ll settore turistico ha contribuito al 12,2% del PIL della Spagna nel 2022

ll settore turistico ha contribuito al 12,2% del PIL della Spagna nel 2022

La robusta ripresa del turismo nel 2022 è stata uno dei principali motori dell’economia spagnola. Il suo contributo al prodotto interno lordo (Pil) è stato di 159.490 milioni di euro in termini nominali, l’1,4% in più rispetto al 2019, e ha rappresentato il 61% della crescita del Pil spagnolo, secondo i calcoli di Exceltur, l’associazione che raggruppa le grandi aziende del settore. L’impennata della domanda nazionale e il forte incremento dei viaggiatori internazionali rispetto ai due anni precedenti, condizionati dalla pandemia, sono alla base del miglioramento dell’attività, che dovrebbe consolidarsi nel 2023, nonostante i presagi negativi sul rallentamento dell’economia mondiale da parte di alcuni analisti e istituzioni finanziarie.

Il settore turistico ha contribuito per il 12,2% al PIL spagnolo nel 2022, tuttavia ancora al di sotto del 12,6% raggiunto nel 2019. La voglia di viaggiare e il risparmio accumulato durante la pandemia sono stati alla base dl recupero dello scorso anno. Nonostante la fiducia dei consumatori sia scesa, la domanda è rimasta forte grazie al fatto che i consumatori locali hanno privilegiato la spesa per il tempo libero e, se hanno dovuto ridurre le spese, lo hanno fatto in altri beni. Pertanto, la domanda nazionale ha contribuito in maniera determinate alla ripresa del settore, sia nei viaggi verso destinazioni spagnole che all’estero.

Anche la domanda estera ha registrato una forte ripresa, con una maggiore intensità in termini di introiti più che di flussi. Nel 2022 si stima che siano arrivati ​​72 milioni di viaggiatori internazionali, contro i 31 milioni del 2021, i 19 milioni del 2020 e gli 83 milioni del 2019. D’altro canto, i ricavi hanno raggiunto i 69.000 milioni di €, una cifra molto vicina ai 71.000 milioni del 2019, secondo i dati della Banca di Spagna ripresi da Exceltur.

I principali mercati emissori per la Spagna continuano ad essere quelli tradizionali europei: il Regno Unito, la Germania, la Francia, i Paesi nordici e l’Italia.

Más información en: https://www.exceltur.org/

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La CCIS a Imex Madrid 2023

La CCIS a Imex Madrid 2023

Anche quest’anno Madrid ospiterà IMEX, la prima fiera sul commercio estero in Spagna. La XXI edizione si terrà tra il 6 ed il 10 febbraio 2023 nella Galería de Cristal del Palacio de Cibeles di Madrid, sede del Comune, e riunirà i principali attori del commercio estero della capitale.

IMEX rappresenta un’opportunità di incontro con gli agenti dell’internazionalizzazione per le PMI spagnole interessate ad espandere la propria attività nei mercati esteri.

L’evento è co-organizzato da Moneda Única, rivista specializzata in affari internazionali, e la Consejería de Economía, Empleo y Hacienda della Comunità di Madid, attraverso la Direzione generale di Economia, Statistica e Competitività.

Come nelle precedenti edizioni, la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), rappresenterà l’Italia nell’area dedicata alle riunioni imprese-paesi (8-9 febbraio) dove presenterà le opportunità ed i servizi a disposizione delle imprese e degli operatori interessati ad espandere la propria attività nel mercato italiano.

Per richiedere appuntamento con i responsabili della CCIS presenti ad IMEX, è necessario compilare il formulario della web della fiera:

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Genova e le sue eccellenze protagoniste dell’Italian Day ad Alicante il 13 gennaio

Genova e le sue eccellenze protagoniste dell’Italian Day ad Alicante il 13 gennaio

La Ocean Race, la straordinaria regata intorno al mondo, partirà il 15 gennaio da Alicante e si concluderà a Genova nel giugno 2023. Il suo 50° anniversario si celebrerà all’insegna della sostenibilità degli oceani.

In ognuna delle sei tappe della regata -Alicante, Città del Capo, Itajaì, Newport, Aarhus e L’Aia- Genova avrà un proprio padiglione per promuovere le eccellenze locali e focalizzare l’attenzione sulla città e sull’Italia come meta economica, turistica e culturale.

In particolare, approfittando della prima tappa della regata, il Comune di Genova, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, organizza venerdì prossimo, 13 gennaio, nel porto di Alicante (molo di Levante, 10), l’Italian Day, dedicata al “Made in Italy”. In questa giornata, in collaborazione con ICE, il Comune di Genova promuove una serie di incontri dedicati all’innovazione, all’imprenditoria e al turismo, sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità, allo sport e alla blue economy.

In particolare, la delegazione istituzionale sarà accompagnata da una rappresentanza di alcune delle aziende leader nei settori dell’alta tecnologia, dell’ambiente, del design, della logistica e del marketing, che presenteranno alcuni dei loro progetti più innovativi.

Genova, capoluogo della Regione Liguria, che diventerà Capitale Europea dello Sport nel 2024, è il principale porto italiano e uno dei più importanti del Mediterraneo per merci e persone, una città tra tradizione e modernità, ricca di storia e cultura e con una grande visione del futuro, collegata a Torino e Milano, eccellenze nel campo della logistica, della blue economy, della ricerca e del settore farmaceutico. Meta ideale per viaggiare, scelta da quasi 5 milioni di turisti ogni anno per il suo clima privilegiato, il suo splendido litorale, con 350 km di costa tra natura e montagna, e per la sua vasta ricchezza enogastronomica.

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Dati positivi sull’export di vino di Spagna e Italia

Dati positivi sull’export di vino di Spagna e Italia

L’Osservatorio Spagnolo del Mercato del Vino (OeMv), in collaborazione con l’Organizzazione Interprofessionale del Vino di Spagna (OIVE), ha pubblicato una serie di relazioni che analizzano, su base individuale, l’andamento delle esportazioni di vino nel primo semestre del 2022 di Spagna e Italia, che, insieme a Francia, Cile, Australia, Sudafrica, Germania, Portogallo, Stati Uniti e Nuova Zelanda, fanno parte dei dieci principali fornitori mondiali di vino.

La Spagna ha registrato il suo primo miglior semestre della serie storica in termini di valore, fatturando 1.435 milioni di euro, con un aumento del +4%. Nel primo semestre del 2022, sono stati esportati 1021,7 milioni di litri (-11%), per un valore di 1435,3 milioni di euro (+4%), che presuppone 28,7 milioni di litri in più e 166,3 milioni di euro in più. Si tratta del miglior primo semestre registrato in termini di valore, ma non in termini di volume. In un contesto di inflazione globale, la Spagna ha registrato un aumento generalizzato dei prezzi medi.

L’Italia ha esportato soltanto lo 0,8% in più di vino nel primo semestre del 2022, fino ai 1043,4 milioni di litri. Tuttavia, ha fatturato il 14% in più, raggiungendo i 3766,5 milioni di euro, con un aumento del prezzo medio del 13%, ai 3,61 €/litro. In un periodo di forte inflazione globale, il volume di mercato del vino italiano è stagnante (i buoni dati di gennaio e febbraio prevengono il calo semestrale), anche se il fatturato è ancora alle stelle. L’Italia ha chiuso il semestre come primo esportatore mondiale di vino in volume, ma è ancora lontano dalla Francia in termini di valore. Tutti i vini salgono di prezzo, raggiungendo la doppia cifra. Lo spumante è l’unico che cresce in volume, ed è quello che più aumenta in fatturato.

Fonte: www.diariodegastronomia.com

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Gli investimenti esteri in Spagna aumentano dell’87,7%

Gli investimenti esteri in Spagna aumentano dell’87,7%

Nella prima metà del 2022, i flussi di investimenti esteri lordi non ETVE in Spagna sono aumentati dell’87,7% rispetto al 2021. In questo modo, gli investimenti esteri in Spagna hanno raggiunto i 15.660 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno, con una crescita del 4,6% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Secondo l’ultimo rapporto di DataInvex, gli investimenti stranieri lordi non ETVE spagnoli sono stati di oltre 4 miliardi di euro, in calo del 75,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Due paesi, USA e Regno Unito, concentrano più della metà dei flussi di investimento ricevuti dalla Spagna, pari al 57%. Questi due paesi insieme ad Australia, Francia e Hong Kong hanno rappresentato il 74,1% degli investimenti del semestre.

Per settori, il 59% del totale degli investimenti stranieri in Spagna è stato destinato al settore dei servizi, il 37,4% all’industria, il 3,5% all’edilizia e lo 0,2% al settore primario.

A livello delle Comunità Autonome, Madrid continua a posizionarsi al primo posto della classifica, concentrando quasi il 70% degli investimenti stranieri. Seguono Catalogna (10,8%), Navarra (3,7%) e Paesi Baschi (3,5%). Quattro Comunità hanno quindi attratto quasi l’88% del totale degli investimenti esteri in Spagna.

Fonte: www.monedaunica.net

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Via libera dell’Europa al programma spagnolo del Fondo Europeo Marittimo per la Pesca e l’Acquacoltura: 1120 milioni di euro

Via libera dell’Europa al programma spagnolo del Fondo Europeo Marittimo per la Pesca e l’Acquacoltura: 1120 milioni di euro

La Commissione europea ha approvato il programma spagnolo del Fondo Europeo Marittimo per la Pesca e l’Acquacoltura (FEMPA) per il periodo 2021-2027, che prevede aiuti per più di 1120 milioni di euro per la Spagna nel settore della pesca, l’acquacoltura, la trasformazione e la commercializzazione.

L’attuale FEMPA – che dispone di 6.108 milioni di euro di aiuti, di cui la Spagna riceverà 1.120,44 milioni, corrispondenti al 21,1 % del bilancio e al primo paese beneficiario – ha una struttura più flessibile rispetto al periodo precedente. Ciò ha consentito agli Stati membri di definire nei loro programmi azioni più adeguate alle loro esigenze reali.

Programma spagnolo del Fondo Marittimo

El programa operativo español se ha desarrollado en el marco de las estrategias del Pacto Verde Europeo, de la Política Pesquera Común, los objetivos de Desarrollo Sostenible de la Agenda 2030 y la política marítima de la Unión Europea, ya que la sostenibilidad será el eje fundamental para cualquier tipo actuación que se financie a través de este fondo.

Concretamente, le azioni mirano a mantenere la praticabilità dell’attività di pesca attraverso la gestione sostenibile e la conservazione degli ecosistemi marini, la promozione di un’acquacoltura sostenibile e competitiva, l’ammodernamento e la dinamizzazione della catena del valore, la promozione dell’economia blu e lo sviluppo delle comunità locali di pesca e acquacoltura, principalmente attraverso i gruppi di azione locale. A tal fine, il programma pone l’accento sul sostegno alla produzione, trasformazione e commercializzazione su piccola scala dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Altri elementi fondamentali saranno la digitalizzazione, l’innovazione e il ricambio generazionale, oltre al rafforzamento della componente ambientale del fondo e la crescita di un’economia blu.

Ripartizione tra le comunità autonome

La ripartizione della dotazione finanziaria tra le comunità autonome è stata decisa in occasione della conferenza settoriale della pesca nel luglio 2021, dove si è convenuto di destinare all’amministrazione generale dello Stato 233,4 milioni di euro e 886,6 milioni di euro alle comunità autonome, ossia il 49,1 % per la pesca, il 37,6 % per l’acquacoltura, la trasformazione e la commercializzazione, il 10 % per lo sviluppo locale di tipo partecipativo e il 3,3% per la governance internazionale degli oceani e per garantire mari e oceani sicuri, protetti, puliti e gestiti in modo sostenibile.

Come novità, è stato istituito un meccanismo di flessibilità che consentirà il trasferimento di risorse finanziarie da comunità che non allocano la totalità delle risorse a loro assegnate ad altre che invece le hanno esaurite e hanno maggiori necessità.

Fonte: www.diariodegastronomia.com

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Sono 42 le aziende spagnole presenti alla nuova edizione dell’Artigiano in Fiera

Sono 42 le aziende spagnole presenti alla nuova edizione dell’Artigiano in Fiera

Dal 3 all’11 dicembre va di scena Artigiano in Fiera,il principale evento internazionale dedicato alla promozione dell’artigianato. La fiera, ospitata presso il centro espositivo di Rho-Pero, a Milano, accoglie ogni anno oltre 1.000.000 di visitatori e circa 2.500 espositori provenienti da tutto il mondo. In questa edizione, la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) gestisce in esclusiva l’area espositiva dedicata alla Spagna, che vede la partecipazione di 42 espositori, distribuiti su una superficie di oltre 550 metri quadrati.

Si segnala, in particolare, la presenza di tre delegazioni regionali appartenenti rispettivamente a FECOEV (Ferias, Congresos y Eventos de Ibiza), l’Asociación para el Fomento y el Impulso de la Artesanía en Galicia ed Extremadura AVANTE, organismo pubblico orientato allo sviluppo industriale e imprenditoriale della regione occidentale del paese iberico.

All’interno dell’Area Spagna, ubicata nel Padiglione 7 di Fiera Milano, viene esposta una grande varietà di prodotti artigianali appartenenti a distinti settori, come oggetti e complementi d’arredo, abbigliamento e accessori in cuoio e pelle, articoli di bigiotteria e gioielleria, articoli da regalo, articoli per la casa, giochi e modellini in legno e argilla, ideali per gli acquisti natalizi. Non mancano, inoltre, i prodotti alimentari tipici della cucina spagnola. I visitatori possono infatti degustare piatti tradizionali come la paella e prodotti emblematici come il jamón iberico, oltre che un’ampia varietà di insaccati, liquori e distillati.

La presenza spagnola in questo importante evento fieristico è frutto dell’intensa attività di promozione, contatto e selezione svolta nel corso dell’anno dal Dipartimento Fiere della CCIS e della proficua collaborazione con le imprese e le istituzioni locali attive nel settore.

Appuntamento con Artigiano in Fiera:

DATA: 3-11 Dicembre 2022

LUOGO:  Fiera Milano Rho-Pero, Milano

WEB: www.artigianoinfiera.it

CONTATTO CCIS: ferias@italcamara-es.com

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Nuova accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili

Nuova accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili

A seguito della pubblicazione della Legge 7/2022, dell’8 aprile, sui Rifiuti e sui Suoli Contaminati per un’economia circolare, nasce una nuova Tassa che registrerà l’utilizzo di contenitori di plastica non riutilizzabili ed entrerà in vigore da gennaio 2023.

La legge incorpora nell’ordinamento giuridico spagnolo le direttive 2018/851/UE, che modificano la direttiva quadro 2008/98/CE sui rifiuti e la direttiva 2019/904 sulla riduzione dell’impatto di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

Lo scopo di questa nuova tassa è incoraggiare il reciclo e la circolarità dei rifiuti di plastica, nonché ridurre al minimo il consumo di plastica monouso. La tassazione ambientale è destinata a rimanere e, data l’attuale tendenza alla dipendenza dagli imballaggi in plastica, avrà un impatto notevole, soprattutto nell’industria alimentare.

Sebbene non siano ancora avvenute l’approvazione e la pubblicazione del regolamento fiscale e dell’ordinanza ministeriale che deve determinare, tra le altre questioni, i modelli da presentare, gli obblighi di registrazione contabile o le condizioni per l’applicazione delle esenzioni contenute nella legge, l’Agenzia delle Entrate ha già annunciato le principali linee guida fiscali.

Qual è il campo di applicazione della tassa che inciderá sull’uso di imballaggi in plastica non riutilizzabili e il suo fatto generatore dell’imposta?

Bisogna prendere in considerazione che si tratta di un’imposta speciale di fabbricazione riscossa sulla fabbricazione, l’importazione o l’acquisto intracomunitario di prodotti che rientrano nel campo di applicazione dell’imposta, e quest’ultimo ricade sull’uso di imballaggi non riutilizzabili contenenti plastica, siano essi vuoti o contenenti prodotti.

Il concetto stesso di imballaggio ai fini fiscali è molto ampio, includendo quelli utilizzati per contenere, proteggere, manipolare, distribuire e presentare merci a cui si aggiunge l’imballaggio stesso, il confezionamento, nonché semilavorati destinati ad ottenere l’imballaggio sopra definito (preforme, fogli termoplastici… ecc).

Per quanto riguarda la condizione di non riutilizzabile, si deve tener conto del fatto che è progettato per essere commercializzato per uso singolo, sebbene possa essere dato ad altri usi alternativi (ad esempio, bottiglie d’acqua confezionate).

A titolo esemplificativo, sarebbero soggette ad imposta le seguenti operazioni:

  • L’acquisto intracomunitario o l’importazione di bevande confezionate in bottiglie di plastica
  • L’acquisto intracomunitario o l’importazione di macchinari imballati in plastica, in relazione al peso dell’imballaggio stesso.

La fabbricazione di imballaggi esclusivamente a partire da prodotti semilavorati non sarebbe soggetta all’imposta, ad esempio la fabbricazione di sacchetti di plastica a partire da fogli non sarebbe soggetta all’imposta, mentre la fabbricazione, l’acquisto intracomunitario o l’importazione delle suddette pellicole sarebbero soggette all’imposta.

Allo stesso modo, la legge prevede alcuni casi di non assoggettamento come la fabbricazione di prodotti  difettosi che vengono distrutti, la fabbricazione per la vendita al di fuori della Spagna (Penisola, Isole Baleari, Isole Canarie, Ceuta e Melilla), la fabbricazione o l’acquisizione di coloranti, vernici, lacche e adesivi e prodotti non progettati per essere consegnati come merci. Infine, sono regolamentate le operazioni esenti che si riassumono nella non applicazione dell’imposta per gli imballaggi destinati ad uso sanitario, i rotoli di plastica per l’insilato da foraggi, l’acquisto di contenitori da vendere al di fuori della Spagna o per la distruzione e l’acquisto intracomunitario o l’importazione di prodotti soggetti all’imposta quando non superano i 5 kg al mese.

A che punto matura la nuova imposta?

Per sapere quando si intende compiuto il fatto imponibile e, con esso, la nascita dell’obbligazione tributaria, dovranno essere prese in considerazione diverse casistiche:

  1. Nella fabbricazione: si verificherà al momento della prima consegna o messa a disposizione a favore dell’acquirente, o quando nella fabbricazione vi è un pagamento anticipato parziale o totale del prezzo di una prima consegna o messa a disposizione e quando sorgono differenze negative nelle scorte prodotte.
  2. Negli acquisti intracomunitari: avverrà il 15 del mese successivo a quello in cui inizia la spedizione o il trasporto dei prodotti, a meno che non venga preventivamente emessa fattura, nel qual caso il momento di maturazione sarà quello del giorno di spedizione.
  3. Sulle importazioni: si verificherà nel momento in cui si maturino i dazi all’importazione, conformemente alla normativa doganale.

Come sarà calcolata la nuova base imponibile?

La base imponibile è calcolata sulla base della quantità di plastica non riciclata, espressa in chilogrammi, contenuta nei prodotti soggetti all’imposta. A questa base si applica l’aliquota d’imposta di 0,45 EUR per chilogrammo.

Chi deve sostenere l’imposta?

L’accisa sugli imballaggi in plastica non riutilizzabili è concepita come un’imposta monofase, vale a dire che viene sostenuta una sola volta nell’intera catena di trasmissione.

Il soggetto passivo è

  • Nei casi di fabbricazione: il produttore, che deve trasferire l’imposta al suo cliente nella prima consegna del prodotto.
  • In caso di acquisto intracomunitario o di importazione: l’acquirente, che deve sopportare e pagare l’imposta e non deve trasferirla ai suoi clienti.

Il produttore sarà obbligato a iscrivere in fattura i chili di plastica consegnati e la relativa imposta, mentre chi ha acquistato prodotti soggetti all’imposta potrà chiedere al proprio fornitore di specificare in fattura i chili di plastica non riciclata inclusi nel prodotto, nonché l’imposta pagata per tali prodotti.

Norme comuni in materia di gestione delle imposte

Il periodo di liquidazione sarà mensile o trimestrale a seconda del periodo di liquidazione dei contribuenti nell’IVA. Per quanto riguarda l’importazione, l’imposta è determinata secondo le modalità previste dalla normativa doganale.

I fabbricanti e gli acquirenti intracomunitari devono registrarsi in un censimento degli obbligati a questa tassa, assegnando un codice per ciascuno degli impianti in cui questi prodotti sono fabbricati o acquistati.

I fabbricanti devono tenere la contabilità attraverso un sistema contabile a supporto informatico, attraverso la sede elettronica dell’AEAT con la fornitura elettronica delle scritture contabili dei prodotti che rientrano nel campo di applicazione dell’imposta e, se del caso, delle materie prime necessarie per ottenerli.

Allo stesso modo, coloro che effettuano acquisti intracomunitari terranno un registro di magazzino, da presentare all’ufficio di gestione fiscale.

Fonte: Miñana Beltrán Tax & Legal (minyanabeltran.com)

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Le esportazioni spagnole aumentano del 24,7% da gennaio a settembre

Le esportazioni spagnole aumentano del 24,7% da gennaio a settembre

Le esportazioni spagnole di merci sono aumentate del 24,7% nel periodo gennaio-settembre 2022 rispetto allo stesso ciclo dell’anno precedente e hanno raggiunto i 286.673 milioni di euro, segnando un nuovo massimo storico. Le importazioni sono aumentate del 39,8%, fino a raggiungere i 340,111 milioni di euro, anch’esso massimo storico.

Prosegue una tendenza simile a quella dei mesi precedenti, con importazioni ed esportazioni che crescono a un ritmo annuale elevato in termini nominali, spiega il segretario di Stato del Commercio Xiana Méndez. Inoltre, l’andamento in volume delle esportazioni e delle importazioni è molto favorevole, in quanto continuano ad aumentare.

In termini di volume, le esportazioni sono cresciute del 4,8%, poiché i prezzi, approssimati per gli Indici di Valore Unitario, sono saliti del 18,9%. Le importazioni sono aumentate del 10,6%, con un aumento dei prezzi del 26,4%.

La crescita delle esportazioni spagnole tra gennaio e settembre (24,7%) è stata superiore rispetto a quella registrata nell’UE-27 (22,6%), nell’area dell’euro (22,9%) e anche rispetto a quanto registrato in Germania (15,0%), Francia (20,8%), Italia (21,1%) e Regno Unito (26,3%). Al di fuori dell’Europa sono anche aumentate le vendite di Stati Uniti (21,2%), Cina (13,8%) e Giappone (18,0%).

I principali contributi positivi al tasso di variazione annuo delle esportazioni da gennaio a settembre 2022 provengono dai settori dei prodotti energetici, dei prodotti chimici, dei semilavorati non chimici e dei beni strumentali. Nessun settore ha contribuito negativamente.

Le esportazioni verso l’Unione Europea (62,3% del totale) sono aumentate del 25,9% nei primi nove mesi dell’anno. Le vendite nella zona euro (54,7% del totale) sono aumentate del 25,2% e quelle verso il resto dell’Unione Europea (7,6% del totale), sono aumentate del 31,4%.

Anche le vendite verso i paesi terzi (37,7% del totale) sono aumentate del 22,7% in questo periodo, con incrementi delle esportazioni verso l’America Latina (31,4%), il Nord America (29,7%), il Medio Oriente (26,5%), l’Africa (19,5%) e l’Asia escluso il Medio Oriente (6,7%).

Le comunità autonome con la maggiore crescita delle esportazioni sono state le Canarie, le Baleari e la Comunità di Madrid.

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BUY WINE 2023 – Incontri B2B con produttori della Toscana

BUY WINE 2023 – Incontri B2B con produttori della Toscana

Dopo il successo delle dodici edizioni precedenti, torna BUY WINE, l’evento dedicato alla produzione di vino della regione Toscana, che si svolgerà a Firenze (Fortezza da Basso), nei giorni 10 e 11 (B2B meetings) e 12(Wine tour opzionale) di febbraio 2023. 

Durante questi tre giorni, i buyer e gli importatori internazionali selezionati potranno entrare in contatto con produttori toscani delle principali denominazioni regionali (DOC, DOCG, IGT).

Grazie agli accordi stipulati con gli organizzatori, la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna sta selezionando buyer spagnoli interessati a partecipare agli incontri B2B con i produttori locali nell’ambito dell’evento.

Di seguito i dettagli dell’evento: 

PROGRAMMA

9 FEBBRAIO 2022: arrivo a Firenze e trasferimento in hotel.

10 FEBBRAIO 2022: incontri B2B e cena di benvenuto.

11 FEBBRAIO 2023: incontri B2B.

12 FEBBRAIO 2023: Partenza da Firenze o Wine Tour in Toscana opzionale (in questo caso la partenza sarebbe il giorno 13).

PACCHETTO BUYER

A ciascuno dei buyer selezionati gli organizzatori garantiscono la copertura dei seguenti costi:

• Viaggio di andata/ritorno;

• Trasferimenti aeroporto di Firenze – hotel – aeroporto;

• 3 notti di pernottamento in albergo *** (4 se si partecipa al Wine Tour);

• Cena di benvenuto il 10 febbraio;

• Pranzo il 10 e 11 febbraio.

Il pacchetto buyer è valido per una sola persona per ogni società partecipante.

Gli incontri B2B si svolgeranno in italiano o inglese.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE BUYER

Come garanzia per la partecipazione all’evento è richiesta ai buyer selezionati una quota di ammissione di 230,00 €. Per eventuali accompagnatori la quota sarà di 150,00 euro (hotel e voli non inclusi).

Per maggiori informazioni sui prodotti e le aziende espositrici: https://www.buy-wine.it/index.asp

PARTECIPAZIONE

Per partecipare è necessario indicare un minimo di 15 aziende con cui richiedere gli incontri B2B nell’ambito dell’evento (qui il catalogo completo e aggiornato dei partecipanti: https://b2bbuyfood2022.likeevent.it/bw_catalogoseller.aspx).

Saranno gli organizzatori a confermare la partecipazione dei buyer registrati secondo i profili selezionati.

Se interessati a partecipare, si prega di inviare entro il 5 dicembre 2022 una e-mail a: departamento.comercial@italcamara-es.com

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