germania, ha raggiunto il 16%.

Gli Stati Uniti, con un valore di 2.747 milioni di euro, sono il quinto Paese di destinazione e il principale partner commerciale extra-UE. Le esportazioni verso questo mercato sono diminuite del -6,4%, un calo che si spiega in parte con la forte performance delle vendite degli anni precedenti, aumentate del 21% nel 2021 dopo la sospensione temporanea dei dazi (ad eccezione delle olive nere da tavola). Gli Stati Uniti continuano a consolidare la loro posizione come uno dei mercati più solidi e promettenti per le aziende esportatrici spagnole, visto che nel 2011 le esportazioni hanno superato di poco gli 800 milioni di euro.

Il Regno Unito è al sesto posto con un valore di 2.643 milioni di euro, con un aumento del 9,4%. Il settore rimane attento alle possibili conseguenze dell’entrata in vigore del nuovo modello doganale che sarà attuato a partire dal 2024, che introduce cambiamenti in termini di certificazione sanitaria, controlli fisici e documentali, e continuerà a lavorare per garantire la continuità delle esportazioni e delle relazioni con un mercato particolarmente importante come quello britannico.

 

La Cina è il primo Paese asiatico della classifica e si colloca al settimo posto. Nel 2023, le esportazioni hanno raggiunto i 1.836 milioni di euro e hanno registrato un calo del -23,6%. Dal 2020, il gigante asiatico ha registrato cali dovuti, tra l’altro, al calo delle importazioni di suini in seguito al superamento della situazione economica derivante dalla peste suina, nonché alla recessione economica del Paese e all’aumento delle misure protezionistiche con ostacoli all’importazione di alimenti e bevande.

La classifica delle principali destinazioni è completata da Paesi Bassi (1.496 M€), Giappone (1.138 M€), Polonia (1.104 M€) e Belgio (1.047 M€).

Per quanto riguarda i prodotti più esportati, la carne e i prodotti a base di carne sono in cima alla lista (12.032 M€); frutta e verdura preparata e conservata (5.866 M€); olio d’oliva (4.148 M€); vino (2.966 M€); prodotti da forno e pasta (2.043 M€); cacao (1.496 M€). 043 M€); cacao, dolciumi e prodotti a base di cioccolato (1.918 M€); prodotti lattiero-caseari (1.766 M€); crostacei, molluschi e invertebrati acquatici – molluschi – (1.683 M€); pesci e molluschi preparati e conservati (1.393 M€); e mangimi per animali (1.281 M€).

Sfide per il settore

“L’internazionalizzazione è un’area prioritaria per l’industria alimentare e delle bevande. È necessario raddoppiare gli sforzi attraverso la collaborazione pubblico-privato per recuperare il dinamismo che il settore ha mostrato da prima della pandemia”, sottolinea il direttore generale della FIAB.

Tra le principali sfide in questo campo, FIAB indica come prioritario il dialogo per minimizzare gli effetti del conflitto in Ucraina e nel Mar Rosso, che ha comportato un aumento generale dei costi per l’internazionalizzazione.

D’altro canto, il settore segnala l’intensificazione delle relazioni commerciali e delle attività di promozione internazionale, soprattutto nei mercati nuovi o meno tradizionali. In questo senso, è fondamentale promuovere l’approvazione definitiva di accordi come quello con il Cile, proseguire i negoziati per la conclusione dell’accordo con il Mercosur, continuare a promuovere accordi con Australia, India e Thailandia e fare progressi nella ripresa dei negoziati con Filippine e Malesia.

Al fine di proteggere i mercati tradizionali con un grande potenziale per il settore, la FIAB insiste sui negoziati con gli Stati Uniti per la cessazione definitiva delle tariffe doganali, nonché sul rafforzamento delle relazioni commerciali con l’asse asiatico, in particolare con la Cina.

 

Fonte: FIAB

 

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Le esportazioni di frutta e verdura crescono per il nono anno consecutivo

Le esportazioni di frutta e verdura crescono per il nono anno consecutivo

Le esportazioni di frutta e verdura hanno raggiunto lo scorso anno 2023 la cifra di 16.682 milioni di euro, ovvero il 5,4% in più rispetto all’anno precedente e quasi il 60% in più rispetto al 2014, anno in cui hanno subito un calo ma da allora non hanno smesso di crescere.

È questa una delle principali conclusioni dello studio Sectores basic Frutas y Hortalizas elaborato dall’Osservatorio settoriale DBK di INFORMA, che mostra come, dopo diversi anni consecutivi di crescita, il valore della produzione ortofrutticola sia aumentato del 12,3% nel 2023 per raggiungere i 24.240 milioni di euro, favorito dall’aumento dei prezzi, rispetto alla crescita di solo l’1,8% registrata nell’anno precedente.

Esportazioni di frutta e verdura.

In questo contesto, le esportazioni di frutta e verdura hanno accelerato la loro crescita in termini di valore nel 2023, con un aumento del 5,4%, rispetto al 2,9% dell’anno precedente, per raggiungere 16.682 milioni di euro. Questo completa un periodo di nove anni consecutivi di aumenti dal crollo del 2014, da allora accumulando un incremento vicino al 60%.

Il valore delle esportazioni di frutta nel 2023 è aumentato dell’1,4% a 9005 milioni di euro, mentre le vendite all’estero di ortaggi sono aumentate del 10,5% a 7677 milioni di euro.

Per quanto riguarda le destinazioni di queste esportazioni spagnole, la principale continua ad essere l’Unione Europea, che rappresenta l’83% delle vendite di frutta all’estero e l’80% di quelle di ortaggi. Per quanto riguarda i Paesi, Germania, Francia e Regno Unito sono i principali Paesi di destinazione in entrambi i segmenti, che insieme rappresentano circa il 60% del valore delle merci esportate.

 

Dal canto loro, le importazioni di frutta e verdura sono aumentate del 17,0%, raggiungendo i 4.121 milioni di euro; spicca il peso delle importazioni dal Marocco, che rappresentano il 17% del totale delle importazioni di frutta e il 39% di quelle di verdura, con un valore degli acquisti da questo Paese pari a 921 milioni di euro (10% in più rispetto al 2022).

Per quanto riguarda la struttura del settore, è possibile individuare un elevato numero di produttori di piccole e medie dimensioni, anche se vi è una crescente tendenza all’integrazione e all’associazione in organizzazioni di produttori e di commercializzazione. Nel settore della commercializzazione all’ingrosso specializzata si registra un maggior grado di concentrazione. Il fatturato complessivo dei primi venti operatori ha superato i 6800 milioni di euro nel 2022, mentre i primi trenta hanno fatturato 8450 milioni di euro.

Fonte: Diariodegastronomia.com

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Il FoodTech spagnolo si consolida

Il FoodTech spagnolo si consolida

Le conclusioni del quarto rapporto sul settore Foodtech in Spagna sono state presentate nell’ambito di un evento di networking in cui alcuni dei protagonisti dell’ecosistema hanno discusso le sfide future per il settore spagnolo, la sua regolamentazione e le sue possibilità di crescita, nonché l’evoluzione dell’ecosistema Foodtech spagnolo. Questo settore è un anello essenziale dell’industria alimentare spagnola ed è destinato a svolgere un ruolo importante nella catena alimentare nei prossimi anni.

Così, in un contesto globale di incertezza normativa e di aumento dei tassi di interesse, con un forte calo degli afflussi di capitale nel settore delle proteine alternative, e dove gli investimenti globali nel settore sono diminuiti di oltre il 60%, le startup spagnole sono state in grado di raccogliere oltre 226 milioni di euro in diversi round di investimento, secondo il rapporto Fostering Collaboration for Sustainable Agri-Food Excellence, promosso da ICEX Spain Export and Investment.

Il rapporto rivela anche come il numero di start-up continui a crescere, anche se a un ritmo moderato, e l’emergere di nuovi attori e alleanze che sono destinati a dare impulso all’innovazione in tutta la catena alimentare. Nel 2023 sono emerse associazioni di imprese come FATE (Food Agri Tech Europe) e se ne sono consolidate altre come VEGETALES – l’associazione dei produttori di alimenti e bevande vegetali. Inoltre, le alleanze si sono concentrate sull’asse CNTA, con l’obiettivo di creare un nuovo polo di innovazione. Tutti questi movimenti lasciano presagire economie di scala e collaborazioni in progetti strategici come la Spain Food Valley, finalizzata a migliorare la competitività del settore attraverso gli sviluppi della digitalizzazione, della tracciabilità e della sicurezza alimentare.

 

Grande dinamismo nel settore

Elisa Carbonell, CEO di ICEX, ha affermato che il foodtech è uno dei settori più dinamici, con 420 start-up registrate, più di 30.000 aziende potenziali acquirenti e 20 centri tecnologici.Ha inoltre sottolineato il ruolo svolto da programmi come DESAFÍA nel rispondere alla sfida della scalabilità dei progetti innovativi nell’industria alimentare.Nei Paesi Bassi più di venti aziende sono già passate attraverso il programma di accelerazione. Nel 2024, più di una dozzina di startup si uniranno alle due nuove immersioni nel Regno Unito e in Germania.

Elisa Carbonell ha inoltre evidenziato gli sforzi di proiezione internazionale compiuti dall’ICEX. Da un lato, attraverso la partecipazione a eventi strategici sia all’interno che all’esterno della Spagna (Food 4 Future Bilbao, AgriTech Expo Asia, Sustainable Food Forum a Londra…). Dall’altro, attirando capitali stranieri attraverso il programma Rising Up in Spain di INVEST IN SPAIN e il primo progetto di open innovation agroalimentare in Brasile, un evento di matchmaking tra aziende spagnole e start-up brasiliane che si terrà nel 2023.

Da parte sua, Isabel Bombal, Direttore Generale dello Sviluppo Rurale, dell’Innovazione e della Formazione Agroalimentare del MAPA, ha sottolineato l’importanza delle aziende che fanno parte dell’ecosistema agroalimentare spagnolo che, con le loro soluzioni innovative e digitali, contribuiscono a consolidare un settore agroalimentare moderno, competitivo, sostenibile ed efficiente e costituiscono, di per sé, un’industria in crescita con un potenziale economico e sociale e con la capacità di esportare soluzioni tecnologiche in molti mercati internazionali. A questo proposito, il direttore generale ha anche passato in rassegna le iniziative del Ministero per sostenere l’imprenditorialità innovativa nelle aziende agroalimentari.

Un impegno forte e sostenuto nel tempo verso l’innovazione come fattore di differenziazione dell’industria alimentare spagnola è lo strumento migliore per aggiungere valore e rafforzare la nostra capacità di esportazione e il futuro del nostro pianeta.

Fonte: https://www.monedaunica.net/

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Il settore della ristorazione collettiva consolida la propria ripresa in Spagna

Il settore della ristorazione collettiva consolida la propria ripresa in Spagna

I principali settori che compongono il mercato alberghiero e della ristorazione collettiva hanno consolidato nel periodo 2022-2023 la ripresa iniziata nel 2021, con il venir meno degli effetti della pandemia e delle misure restrittive, trainati dalla favorevole congiuntura economica, dall’aumento dei consumi e dal dinamismo del turismo, oltre che dall’aumento dei prezzi.

Queste sono alcune delle conclusioni tratte dallo studio Informe Especial El Mercado de Hostelería y Colectividades, recentemente pubblicato dall’Osservatorio di Settore DBK di INFORMA, che mostra come il mercato alberghiero e della ristorazione – ristoranti, hotel, ospedali, case di riposo e catering – abbia registrato ancora una volta una performance favorevole nel 2023, completando la ripresa dopo la crisi pandemica, grazie a fattori quali la buona situazione economica, la crescita dell’occupazione, l’aumento dei consumi delle famiglie e il dinamismo della domanda turistica, che hanno permesso a tutti i settori considerati di crescere in modo significativo.

Alberghi e ristoranti

  • Da un lato, la maggiore propensione alla spesa per la ristorazione fuori casa e l’evoluzione positiva degli afflussi turistici hanno permesso al mercato della ristorazione di crescere dell’8% nel 2023, raggiungendo i 27,8 miliardi di euro.
  • Da parte sua, il settore alberghiero ha registrato una crescita del 15%, sostenuta dall’aumento del numero di viaggiatori, sia spagnoli che, soprattutto, stranieri. Anche l’effetto dell’aumento dei prezzi sul fatturato del settore è degno di nota. Il valore del mercato si è attestato a 18,2 miliardi di euro.
    Il fatturato degli ospedali privati supererà i 13 miliardi di euro nel 2023, con un aumento del 5%.
  • Questo incremento è leggermente superiore a quello del 4% ottenuto dalle società di gestione delle case di cura, che ha permesso loro di raggiungere i 5,1 miliardi di euro.
  • Infine, il mercato della ristorazione è cresciuto di quasi il 6,5% nel 2023, raggiungendo i 3,75 miliardi di euro. Tutti i suoi sottosegmenti di attività hanno registrato sviluppi positivi.

In termini di struttura del mercato, il mercato dell’ospitalità nel suo complesso continua a essere altamente frammentato, anche se negli ultimi anni è proseguita la tendenza a una progressiva concentrazione dell’offerta, soprattutto a seguito di acquisizioni societarie e dell’integrazione di strutture e centri indipendenti in catene e reti. Questo aumento della concentrazione è stato particolarmente significativo nel settore ospedaliero, dove i primi dieci gruppi avevano una quota di mercato combinata del 52% nel 2022.

Fonte: Diariodegastronomia.com

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Principali novità fiscali in Spagna nel 2024

Principali novità fiscali in Spagna nel 2024

Il socio Miñana Beltral Tax & Legal ha elencato le principali novità fiscali previste in Spagna nel 2024:

1.IRPF

Nel 2024 il reddito minimo imponibile per l’imposta sul reddito delle persone fisiche salirà a 15.000 euro. Nel 2023 il limite minimo era di 14.000 euro. Pertanto, le persone con un reddito inferiore a questo importo non saranno obbligate a presentare la dichiarazione dei redditi.

In relazione alle plusvalenze immobiliari, la deduzione dell’imposta sul reddito netto è ridotta dal 60% al 50%. Pertanto, il proprietario di un immobile affittato potrà dedurre fino al 50% della differenza tra entrate e uscite. Questa riduzione della deduzione è applicabile solo ai contratti in vigore dal 1° gennaio 2024. La detrazione del 60% sarà mantenuta per i contratti stipulati fino al 31 dicembre 2023. Se l’immobile è situato in una zona sottoposta a tensioni e il proprietario riduce il prezzo di affitto del 5%, avrà diritto all’applicazione di una detrazione IRPF fino al 90%.

La detrazione per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni nell’imposta sul reddito è estesa a tutto il 2024.

Infine, viene ribadita l’obbligatorietà della presentazione delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche esclusivamente per via elettronica, a condizione che la Pubblica Amministrazione garantisca un’attenzione personalizzata a tutti i contribuenti che abbiano bisogno di assistenza.

2.ISS (Imposta sulle società)

Libertà di ammortamento degli investimenti che utilizzano energia da fonti rinnovabili. La libertà di ammortamento degli investimenti che utilizzano energia da fonti rinnovabili è estesa al 2024. Questa misura, inizialmente limitata al 2024, consente ai contribuenti di ammortizzare liberamente gli investimenti in progetti per l’autoconsumo di energia elettrica o termica a condizione che la fonte energetica sia rinnovabile e che sostituiscano impianti che utilizzano fonti energetiche fossili non rinnovabili. In questo senso, viene posta come condizione che l’entrata in funzione dei nuovi impianti debba avvenire nel 2024.

3.IVA

I limiti quantitativi che escludono l’applicazione del metodo di valutazione oggettiva dell’imposta sul reddito sono prorogati per il 2024, ad eccezione delle attività zootecniche, forestali e agricole, che hanno un proprio limite basato sul volume di reddito .Allo stesso modo, i limiti per l’applicazione del regime semplificato e del regime speciale per l’agricoltura, l’allevamento e la pesca nel caso dell’IVA sono prorogati di un ulteriore anno.

L’aliquota IVA del 5% si applica fino al 30 giugno 2024 alle cessioni, alle importazioni e agli acquisti intracomunitari di olio d’oliva, semi e pasta.

Un’aliquota IVA dello 0% si applica fino al 30 giugno 2024 alle cessioni, alle importazioni e agli acquisti intracomunitari di prodotti quali pane e prodotti di panificazione, farina per panificazione, alcuni tipi di latte, formaggio, uova, nonché frutta, verdura, legumi e cereali che sono prodotti naturali.

Fino al 31 dicembre di quest’anno, l’aliquota dell’energia elettrica per le consegne e le importazioni effettuate ai titolari di contratti di fornitura con potenza contrattuale inferiore o uguale a 10 kW e ai titolari di contratti di fornitura che sono beneficiari del buono sociale è aumentata al 10% (dall’attuale 5%).

 

 

4.IMPOSTA SULLE DONAZIONI

È aumentato il numero di Comunità autonome (Aragona e La Rioja) in cui le donazioni tra parenti diretti sono scontate quasi al 100%. Queste regioni si aggiungono ad altre come Andalusia, Castiglia e León, Valencia e le Isole Baleari, che già prevedevano questi sconti negli anni precedenti.

5.IMPOSTA SUL PATRIMONIO

Come nel caso dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche, si stabilisce che può essere imposto l’obbligo di presentare la dichiarazione dell’Imposta sul patrimonio per via elettronica.

6.IMPOSTA TEMPORANEA DI SOLIDARIETÀ SUI GRANDI PATRIMONI

La Legge 38/2022 ha istituito un’imposta temporanea di solidarietà sui Grandi Patrimoni, inizialmente prevista per l’anno finanziario 2023. L’applicazione di questa imposta temporanea è mantenuta per il 2024, finché non ci sarà una revisione della tassazione patrimoniale nel contesto della riforma del sistema di finanziamento regionale. L’esenzione minima stabilita a 700.000 euro è estesa a tutti i contribuenti. È inoltre obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi per via elettronica.

7.IMPOSTA SULLA PLASTICA

L’imposta sulla plastica, che grava sulle imprese che producono e importano plastica non riciclata, è entrata in vigore nel 2023. A partire dal 1° gennaio 2024, è richiesta una certificazione rilasciata dall’Ente Nazionale di Accreditamento (ENAC) o da un organismo equivalente in qualsiasi Stato membro dell’UE, che attesti che le plastiche utilizzate e che non rientrano nel campo di applicazione dell’imposta sono riciclate.

 

Fonte: Miñana Beltrán Tax & Legal

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2023: un anno record per il settore turistico in Spagna

2023: un anno record per il settore turistico in Spagna

Il numero di turisti internazionali che hanno visitato la Spagna nel 2023 ha superato gli 85 milioni per la prima volta da quando esistono i registri statistici. Una cifra – 85.056.528 di turisti – che supera del 18,7% quella del 2022 e dell’1,9% quella del 2019, finora l’anno di riferimento pre-pandemia. Inoltre, la Spagna ha battuto i record di spesa turistica, con 108.662 milioni di euro, il 24,7% in più rispetto al 2022 e il 18,2% in più rispetto al 2019, secondo i dati pubblicati il 2 febbraio dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Ogni turista ha speso in media 1.278 euro, il 5,1% in più rispetto all’anno precedente e il 16,1% in più rispetto al 2019. Anche la spesa giornaliera riflette questa crescita, raggiungendo i 175 euro, ovvero l’8% in più rispetto al 2022 e il 13,1% in più rispetto al 2019. Allo stesso modo, anche la permanenza media aumenta a 7,3 giorni (nel 2019 la media era di 7,1 giorni). 

 

 

I principali paesi di provenienza dei turisti in Spagna

Nel 2023, i principali mercati di emissione di turisti hanno registrato una notevole crescita rispetto agli anni precedenti. Il Regno Unito continua a essere in cima alla lista dei paesi di emissione, con 17,3 milioni di turisti ed un aumento del 14,6% rispetto al 2022. In termini di spesa, i cittadini britannici hanno speso più di 19 miliardi di euro nel 2023, il 16,3% in più rispetto al 2022 e l’11,8% in più rispetto al 2019.
La Francia ha fornito 11,8 milioni di turisti alla Spagna nell’ultimo anno, con una crescita del 17% rispetto al 2022 e del 6% rispetto al 2019. Per quanto riguarda la spesa annuale dei turisti francesi, questa è stata di 9.767 milioni di euro, con un aumento del 19,7% rispetto al 2022 e del 28,6% rispetto al 2019.
Da parte sua, la Germania è cresciuta del 10,6% rispetto al 2022, raggiungendo i 10,8 milioni di turisti internazionali; turisti tedeschi hanno speso nei 12 mesi accumulati più di 12,9 miliardi di euro, il che implica un aumento del 12,6% su base annua e dell’11,1% in più rispetto al 2019.
L’Italia è al quarto posto, con oltre 4,8 milioni di turisti, il 21,2% in più rispetto al 2022. I turisti del Belpaese hanno speso più di 4,3 miliardi di euro nel 2023, il 22,3% in più rispetto all’anno precedente e il 22% in più rispetto al 2019.

In testa ai Paesi con la maggiore crescita nel 2023 ci sono gli Stati Uniti, i cui turisti che hanno visitato la Spagna sono aumentati del 38,7% rispetto al 2022 e del 16,9% rispetto al 2019. Gli Stati Uniti sono anche uno dei mercati con il più alto incremento di spesa per la destinazione nel 2023: oltre 7.800 milioni di euro, pari al 50% in più rispetto al 2022 e al 36,4% in più rispetto al 2019. Estendendo l’attenzione all’intero continente americano, l’aumento dei turisti è del 31,9% rispetto al 2022. Dopo gli Stati Uniti, la Svizzera – con un aumento significativo di oltre il 20% dei turisti – è un altro dei paesi che ha registrato la maggiore crescita nell’ultimo anno.

Le destinazioni principali 

Per quanto riguarda le comunità autonome di destinazione preferite dai turisti internazionali, la Catalogna è in testa con oltre 18 milioni di visitatori, il 21,2% in più rispetto al 2022. Dopo la Catalogna vengono le Isole Baleari – con oltre 14 milioni di turisti e una crescita del 9,1% – seguite dalle Isole Canarie (13,9 milioni e un aumento del 13,1%), Valencia (10,4 milioni, in crescita del 21,8%) e Madrid, che è la regione con la più alta crescita su base annua nel 2023, con un aumento del 29,6%, a oltre 7,5 milioni. Il resto delle regioni è cresciuto complessivamente del 23,8% rispetto all’anno precedente.
In termini di spesa, la Catalogna è anche la regione con la spesa più alta nella destinazione nel 2023, 20.877 milioni di euro e un aumento del 26,7% rispetto all’anno precedente. Le Isole Canarie, seconde, sono praticamente allo stesso livello, con 20.333 milioni (e una crescita del 16,5% su base annua). Dietro di loro, e già sotto i 20 miliardi, ci sono le Isole Baleari, con 17,722 miliardi e un aumento del 16,4%, e l’Andalusia, con 15,361 miliardi, il 28,1% in più rispetto al 2022.

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La ristorazione in Spagna cresce nel 2023

La ristorazione in Spagna cresce nel 2023

Il 2023 è stato il migliore degli ultimi anni per il settore del foodservice in Spagna, soprattutto per gli esercizi di ristorazione, che attualmente rappresentano circa l’83% della spesa totale per il foodservice. Nonostante il 2023 abbia ancora risentito della ripresa post-covid, soprattutto nella prima prima metà dell’anno, durante il quale le restrizioni dovute alla variante Omicron erano ancora presenti, a partire dal periodo estivo il consumatore spagnolo ha iniziato a stabilizzare le sue abitudini e la frequenza di consumo nel foodservice, che si sono mantenute fino alla fine dell’anno.

È quanto emerge da un recente rapporto sul settore in Spagna, realizzato dalla società internazionale di ricerche di mercato Circana attraverso il suo Crest Panel – che raccoglie dati sul consumo di pasti, snack e bevande in Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna. In partticolare, gli spagnoli hanno realizzato quasi 7.210 milioni visite preso locali e strutture di foodservice durante tutto l’anno, per una spesa di oltre 41.650 milioni di euro. Ciò rappresenta una forte crescita rispetto al periodo precedente, rispettivamente del 3,2% e dell’11% in visite e spesa.

La ristorazione guida il settore del foodservice

Attualmente, l’83% della spesa per il foodservice avviene in un esercizio di ristorazione, sia esso organizzato o indipendente. Il restante 17% corrisponde ad altri punti vendita che, grazie a nuovi sviluppi, offerte e innovazioni, offrono alternative dirette al consumatore per quelle occasioni di consumo immediato di cibi e bevande, in particolare:

  • Gli alberghi, che attraggono fortemente le nuove occasioni di consumo, generate dal nuovo modello di lavoro/studio a distanza.
  • L’offerta di cibi caldi dei supermercati, un canale che ha già un fatturato annuo di oltre 860 milioni di euro nel settore del foodservice.

Cambiamenti importanti si stanno verificando anche all’interno dello stesso settore della ristorazione:

  • Il consolidamento del QSR Fast Food – esercizi di ristorazione veloce senza cameriere – che cresce del +13% rispetto all’anno precedente, trainato da tutte le sue varietà (hamburger, pollo, etnico, poke, insalate individuali e personalizzate, ecc.) e che ora rappresenta il 12,7% della spesa totale in Spagna.
  • I consumatori spagnoli scommettono anche sulla nuova offerta che si sta sviluppando nel canale FSR (Full Service Restaurant) attraverso nuove offerte, nuovi locali ed espansioni territoriali nel segmento Casual Dining e FSR International (italiano, messicano, hamburger, ecc.), guidati dalla tendenza dei consumatori spagnoli che sono sempre più esigenti in quanto a innovazione nel settore della ristorazione.

Abitudini di consumo e nuove tipologie di servizi

La ristorazione continua ad essere il centro nevralgico e il punto preferito degli spagnoli, che destinano il 68% della loro spesa ai consumi all’interno degli stabilimenti, una percentuale ben al di sopra della media dei vicini europei.

Le raccomandazioni provenienti dall’ambiente di fiducia dei consumatori continuano a essere il principale driver per un consumatore su tre nella scelta di un ristorante o bar. Tuttavia altri concetti entrano nell’elenco dei fattori determinanti della scelta, come la qualità del trattamento da parte del personale del locale, fondamentale per il 15% dei consumatori spagnoli, la scontistica sui prezzi, le recensioni pubblicate nella rete, i consigli degli influencer, ecc.

Sempre secondo i dati pùbblicati dalla ricerca il 32% della spesa complessiva degli spagnoli in foodservice  è destinata al FoodDelivery e al Takeaway. 

In particolare, il FoodDelivery in Spagna chiude l’anno con un fatturato annuo di oltre 2.925 milioni di euro annui. Un utente su due del servizio afferma di aver mantenuto o addirittura aumentato il proprio utilizzo rispetto a un anno fa, come emerge dall’ultima inchiesta del Sentiments Survey realizzato da Circana. E non si può trascurare lo sviluppo continuo e sostenuto che sta avendo il take away in Spagna, che rappresenta già il 25% della spesa totale in Foodservice, quasi 8 punti in più rispetto a quanto rappresentava prima della pandemia.

gIn questo senso, Gli spagnoli si stanno avvicinando sempre di più al profilo del consumatore europeo. L’esplosione dei consumi da asporto si vede nelle Colazioni, dove già il 30% della spesa è destinata al take away (12 punti sopra i risultati pre-pandemia). Ma anche i pasti principali stanno registrando un aumento di questa modalità di consumo, visto che il 20% della spesa effettuata  nel Foodservice riguarda cibo che viene ritirato direttamente e consumato fuori dal locale.

È possibile accedere ad ulteriori dati riguardo il foodservice in Spagna consultando l’Anuario de la Innovación 2023 pubblicato da Food Retail & Service, attraverso il seguente link (p.124 – 131)

 

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