Al via l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”

Al via l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, in collaborazione con l’ICE e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) lancia l’iniziativa “Smart Export – l’Accademia digitale per l’internazionalizzazione”, un progetto che vuole offrirea alle imprese e ai professionisti italiani l’opportunità di partecipare, a titolo gratuito, ai corsi di alta formazione per l’internazionalizzazione erogati da Agenzia ICE e da cinque prestigiose Università e Business School.

Si tratta di un vero e proprio percorso formativo di accompagnamento personalizzato delle imprese nei mercati esteri, articolato in 5 lezioni
attraverso un’apposita piattaforma digitale, in cui è possibile scaricare mteriali di approfondimento visualizzare video didattici e partecipare a webinar correlati con le tematiche proposte.

I 5 temi che vengono proposti nell’ambito del percorso sono:

1. Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid

2. Strutturarsi per la continuità, la crescita e l’internazionalizzazione

3. Pratiche e tecniche di internazionalizzazione

4. Gestione dell’innovazione e processi imprenditoriali

5. Trasformazione digitale e gestione del cambiamento

a partire dal 10 marzo le iscrizioni al progetto potranno essere perfezionate al seguente indirizzo: https://www.smartexportacademy.it/

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Le esportazioni spagnole nel 2020 hanno raggiunto i 261.175 mln. €

Le esportazioni spagnole nel 2020 hanno raggiunto i 261.175 mln. €

Da gennaio a dicembre 2020, le esportazioni di merci spagnole hanno raggiunto i 261.175,5 milioni di euro, mentre le importazioni hanno raggiunto i 274.597,5 milioni di euro.

Le esportazioni di merci dalla Spagna nel 2020 sono riuscite a recuperare progressivamente e raggiungere livelli simili a quelli di un anno fa con il 90% del valore esportato nel 2019, anche se va notato che a dicembre 2020 le esportazioni spagnole hanno superato il valore dello stesso mese dell’anno precedente.

Nonostante l’attuale contesto economico, il numero di esportatori regolari ha continuato ad aumentare (4,1%) fino a superare i 55.000, un nuovo record storico. Rappresenta un aumento di oltre il 42,2% negli esportatori dal 2010.

La ripresa delle esportazioni spagnole è più dinamica di quella delle importazioni ed ha permesso alla bilancia commerciale di registrare un deficit di 13.422,1 milioni di euro, il 58% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Il tasso di copertura nel 2020 si è attestato al 95,1%, 5 punti in più rispetto a quello registrato a gennaio-dicembre 2019.

Come accennato in precedenza, le esportazioni di merci spagnole sono aumentate dello 0,9% a dicembre 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il primo aumento da marzo dopo l’impatto di COVID-19.

I settori che hanno contribuito positivamente al tasso di variazione annuo delle esportazioni sono stati: alimenti, bevande e tabacco; beni strumentali; settore automobilistico. Questi settori sono stati anche quelli che hanno contribuito maggiormente al peso totale delle esportazioni spagnole nel 2020: beni capitali (rappresentavano il 19,8% delle esportazioni totali), alimenti, bevande e tabacco (19,6% del totale), prodotti chimici (15,5% del totale) e il settore automobilistico (14,8% del totale).

Per destinazione, le esportazioni verso l’Unione Europea-27 hanno rappresentato il 60,5% del totale nel periodo gennaio-dicembre 2020, mentre le esportazioni verso destinazioni extra UE sono state il 39,5% del totale, in linea con il periodo precedente al 2019.

Fonte: monedaunica.net

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Rimborso fino al 75% delle tasse ufficiali di marchi e disegni commerciali

Rimborso fino al 75% delle tasse ufficiali di marchi e disegni commerciali

Finanziato dalla Commissione Europea e dall’EUIPO (European Union Intellectual Property Office), il fondo “Ideas Powered for Business” mira a rimborsare le PMI europee che desiderano tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale a livello nazionale o europeo.

D’ora in poi ed entro i termini di seguito indicati, le PMI potranno presentare la domanda per avere accesso al rimborso del 50% delle tasse di registrazione per marchi e disegni e modelli nazionali ed europei, fino ad un massimo di 1.500.

Le finestre temporali 2021 in cui sarà possibile inviare la richiesta di rimborso sono le seguenti:
– 1-31 marzo / 1-31 maggio / 1-31 luglio / 1-31 settembre.

Il progetto prevede anche il rimborso del 75% dei costi di pre-diagnosi IP (IP Scan). In questo senso, va notato che l’Ufficio spagnolo dei brevetti e dei marchi (OEPM) entra nella lista degli uffici nazionali che hanno aderito a questo progetto.

Per maggiori informazioni sul fondo: Https://euipo.europa.eu/ohimportal/es/online-services/sme-fund#service1

Fonte: letslaw.es

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L’export spagnolo raggiunge i 238.414 milioni di euro nei primi 11 mesi del 2020

L’export spagnolo raggiunge i 238.414 milioni di euro nei primi 11 mesi del 2020

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Aduanas, le esportazioni di merci spagnole hanno raggiunto i 238.414 milioni di euro tra gennaio e novembre 2020, il 10,9% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni hanno raggiunto i 250.763 milioni di euro, con una diminuzione del 15,7%. Di conseguenza, il deficit commerciale dei primi undici mesi dell’anno ha raggiunto i 12.349 milioni di euro, il 58,7% in meno rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2019.

Il tasso di copertura (rapporto tra esportazioni e importazioni) si è attestato al 95,1% (90,0% a gennaio-novembre 2019). In termini di volume, le esportazioni sono diminuite del 10,4%, poiché i prezzi, approssimati dagli indici del valore unitario, sono diminuiti dello 0,5%. Le importazioni sono diminuite del 13,2%, mentre i prezzi sono diminuiti del 2,8%.

Il saldo non energetico ha mostrato un avanzo di € 1.179,1 M (deficit di € 8.602,7 M accumulato fino a novembre 2019) e il deficit energetico è sceso del 36,4%, a € 13.528 M (deficit di 21.283, 2 milioni nel 2019 con dati provvisori ).

I settori che hanno contribuito maggiormente alle esportazioni da gennaio a novembre sono stati i prodotti alimentari, le bevande, il tabacco e altre merci. Al contrario, il maggior contributo negativo è associato ai settori dei prodotti energetici, dei beni capitali, l’automobilistico e la manifattura di consumo.

Le esportazioni verso l’Unione Europea (60,7% del totale) sono diminuite dell’8,3% nei primi undici mesi dell’anno. Le vendite nell’area euro (53,3% del totale) sono diminuite del 7,7% e quelle destinate al resto dell’Unione europea (7,4% del totale) sono diminuite del 12,9%.

Le vendite a terze destinazioni (39,3% del totale) sono diminuite del 14,5% in questo periodo, con una flessione delle esportazioni verso l’America Latina (-26,1%), l’Africa (-17,2%), il Nord America (-12,1%), il Medio Oriente (-11,9%), l’Asia escluso il Medio Oriente (-7,2%) e l’Oceania (-5,4%).

Fonte: monedaunica.net

 

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Spagna, terzo mercato mondiale nella crescita dell’e-commerce nel 2020

Spagna, terzo mercato mondiale nella crescita dell’e-commerce nel 2020

La crescita delle vendite di e-commerce in Spagna durante il 2020 ammonta al 36%. Il Paese iberico è quindi il terzo mercato al mondo in termini di crescita, secondo il rapporto pubblicato da eMarketer.

I dati del Black Friday e del Cyber ​​Monday hanno confermato che non si tratta di una crescita legata solo ai mesi peggiori della pandemia, quando gran parte della popolazione era confinata a casa. Secondo i dati BBVA, le vendite online sono cresciute del 20% durante la recente campagna del Black Friday e del Cyber ​​Monday rispetto allo scorso anno, come dimostrano gli acquisti effettuati con le carte di credito o debito.

Se si esaminano le sole cifre di Amazon, durante la campagna del Black Friday, le PMI spagnole hanno venduto 135 prodotti al minuto dall’inizio della campagna di Natale con il Prime Day, che è stato celebrato il 13 e 14 ottobre, fino al Cyber ​​Monday del 30 novembre .

Tuttavia, sebbene la pandemia abbia motivato i consumatori ad acquistare online, li ha anche resi più cauti quando si tratta di spesa: l’Osservatorio Cetelem stima che la spesa media è scesa da 261 euro nel 2019 a 251 nel 2020 .

Amazon è lo specchio principale della situazione del settore e dei cambiamenti nelle abitudini di consumo nel 2020: le sue azioni hanno registrato un aumento in valore di oltre il 70%, così come quelle di altri marketplace come Sea o Shopify.

Fonte: www.monedaunica.net

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Conseguenze della Brexit sui marchi richiesti o registrati nell’Unione Europea

Conseguenze della Brexit sui marchi richiesti o registrati nell’Unione Europea

Come è noto, una domanda o registrazione di marchio dell’UE fino ad ora includeva il Regno Unito. La Brexit ha cambiato questa situazione il 31 dicembre, data in cui il Regno Unito ha lasciato formalmente l’Unione europea. Dopo il 31 dicembre 2020, la registrazione di un marchio o di un design dell’UE non coprirà più tale paese.

Ecco cosa succederà:

• Marchi registrati nell’UE

Se il marchio è stato registrato nell’UE prima del 31 dicembre 2020, il Regno Unito fornirà al titolare una registrazione separata “gratuita” del marchio o del disegno del modello nel Regno Unito che riflette accuratamente la registrazione del marchio nel Regno Unito. UE (marchio commerciale “”mirrored“). Dovrà essere nominato un solo rappresentante inglese per ogni marchio interessato.

• Marchi UE in attesa

Se la domanda di marchio dell’UE non è registrata al 31 dicembre 2020, si avranno a disposizione 9 mesi (fino al 30 settembre 2021) per presentare domanda nel Regno Unito separatamente (con la stessa data di deposito nell’UE) e si dovrà pagare nuovamente le tasse previste nel paese e passare attraverso la loro procedura di esame.

• Rinnovi

Tutti quei marchi registrati dell’Unione Europea la cui scadenza del rinnovo è successiva al 31 dicembre 2020, dovranno essere rinnovati dall’UKIPO se si vogliono mantenere nel Regno Unito. Naturalmente, sarà anche necessario effettuare il corrispondente rinnovo del marchio dell’Unione europea.

Fonte: Letslaw

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Riprendono a crescere gli IDE in Spagna

Riprendono a crescere gli IDE in Spagna

Secondo i dati pubblicati dal Registro de Inversiones Exteriores del Ministerio de Industria, Comercio y Turismo, gli IDE lordi ricevuti dalla Spagna nel secondo trimestre del 2020 hanno raggiunto i 5.009 milioni di euro, con un incremento dell’83% rispetto alle cifre del trimestre precedente. Gli investimenti stranieri sono aumentati in tutte le modalità. Gli IDE netti (investimenti lordi – disinvestimenti) hanno raggiunto i 3.589 miolioni di euro e sono più del doppio rispetto a quelli ricevuti nel primo trimestre dell’anno. Inoltre, gli investimenti esteri produttivi hanno raggiunto i 4.642 milioni di euro, con un incremengto del 75% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Le cifre sembrano indicare che gli investitori stranieri hanno ripreso le loro operazioni in Spagna dopo l’impatto negativo della pandemia del Covid-19. I dati sugli investimenti diretti ricevuti in Spagna nel secondo trimestre del 2020 mostrano un incremento del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2019; dell’8,2% se si considerano solo gli investimenti produttivi. La crescita è ancora più accentuata se si considerano gli investimenti netti, che sono aumentati del 60% in termini annuali.

Tuttavia, se si considerano i dati del primo semestre dell’anno, si evidenzia una caduta degli investimenti totali rispetto allo stesso periodo del 2019, sia in termini lordi (-37,2%), che netti (-43,4%). Anche gli investimenti non produttivi sono diminuiti (-37,6%).

Ciononostante, la crisi globale del Covid-19 non ha generato un volume significativo di disinvestimenti da parte di imprese straniere in Spagna. Al contrario, nel primo semestre del 2020 i disinvestimenti si sono ridotti del 22% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2019, a dimostrazione che gli investitori stranieri continuano ad avere fiducia nel futuro del mercato spagnolo.

Le cifre esposte sono in línea con le previsioni, a livello globale, della United Nations Conference on Trade and Development. Secondo i dati pubbblicati da questa fonte, gli investimenti stranieri sono diminuiti del 49% nel mondo durante il primo semestre del 2020. Tale diminuzione si è fatta notare in maniera più drastica nelle economie sviluppate, che nel corso dei primi sei mesi dell’anno hanno ricevuto un totoale di IDE di 98.000 milioni di dollari, solo il 25% di quelli ricevuti nel primo semestre del 2019.

Fonte: www.modenaunica.net

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Europa e USA sono i principali mercati di interesse per le imprese industriali spagnole

Europa e USA sono i principali mercati di interesse per le imprese industriali spagnole

Il Ranking de Mercados 2021 elaborato dall’associazione delle imprese industriali spagnole internazionalizzate (AMEC), vede gli USA ed i paei europei come i principali mercati di interesse per le imprese nel 2021. AMEC realizza da quattro anni un report per individuare i mercati con le migliori opportunità per le imprese internazionalizzate, così come una classifica a misura sulla base dei distir¡nti settori e ambiti di attività. Per far ciò, vengono analizzati una serie di indicatori che fanno riferimento a 6 macroaree: Facilità di Business, Governance, Proiezione Economica, Ambiente Commerciale, Integrazionee del Mercato e Opportunità Commerciali.

Gli Stati Uniti sono in testa alla classifica di prospettiva. Il mercato mantiene il suo appeal,  nonostante le relezioni commerciali con l’UE sono state complicate negli ultimi anni. La ragione si trova nelle sue dimensioni, la stabilità, la forza e dinamicità imprenditoriale che lo caratterizzano. Tutto ciò contribuisce al fatto che la seconda ondata di pandemia abbia un minore impatto sull’economia del paese rispetto ad altri mercati.

I paesi europei mantengono le primissime posizioni della classifica per la loro prossimità, la trasparenza e gli stretti legami commerciali con la Spagna. Tra questi si trova anche il Regno Unito, nonostante le incertezze dovute al Brexit.

I mercati dell’Asia e dell’Oceania occupano la metà superiore della classifica, spinti dal buon comportamento degli indicatori relativi alla proiezione economica, l’integrazione del mercato e le opportunità commerciali. Nonostante la ancora  relativamente scarsa presenza di imprese spagnole, la loro importanza si sta consolidando neglli ultimi mesi per la diversificazione delle catene di valore globale.

Per maggiori informazioni: www.amec.es

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Stefano Sannino, nuovo Segretario Generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna

Stefano Sannino, nuovo Segretario Generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna

Stefano Sannino, che fino allo scorso mese di marzo è stato a capo della missione diplomatica italiana in Spagna, è il nuovo Segretario Generale aggiunto del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) per gli Affari Economici e Globali, nominato dal vicepresidente della Commissione Europea e Alto Rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell.

La segreteria esecutiva per gli Affari Economici e Globali ha funzioni di coordinamento con la Commissione Europea, il Consiglio dell’UE ed il Parlamento Europeo per la gestione delle questioni di politica estera.

Sannino, prima di ricoprire l’incarico di Ambasciatore a Madrid, ha trascorso diversi anni a Bruxelles: ha cominciato infatti la sua carriera nella Commissione Europea nel 2002, come consigliere per le relazioni esterne e il commercio nel gabinetto dell’allora presidente della Commissione, Romano Prodi. Successivamente,  ha svolto numerose funzioni nei servizi della Commissione Europea. Dal 2009 al 2010 è stato vicedirettore del dipartimento Asia e America Latina e da lì è passato alla Direzione generale per l’allargamento della Commissione europea, dove è stato vicedirettore generale dal 2010 al 2011 e direttore generale dall’aprile 2011 al luglio 2013. Ha quindi lasciato questo incarico per assumere quello di Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea, dal 2013 al 2016, prima del suo arrivo a Madrid.

Stefano Sannino durante la cerimonia di consegna del XXIII Premio Tiepolo
(Ambasciata d’Italia a Madrid – 25 Novembre 2019)

Non vedo l’ora di continuare a lavorare con Stefano Sannino, come nuovo Segretario generale del SEAE. Porta con sé una lunga e ricca esperienza diplomatica europea dal suo servizio di alto livello sia alle istituzioni dell’Unione europea che al governo italiano”, ha affermato Borrell lo scorso 4 dicembre, subito dopo la nomina dell’ex Ambasciatore d’Italia in Spagna. “Non riesco a pensare a un candidato migliore per guidare il SEAE nella sua seconda decade”.

Sannino occuperà ufficialmente il suo nuovo incarico a partire dal 1º gennaio 2021

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L’export spagnolo nei primi nove mesi del 2020

L’export spagnolo nei primi nove mesi del 2020

L’export spagnolo mostra segni di recupero nel mese di settembre, raggiungendo i 23.250 milioni di euro (+31,6% rispetto ad agosto) e si situa a livelli simili a quelli di settembre 2019. Il settore che mostra una tendenza positiva è quello dell’Alimentazione, Bevande e Tabacchi. Al contrario, i principali contributi negativi provengono dai beni strumentali, prodotti energetici e settore automobilistico.

Sono queste alcune delle conclusioniche si ricavano dall’ Informe de comercio exterior. Enero-septiembre de 2020 realizzato dal Ministerio de Industria, Comercio y Turismo in base ai dati di commercio dichiarati dalle Dogane.

Nei primi 9 mesi dell’anno, le esportazioni spagnole hanno raggiunto i 188.401 Milioni di €, con una diminuzione del 12,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni sono invece diminuite del 17,2%, raggiungendo i 199.507 milioni di €.

L’export spagnolo è decresciuto in termini annuali in linea con le principali economie europee, ad una cifra di poco inferiore alla media della zona euro (-11,25) e della UE-27 (-10,5%). Sono diminuite anche le esportazioni della Francia (-19,1%); Regno Unito (-16,2%), Italia (-11,6%) e Germania (-11,7%). Nei paesi terzi sono diminuite le vendite degli Stati Uniti, (-15,4%), del Giappone (-14,6%) e, in misura minore, della Cina (-0,8%).

Nello stesso periodo, il settore in cui l’export è aumentato è quello dell’Alimentazione, bevande e Tabacchi, mentre i principali contributi negativi provengono dai beni strumentali, dai prodotti energetici e dal settore automobilistico.

L’export diretto all’UE, il 60,5% del totale, si è ridotto del 10,3% nei primi nove mesi dell’anno, mentre le vendite ai paesi terzi (39,5% del totale) si sono ridotte del 16% nello stesso periodo, con una diminuzione dell’export in America Latina (-27,0%), in Africa (-19,0%), nel Medio Oriente (-13,5%), nel Nord America (-12,7%), nel resto dell’Asia (-6,7%) e nell’Oceania (-6,6%).

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