La Camera di Commercio di Bergamo lancia la seconda edizione del MADE Film Festival

La Camera di Commercio di Bergamo lancia la seconda edizione del MADE Film Festival

Il MADE Film Festival, la cui 2ª edizione si terrà a Bergamo dal 15 al 17 novembre 2024, è un progetto di promozione del patrimonio d’impresa, finalizzato a valorizzarne la memoria storica e la dimensione operativa attraverso l’utilizzo di una pluralità di linguaggi e di forme innovative. Si focalizza sul mondo manifatturiero inteso come espressione e sintesi della cultura del lavoro e si pone l’obiettivo di rappresentare, narrare e divulgare il patrimonio culturale d’impresa in una prospettiva che dal territorio si estende al dialogo internazionale.

Lanciato nel 2023 come idea originale della Camera di commercio di Bergamo sull’onda di Bergamo Brescia Capitale italiana della cultura 2023, il festival ha da subito mostrato la sua vocazione per diventare un progetto permanente.

Attraverso il filtro della creazione artistica, MADE Film Festival si propone di indagare i vari momenti del processo manifatturiero: l’efficienza dei processi, la riduzione dell’impatto ambientale, il riciclo e il riutilizzo delle risorse primarie, i modelli di innovazione, lo studio, la ricerca e la formazione, il miglioramento delle condizioni lavorative, l’occupazione giovanile.

Si tratta pertanto di un concorso di storytelling e cultura aziendale a cui possono aderire imprese, case di produzione cinematografica, agenzie di comunicazione e associazioni.

La partecipazione è gratuita, possono essere candidati film terminati dopo il 1° gennaio 2018, della durata massima 15 minuti.  https://www.madefilmfestival.it/corporate-movies-application/ SCADENZA ENTRO IL 31/08/2024

Per maggiori informazioni sull’iniziativa è possibile consultare la pagina ufficiale: https://www.madefilmfestival.it/

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Il settore agroalimentare spagnolo ha contribuito per quasi il 9% al PIL nazionale nel 2023

Il settore agroalimentare spagnolo ha contribuito per quasi il 9% al PIL nazionale nel 2023

Cajamar ha presentato lo scorso 2 luglio l’ultima edizione dell’ “Osservatorio sul settore agroalimentare spagnolo nel contesto europeo“. Lo studio, che viene pubblicato annualmente dall’entità finanziaria, offre un’analisi dell’evoluzione dei principali indicatori della catena del valore del settore agroalimentare spagnolo nel suo complesso nel 2023.

In particolare, il settore, considerando l’intera catena del valore, ha visto crescere il proprio valore aggiunto lordo (VAL) del 2,3% in termini reali, leggermente al di sotto del totale dell’economia (2,5%), ma al di sopra di quello dell’UE-27 (1,9%). Alla base di questa crescita c’è il maggiore dinamismo del settore della distribuzione (il cui VAL è aumentato del 4,3%) e dell’industria di trasformazione (3,4%), che contrasta con il calo dell’1,9% del settore primario. Pertanto, il settore agroalimentare contribuisce all’8,94% del PIL spagnolo (leggermente superiore all’8,9% nel 2022), con un valore di 119.140 milioni di euro. Per quanto riguarda l’occupazione, è aumentata dello 0,3% nel 2023, raggiungendo i 2.394.353 dipendenti, l’11,3% dell’economia totale (4 decimi in meno rispetto al 2022).

Come di solito accade, una caratteristica del settore agroalimentare è la sua importanza come pilastro del settore delle esportazioni, con il valore esportato che torna a un massimo storico di 72.258 milioni di euro, il 3,5% in più rispetto al 2022. Tuttavia, questa crescita si spiega con l’aumento del prezzo dei prodotti agroalimentari (in termini di volume, le esportazioni sono diminuite), in un contesto che continua a essere influenzato dall’aumento dei costi di produzione e dall’inflazione. Il settore agroalimentare contribuisce al 18,5% delle esportazioni totali di beni della Spagna (un punto in più rispetto al 2022), il più alto tra le principali economie esportatrici europee. La Spagna rimane il quarto esportatore del settore agroalimentare nell’UE-27, con una quota del 9,9% delle esportazioni totali verso l’UE. Un altro aspetto da sottolineare è l’elevata competitività del settore agroalimentare spagnolo nel contesto europeo, che si spiega soprattutto con la sua maggiore produttività. Il valore aggiunto per dipendente del settore è del 22,4% superiore a quello dell’UE-27. Questa elevata produttività si traduce in una maggiore competitività, in quanto il costo del lavoro per unità di prodotto è inferiore del 15% rispetto a quello dei concorrenti europei.

Il processo inflazionistico in atto nel settore, sebbene sia stato contenuto per tutto il 2023 in Spagna e nell’UE-27, continua a produrre alti tassi di crescita dei prezzi di alimenti e bevande. Ciò è dovuto al fatto che i costi di produzione non sono stati sufficientemente ridotti, nonostante il calo della spesa energetica a seguito della guerra tra Ucraina e Russia, alle tensioni sui mercati internazionali dovute alla carenza di alcuni prodotti, nonché alla siccità che è alla base di queste tensioni e allo scarso raccolto di prodotti rilevanti per l’economia spagnola e dell’UE. Così, alla fine del 2023, i prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno raggiunto un tasso di inflazione del 7,3% in Spagna e del 5,9% nell’UE-27, ancora alto, ma lontano dal 15,7% e dal 17,8% registrati in entrambe le economie nel 2022.


Il rapporto completo (in lingua spagnola) è disponibile cliccando il seguente link (per scaricarlo è necessaria la registrazione alla pagina): Observatorio sobre el sector agroalimentario español en el contexto europeo. Informe 2023 (plataformatierra.es)

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Terzo evento locale del progetto Europe, Plural, Feminine

Terzo evento locale del progetto Europe, Plural, Feminine

Il 28 giugno, presso la sede della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), si è svolto il terzo evento locale del progetto EPF – Europe, Plural, Feminine, intitolato “Conciliazione vita personale e lavorativa”.

L’evento, organizzato dalla CCIS e dall’associazione Solidaridad Sin Fronteras, è stato l’occasione per discutere di temi rilevanti come la gestione e la cura e della famiglia e come bilanciare la vita personale e familiare in un contesto caratterizzato dalle esigenze lavorative.

In particolare, Pilar Sanz Salvo, direttrice della Fundación Woman Forward, ha parlato di come le aziende possono promuovere l’equità sul posto di lavoro.

L’evento si è concluso con un laboratorio creativo a cui hanno preso parte tutti i partecipanti.

EPF è un progetto che mira a sensibilizzare la società sui problemi legati all’uguaglianza di genere nella vita quotidiana, a partire dal luogo di lavoro, attraverso momenti di incontro in cui si condividono opinioni, soluzioni e buone pratiche. Il progetto si sviluppa in 4 Paesi: Spagna, Italia, Francia e Germania.


Per maggiori informazioni sul progetto EPF: https://www.italcamara-es.com/es/europe-plural-femenine-epf/

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

La CCIS alla XXIII Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero

La CCIS alla XXIII Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero

Dal 22 al 25 giugno scorso la città di Brescia si è tenuta la 33ª edizione della Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero, organizzata dalla Camera di Commercio di Brescia in collaborazione con ProBrixia e Assocamerestero e con il supporto di Unioncamere.

Sono stati oltre 200 i delegati che hanno preso parte all’evento, giunti da 63 Paesi dei cinque continenti, tra cui il presidente della CCIS, Marco Pizzi, ed il Segretario Generale, Michela Dell’Acqua.

Tra i numerosi appuntamenti che si sono svolti nel corso delle quattro giornate, va sottolineata l’Assemblea dei Delegati delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) del 23 Giugno, a cui hanno preso parte il Presidente di Assocamerestero Mario Pozza, i deputati Nicola Carè e Andrea Di Giuseppe, del presidente di Unioncamere Andrea Prete e del viceministro alle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. Nel corso dell’icontro si è parlato del ruolo delle CCIE e dell’organizzazione del network camerale alla luce dei nuovi scenari economici e istituzionali.

Inoltre, tra il 24 ed il 25 giugno, presso il Brixia Forum, polo fieristico della città di Brescia, si sono svolte le due giornate di incontri tra i rappresentanti di diverse imprese del territorio ed i Delegati delle CCIE con sede nei mercati di interesse. In particolare, sono stati all’incirca un migliaio gli incontri realizzati tra le Camere e le aziende nel corso della Convention. Per la CCIS, oltre al Segretario Generale Dell’Acqua, ha preso parte agli incontri la responsabile dei Servizi Commerciali, Elena Bianco. Le due giornate sono state l’occasione per fornire alle aziende del territorio indicazioni utili sulle migliori strategie di ingresso nel mercato di riferimento e per presentare l’ampia gamma di servizi a supporto del processo di internazionalizzazione degli operatori italiani.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Presentata la prima edizione del Barometro degli investimenti italiani in Spagna

Presentata la prima edizione del Barometro degli investimenti italiani in Spagna

Il 20 giugno, presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, si è svolta la presentazione della prima edizione del Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna, uno studio realizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Spagna (CCIS) in collaborazione con Analistas Financieros Internacionales (Afi) e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid.

All’evento, presentato dalla giornalista Laila Jiménez, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, la Segretaria di Stato per il Commercio, Amparo López Senovilla, il Presidente della CCIS, Marco Pizzi, il Vicario del Vice Direttore Generale per la Promozione Integrata e l’Innovazione del MAECI, Andrea Canepari, e numerosi esponenti della comunità imprenditoriale italo-spagnola nel Paese.

La Segretaria di Stato di Commercio, Amparo López Senovilla

Nel corso del suo intervento, il Presidente della CCIS, Marco Pizzi, ha evidenziato il fatto che “le aziende italiane che decidono di investire in Spagna, nel Paese iberico, non lo fanno mai con un obiettivo speculativo o per approfittare di una situazione di mercato particolare, ma, al contrario, diventano vere e proprie realtà locali, spesso con manager spagnoli e, comunque, sempre con una visione di lungo periodo“.  Inoltre, ha voluto sottolineare uno dei dati più significativi del Barometro: “tra tutte le cifre che si possono trovare nel rapporto, quella che dovrebbe entusiasmarci di più è la certificazione che, dagli investimenti, vengono prodotte più di 103.000 buste paga al mese in Spagna e questo, a mio avviso, è uno dei maggiori successi della nostra collaborazione“.

Il presidente della CCIS, Marco Pizzi

I dati principali del Barometro sono stati presentati da Diego Vizcaino, partner-direttore di Economia Applicata di Afi, che ha evidenziato i dati principali delle diverse aree coperte dallo studio (contesto macroeconomico, stock e flussi di investimenti italiani in Spagna, settori di investimento, effetti degli investimenti sull’occupazione), per poi procedere alla presentazione dei risultati dell’indagine condotta presso un campione significativo di aziende italiane presenti nel Paese, che sono stati utilizzati per analizzare il clima imprenditoriale in Spagna e le prospettive e i fattori chiave dell’attività economica per il 2024.

È seguita una tavola rotonda dal titolo “Obiettivo Spagna. Opportunità e sfide per le aziende italiane“, con la partecipazione di dirigenti di importanti aziende italiane che hanno effettuato investimenti significativi in Spagna negli ultimi anni. In particolare, erano presenti Simone Gorini, CEO e General Manager di Iryo, Mariangiola Mollicone, Managing Director di ENI Plenitude Renewables Spain, Álvaro Acebrón, Direttore Generale di Italfarmaco España e Vice Presidente del Gruppo Italfarmaco e Javier Aguirre de Carcer, Chief Communication Officer di Generali Seguros España. La tavola rotonda è stata l’occasione per discutere di temi attuali come la sostenibilità e l’occupazione, nonché dell’importanza strategica del mercato spagnolo per le grandi aziende rappresentate.

BAROMETRO DEGLI INVESTIMENTI ITALIANI IN SPAGNA. DATI PRINCIPALI

In questa prima edizione del Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna, oltre a un’analisi dettagliata dei dati sugli IDE, sono stati presentati i risultati delle indagini condotte attraverso un questionario online tra il 1° febbraio e il 15 aprile 2024, a cui hanno partecipato un totale di 53 aziende, con una rappresentanza eterogenea in termini di dimensioni dell’organico, fatturato e settore di attività.

Tra i dati più significativi, vale la pena sottolineare che il 90% delle aziende italiane considera la presenza nel Paese iberico strategica per il proprio modello di business. Parte di questa importanza è dovuta al fatto che il mercato spagnolo rappresenta per le aziende italiane una piattaforma per le loro attività in Sud America (27,6% degli intervistati) o in Portogallo (25,9%). 

Interrogate su aspetti particolari dell’attività imprenditoriale, il 75,5% delle imprese italiane stabilite in Spagna valuta positivamente il clima imprenditoriale del Paese. Su una scala da 1 a 5, il loro giudizio complessivo è di 3,1, con la qualità della vita (3,7), lo sviluppo e il coinvolgimento di pratiche sostenibili (3,6) e il grado di digitalizzazione (3,3) come valutazioni più elevate. Nessuna azienda intervistata è in disaccordo con l’affermazione che la Spagna ha una buona qualità della vita.

Sul fronte negativo, le imprese italiane in Spagna ritengono che la principale debolezza del Paese come destinazione di investimento sia la pressione fiscale (2,1 su una scala da 1 a 5). La mancanza di sostegno pubblico alle politiche di R&S&I (2,4) e l’inadeguatezza della normativa sul lavoro (2,7) sono le altre due principali debolezze dell’economia spagnola, secondo l’indagine. 

Previsioni aziendali. Per quanto riguarda le loro prospettive, due aziende su tre intervistate (66%) prevedono un aumento del loro fatturato in Spagna nel 2024. Inoltre, il 49,1% prevede un aumento degli investimenti e il 43,4% un aumento dell’occupazione. Alla domanda su un’ipotetica necessità di ridurre gli investimenti in Spagna, solo il 4,5% delle aziende intervistate prenderebbe in considerazione la possibilità di abbandonare completamente questo mercato. In una situazione del genere, il 40,9% delle aziende italiane ricorrerebbe al ridimensionamento.

Tra le aziende italiane che prevedono di effettuare nuovi investimenti in Spagna nel 2024, il 26,4% svilupperà attività di innovazione, il 22,6% investirà per aumentare la produttività e la stessa percentuale destinerà fondi per espandere geograficamente la propria attività in Spagna. Tra le aziende italiane che intendono effettuare nuovi investimenti in Spagna quest’anno, il 26% prevede di allocare maggiori risorse nella regione di Madrid, rispetto al 12,3% in Catalogna e al 9,6% in Andalusia. Da quando i dati sono stati registrati sistematicamente nel 1993, gli investimenti diretti esteri (IDE) italiani si sono concentrati su Madrid, con il 47% del totale, seguita dalla Catalogna (30%) e dalla Comunità Valenciana (8%).

Contesto macroeconomico. In termini di flussi cumulati nel periodo 2000-2023, l’Italia è la sesta economia in termini di investimenti diretti in Spagna. In questi anni si sono verificati importanti investimenti italiani in Spagna – il più rilevante è l’acquisto di Endesa da parte di Enel, un’operazione del valore di 18.640 milioni di euro – ma al di là di situazioni specifiche, due settori si distinguono per il mantenimento di un flusso stabile di investimenti: il commercio all’ingrosso e il settore immobiliare, come sottolinea il rapporto. Gli IDE italiani in Spagna hanno generato un totale di 102.810 posti di lavoro nel 2021, di cui 62.180 diretti e 40.630 indiretti, e dal 1993 la Spagna ha accumulato 35,75 miliardi di euro di IDE dall’Italia.

Per la Spagna, secondo i dati ICEX, l’Italia è il terzo mercato di esportazione a livello globale, dopo Francia e Germania. Il volume della bilancia commerciale tra i due Paesi è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Nel 2023, secondo i dati di fonte spagnola, la Spagna esporterà 34.096 milioni di euro verso l’Italia e importerà 32.118 milioni di euro dall’Italia, cifre che in entrambi i casi sono quasi doppie rispetto al 2014.

Il Barometro evidenzia anche le condizioni macroeconomiche in cui operano le due economie, che sono riuscite a chiudere il 2023 con aumenti dei rispettivi PIL superiori alla media UE (0,5%). La Spagna, in particolare, ha guidato la crescita delle grandi economie dell’eurozona, con una crescita annua del 2,5%, mentre l’Italia ha registrato una crescita dello 0,7%. E secondo le previsioni dell’Afi, entrambi i Paesi chiuderanno il 2024 con una crescita superiore alla media Ue: 0,5% contro lo 0,6% dell’Italia e il 2,3% della Spagna. Il tutto in un contesto di lotta all’inflazione e di tensioni geopolitiche. Nonostante queste difficoltà, più della metà delle imprese italiane stabilite in Spagna (56,6%) non ha percepito cambiamenti significativi nel clima degli affari negli ultimi dodici mesi.


Ulteriori informazioni: Dall’8 Luglio sarà possibile scaricare gratuitamente la prima edizione del Barometro sul clima degli investimenti in Italia e sulle prospettive in Spagna, accedendo al sito web della CCIS: www.italcamara-es.com.

La CCIS ringrazia le aziende che hanno sponsorizzato lo studio e l’evento di presentazione:

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Quasi il 50% delle imprese italiane stabilite in Spagna prevede di aumentare i propri investimenti nel 2024.

Quasi il 50% delle imprese italiane stabilite in Spagna prevede di aumentare i propri investimenti nel 2024.

Il rapporto di lunga data tra le imprese italiane e il mercato spagnolo gode di buona salute. È questa la principale conclusione del primo Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna. Lo studio, elaborato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) in collaborazione con Analistas Financieros Internacionales (Afi) e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, indica che il 90% delle imprese italiane considera la presenza nel Paese iberico strategica per il proprio modello di business. Parte di questa importanza è dovuta al fatto che il mercato spagnolo rappresenta per le aziende italiane una piattaforma per le loro attività in Sud America (27,6% degli intervistati) o in Portogallo (25,9%). 

Interrogate su aspetti particolari dell’attività imprenditoriale, il 75,5% delle imprese italiane stabilite in Spagna valuta positivamente il clima imprenditoriale del Paese. Su una scala da 1 a 5, il loro giudizio complessivo è di 3,1, essendo la qualità della vita (3,7), lo sviluppo e il coinvolgimento di pratiche sostenibili (3,6) e il grado di digitalizzazione (3,3) i parametri più apprezzati. Nessuna azienda intervistata è in disaccordo con l’affermazione che la Spagna ha una buona qualità della vita.

Sul fronte negativo, le imprese italiane in Spagna ritengono che la principale debolezza del Paese come destinazione degli investimenti sia la pressione fiscale (2,1 su una scala da 1 a 5). Lo scarso sostegno pubblico alle politiche di R&S&I (2,4) e l’inadeguatezza della normativa sul lavoro (2,7) sono le altre due principali debolezze dell’economia spagnola, secondo l’indagine. 

Previsioni aziendali. Per quanto riguarda le loro prospettive, due aziende su tre intervistate (66%) prevedono un aumento del loro fatturato in Spagna nel 2024. Inoltre, il 49,1% prevede un aumento degli investimenti e il 43,4% un aumento dell’occupazione. Alla domanda su un’ipotetica necessità di ridurre gli investimenti in Spagna, solo il 4,5% delle aziende intervistate prenderebbe in considerazione la possibilità di abbandonare completamente questo mercato. In una situazione del genere, il 40,9% delle aziende italiane ricorrerebbe al ridimensionamento.

Tra le aziende italiane che prevedono di effettuare nuovi investimenti in Spagna nel 2024, il 26,4% svilupperà attività di innovazione, il 22,6% investirà per aumentare la produttività e la stessa percentuale destinerà fondi per espandere geograficamente la propria attività in Spagna. Tra le aziende italiane che intendono effettuare nuovi investimenti in Spagna quest’anno, il 26% prevede di allocare maggiori risorse nella regione di Madrid, il 12,3% in Catalogna e il 9,6% in Andalusia. Da quando i dati sono stati registrati sistematicamente nel 1993, gli investimenti diretti esteri (IDE) italiani si sono concentrati su Madrid, con il 47% del totale, seguita dalla Catalogna (30%) e dalla Comunità Valenciana (8%).

Contesto macroeconomico. In termini di flussi cumulati nel periodo 2000-2023, l’Italia è la sesta economia in termini di investimenti diretti in Spagna. In questi anni si sono verificati importanti investimenti italiani nel paese iberico – il più rilevante è l’acquisto di Endesa da parte di Enel, un’operazione del valore di 18.640 milioni di euro – ma al di là di situazioni specifiche, due settori si distinguono per il mantenimento di un flusso stabile di investimenti: il commercio all’ingrosso e il settore immobiliare, come sottolinea il rapporto. Gli IDE italiani in Spagna hanno generato un totale di 102.810 posti di lavoro nel 2021, di cui 62.180 diretti e 40.630 indiretti, e dal 1993 la Spagna ha accumulato 35,75 miliardi di euro di IDE dall’Italia.

Per la Spagna, secondo i dati ICEX, l’Italia è il terzo mercato di esportazione a livello globale, dopo Francia e Germania. Il volume della bilancia commerciale tra i due Paesi è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Nel 2023, secondo i dati di fonte spagnola, la Spagna esporterà 34.096 milioni di euro verso l’Italia e importerà 32.118 milioni di euro dall’Italia, cifre che in entrambi i casi sono quasi doppie rispetto al 2014.

Il Barometro evidenzia anche le condizioni macroeconomiche in cui operano le due economie, che sono riuscite a chiudere il 2023 con aumenti dei rispettivi PIL superiori alla media UE (0,5%). La Spagna, in particolare, ha guidato la crescita delle grandi economie dell’eurozona, con un incremento annuo del 2,5%, mentre l’Italia ha registrato una crescita dello 0,7%. E secondo le previsioni dell’Afi, entrambi i Paesi chiuderanno il 2024 con una crescita superiore alla media Ue: 0,5% contro lo 0,6% dell’Italia e il 2,3% della Spagna. Il tutto in un contesto di lotta all’inflazione e di tensioni geopolitiche. Nonostante queste difficoltà, più della metà delle imprese italiane stabilite in Spagna (56,6%) non ha percepito cambiamenti significativi nel clima degli affari negli ultimi dodici mesi.

Metodologia. Le indagini su cui si basa questo primo barometro sul clima e le prospettive degli investimenti spagnoli in Italia sono state effettuate tramite un questionario online tra il 1° febbraio e il 15 aprile 2024. Hanno partecipato 53 aziende, con una rappresentanza eterogenea in termini di dimensione dell’organico, fatturato e settore di attività. Le risposte sono pervenute dalle 17 comunità autonome, oltre che da Ceuta e Melilla, con una particolare incidenza delle aziende situate nella Comunità di Madrid (33%) e in Catalogna (18%).


Per approfondire: La prima edizione del Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna può essere scaricata gratuitamente attraverso il seguente link.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Italia – DL Agricoltura e DM Agrivoltaico: nuove limitazioni all’utilizzo del suolo produttivo per l’istallazione di impianti fotovoltaici e nuova spinta per l’agrivoltaico innovativo

Italia – DL Agricoltura e DM Agrivoltaico: nuove limitazioni all’utilizzo del suolo produttivo per l’istallazione di impianti fotovoltaici e nuova spinta per l’agrivoltaico innovativo

Lo scorso 16 maggio è entrato in vigore il DL 63/2024 (“DL Agricoltura”) che ha significativamente limitato la possibilità di installare impianti fotovoltaici in aree agricole. Per effetto della norma, ad oggi, sarà infatti possibile installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra solo in aree agricole specificamente indicate dal decreto quali “aree idonee” (cave e miniere; siti e impianti nella disponibilità delle Ferrovie dello Stato, dei gestori di infrastrutture ferroviarie e delle società concessionarie autostradali; siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale; aree interne a impianti industriali e nel raggio di 500 metri dallo stabilimento; aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri).

Tuttavia, il DL Agricoltura esclude dal proprio ambito applicativo gli impianti fotovoltaici funzionali alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e gli impianti attuativi di misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del piano nazionale degli investimenti complementare al PNRR (PNC).

Alla luce di quanto sopra, quindi, e in virtù delle misure di sostegno previste dal DM 463/2023 (“DM Agrivoltaico”) in coerenza con le misure di sostegno agli investimenti previsti dal PNRR, sarà possibile continuare a installare, su qualunque area agricola, gli impianti definiti “agrivoltaici avanzati” così come meglio specificato nelle regole operative del DM Agrivoltaico di recente emanate dal GSE.

Queste regole forniscono le informazioni necessarie per garantire il rispetto delle previsioni del DM Agrivoltaico ai fini del riconoscimento degli incentivi previsti, composti da: (i) un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili a valere sulle risorse finanziarie del PNRR; (ii) una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.

Brevemente, sotto il profilo soggettivo, potranno beneficiare degli incentivi gli imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria anche cooperativa) e le associazioni temporanee di imprese, che includano almeno un soggetto che possa definirsi imprenditore agricolo e che rispettino una serie di requisiti, anche sotto il profilo del contenuto del proprio atto costitutivo.

Quanto invece ai requisiti oggettivi richiesti, potranno accedere agli incentivi previsti dal DM Agrivoltaico esclusivamente le iniziative in cui gli impianti abbiano potenza nominale superiore a 1 kW, essendo necessario che la superficie minima destinata all’attività agricola/pastorale, nell’ambito del sistema agrivoltaico, risulti pari almeno al 70% della superficie totale del sistema agrivoltaico.

Le regole operative prevedono poi specifiche indicazioni circa l’altezza minima dei moduli costituenti l’impianto rispetto al suolo, che deve essere determinata al fine di consentire la continuità delle attività agricole e/o zootecniche anche al di sotto dei moduli fotovoltaici, nonché rispetto alla produzione di energia elettrica specifica dell’impianto agrivoltaico avanzato.

Gli impianti che accedono al meccanismo di supporto dovranno inoltre prevedere la realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare la continuità dell’attività agricola/pastorale, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, il microclima, la resilienza ai cambiamenti climatici.

Con la recentissima pubblicazione del decreto dipartimentale n° 251 del 31 maggio 2024 del Ministero dell’Ambiente, che approva l’aggiornamento delle regole operative e dei bandi per la partecipazione alle misure del DM Agrivoltaico, si è dato dunque il via alla presentazione delle domande al GSE per l’accesso agli incentivi, che potranno essere inoltrate dal 4 giugno al prossimo 2 settembre.

Articolo redatto dall’Avv. Silvia Galbusera – Pavia e Ansaldo Studio Legale

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Un anno di progetto AI4VET4AI

Un anno di progetto AI4VET4AI

Il progetto AI4VET4AI (Artificial Intelligence Applied to the Next Generation of Vocational Education and Training), cofinanziato dall’Unione Europea e parte del programma Erasmus+ CoVE, riunisce 26 partner di 11 Paesi europei per promuovere la trasformazione digitale e l’eccellenza nell’istruzione e nella formazione professionale nel campo dell’intelligenza artificiale (AI). Dopo l’incontro di avvio del giugno 2023, il progetto sta entrando nel suo secondo anno di attività.


Guidato dall’Algebra University College di Zagabria, in Croazia, AI4VET4AI ha come obiettivo principale la creazione di una piattaforma europea transnazionale di eccellenza nell’ambito dell’istruzione e della formazione professionale che contribuirà a colmare l’attuale deficit di competenze nell’ambito dell’IA.

Perché è importante la formazione su nuove competenze?

Il mercato del lavoro dell’UE sta subendo una trasformazione digitale e il consorzio AI4VET4AI è impegnato a sostenere le esigenze di riqualificazione e aggiornamento della futura forza lavoro europea

Secondo il World Economic Forum, con l’evoluzione dell’economia e dei mercati del lavoro, emergeranno 97 milioni di nuovi ruoli nei settori tecnologici della quarta rivoluzione industriale, come l’IA e la creazione di contenuti. Tuttavia, non ci sono abbastanza talenti per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro, per cui oltre l’80% dei dirigenti aziendali sta accelerando i propri piani di digitalizzazione dei processi lavorativi e di implementazione delle nuove tecnologie. Migliorare le conoscenze e le competenze in materia di IA e aumentare la consapevolezza del potenziale e dell’uso delle nuove tecnologie è estremamente importante per garantire la rilevanza e la competenza europea a livello globale.

È proprio questo che offre AI4VET4AI: facilitare la trasformazione digitale del mercato del lavoro dell’UE attraverso la creazione di laboratori gratuiti di formazione sulle competenze di intelligenza artificiale.

I destinatari del progetto sono: studenti e insegnanti di IFP, insegnanti di IFP, insegnanti di IFP, rappresentanti del settore, PMI, responsabili politici, studenti e insegnanti di istituti di istruzione superiore.  Il risultato del progetto sarà la creazione di 11 campus di innovazione AI per l’istruzione e la formazione professionale e di 7 incubatori di innovazione AI per gli studenti dell’istruzione e della formazione professionale, sfruttando la potenza del triangolo impresa-istruzione-ricerca.

Il 28 marzo 2024, il partner del progetto Associazione per l’affermazione e la messa in rete del potenziale delle donne (AFA) ha organizzato un webinar molto illuminante. Il seminario “Intelligenza artificiale e uguaglianza di genere” si è svolto online e si è concentrato sull’equilibrio di genere e sugli aspetti etici dell’ascesa dell’IA nel mercato del lavoro. Nel corso degli anni, l’IA sta offrendo sempre più posti di lavoro e opportunità di carriera, ma solo il 22% dei ricercatori in questo campo sono donne. È quindi imperativo costruire un ambiente più inclusivo per migliorare la cooperazione equa tra i ricercatori del settore e garantire che l’IA porti benefici a tutti, indipendentemente dal genere. Il seminario è stato condotto da un’esperta accademica, la Prof.ssa Dr. Mirjana Ivanović (Università di Belgrado, Facoltà di Giurisprudenza) ed è stato seguito da una sessione di domande e risposte molto partecipata. Nel complesso, il webinar mirava a creare una piattaforma aperta per la discussione tra i partecipanti con l’obiettivo di promuovere il cambiamento tra gli esperti, le parti interessate e gli appassionati nel campo dell’IA.

Novità:

Il consorzio ha appena completato due serie di indagini rivolte a esperti di IA provenienti dal mondo delle imprese (datori di lavoro, dipendenti e imprenditori) e dal settore dell’istruzione (insegnanti, analisti e ricercatori) per identificare le lacune nelle competenze in materia di IA e raccogliere informazioni sulle abilità e le competenze necessarie in questo campo. L’obiettivo è garantire un tasso più elevato di adozione dell’IA e capire quali settori avranno la maggiore domanda e necessità di utilizzo dell’IA per poterli affrontare nel programma di formazione.  Le indagini combinano dati quantitativi e qualitativi, fornendo preziose informazioni e previsioni regionali e nazionali sul futuro dell’IA.

Per quanto riguarda la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), il team ha completato un ciclo di 3 interviste con esperti spagnoli di IA durante le quali hanno evidenziato le principali sfide che l’UE deve affrontare in termini di adozione dell’IA nella ricerca e nel mercato del lavoro. Ad esempio, un ricercatore ha sottolineato che:

“In Europa non abbiamo aziende così grandi e con una capacità di investimento così elevata come negli Stati Uniti e in Cina. Quindi, i migliori talenti se ne vanno perché l’offerta di sviluppo professionale è molto ampia, e dobbiamo tenerne conto. Dobbiamo costruire un quadro in cui possiamo competere, a tutti i livelli” – Francisco (Business Development e AI)

Sull’importanza di educare le nuove generazioni e di sensibilizzarle:

Ci sono due livelli di sfide da affrontare. In primo luogo, a livello individuale: tutti abbiamo la capacità di imparare, ma un pubblico più giovane ha più facilità ad apprendere (…), gli individui più anziani, che hanno un lavoro stabile e sono “affermati”, affrontano più sfide e difficoltà perché dovranno disimparare le cose ed essere aperti al cambiamento. In secondo luogo, a livello istituzionale-organizzativo: le organizzazioni dovrebbero dedicare le risorse economiche e tecnologiche necessarie per aiutare i dipendenti a formarsi e ad apprendere le nuove tecnologie (…) i datori di lavoro dovrebbero ridurre il carico di lavoro o combinare alcune ore di lavoro con la formazione e l’istruzione, in modo che i dipendenti possano dedicare tempo all’acquisizione di queste competenze – Cristina (Digital Transformation for Business)

Eventi CCIS

Nel corso dell’ultimo anno, il team dell’EU Desk della CCIS ha partecipato a eventi e seminari legati all’AI, dove ha avuto l’opportunità di condividere e promuovere gli obiettivi del progetto AI4VET4AI attraverso interventi pubblici e attività di networking. Nell’ottobre 2023, la CCIS ha partecipato all’evento “Meet – Compare – Share” a Foggia (Italia) e ha condiviso gli obiettivi di AI4VET4AI con organizzazioni del mondo della proiezione europea. Il secondo evento, intitolato “Microelectronics, Energy, Women, STEAM, VET and Employability”, si è svolto a novembre a Bilbao (Spagna) e il team ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione, della formazione AI per le prossime generazioni e della partecipazione femminile. Nello stesso mese, la CCIS ha partecipato all’“AI Business Congress” di Madrid, dove ogni anno si riuniscono esperti nazionali e rappresentanti delle imprese per aggiornarsi sul ruolo crescente dell’IA sia per il settore privato che per quello pubblico. Anche il quarto evento si è svolto a Madrid, nell’ambito del “Congresso nazionale AENOA 2024”, durante il quale si è tenuta una presentazione su AI4VET4AI e si è sottolineata l’importanza dell’innovazione nel quadro dell’Unione europea. Infine la CCIS ha presentato il progetto a “Open Expo Europe”, uno degli eventi più importanti in Europa per la tecnologia e l’innovazione, con un focus speciale sull’IA generativa. L’evento si è tenuto il 13 giugno a Madrid.

IL PROGETTO AI4VET4AI

Il progetto AI4VET4AI, coordinato dall’Algebra University College (Croazia), durerà fino a giugno 2027 e riunisce 26 partner di 11 Paesi. Il progetto è sostenuto dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ Partnership for Excellence – Centres of Professional Excellence.

Altri partecipanti al progetto sono: Technical School Čakovec, Croatian Artificial Intelligence Association, Poslovna inteligencija (Croazia); Faculty of Information Studies in Novo Mesto, School Centre Celje Rudolfovo, Arctur (Slovenia); Belgrade Metropolitan University, AFA association (Serbia); Management Center Innsbruck International Hochschule GmbH, Network Development Hub GmbH (Austria); Technische Informationsbibliothek, Strategische Partnerschaft Sensorik (Germania); AKMI Anonimi Ekpaideftiki Etairia, Rezos Brands (Grecia); Università Degli Studi di Napoli Federico II, Keylon (Italia); Inercia Digital, Camera di Commercio Italiana per la Spagna (Spagna); Universiteit van Amsterdam, AlterContacts (Paesi Bassi); S. K.T.A.I.I.S. (Italia); S. K.T.I.S. (Italia).K.T.A.I.H.L, Southeast Anatolian Exporters’ Association (Turchia); Griffith College e Anser (Irlanda).

LINK UTILI :

– Sito web AI4VET4AI

– AI4VET4AI Facebook

– LinkedIn di AI4VET4AI

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Grande successo di Passione Italia 2024

Grande successo di Passione Italia 2024

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) ha concluso con successo la 14ª edizione della sua manifestazione di punta “Passione Italia“, che si è svolta dal 31 maggio al 2 giugno. L’evento si è svolto nel cortile della Scuola Italiana di Madrid, consolidandosi come un appuntamento imperdibile per gli amanti della gastronomia, dell’artigianato e della cultura Made in Italy in Spagna.

Per tre giorni, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza immersiva che ha messo in risalto i sapori e le tradizioni dell’Italia. Gli stand gastronomici italiani hanno offerto e presentato un’ampia varietà di ricette regionali e prodotti autentici, trasportando i visitatori nei diversi angoli dell’Italia attraverso la sua gastronomia.

L’evento è stato inoltre caratterizzato da un programma di concerti dal vivo che hanno animato l’atmosfera, creando un ambiente festoso e accogliente. La musica, parte integrante della cultura italiana, ha risuonato in ogni angolo del cortile, complementando in questo modo l’offerta gastronomica e artigianale.

Per i più piccoli sono stati organizzati laboratori speciali che hanno permesso ai bimbi di imparare e divertirsi allo stesso tempo, coinvolgendoli nella ricca tradizione italiana. Uno dei momenti salienti è stato il laboratorio di degustazione alla cieca, in cui i partecipanti hanno potuto scoprire alcuni dei prodotti più emblematici della Sardegna; un’esperienza sensoriale unica, che ha permesso loro di apprezzare la diversità e la ricchezza della gastronomia italiana.

L’evento ha raggiunto il suo momento culminante nel pomeriggio del 1° luglio con la presenza dell’Ambasciatore italiano in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, accompagnato dal Presidente della CCIS, Marco Pizzi e dai rappresentanti delle principali istituzioni italiane nel Paese. Il suo saluto ai numerosi partecipanti ha sottolineato l’importanza dell’evento e lo stretto legame tra Italia e Spagna.

La CCIS ringrazia tutti i partecipanti, gli sponsor e i collaboratori per aver reso possibile questa edizione di “Passione Italia” e ribadisce il suo impegno a continuare a promuovere la cultura e i prodotti italiani in Spagna.

Sponsor Passione Italia 2024

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

CALL4CREATORS: uno spazio di dialogo per la comunità creativa

CALL4CREATORS: uno spazio di dialogo per la comunità creativa

CALL4CREATORS è lo spazio creativo dove i membri del progetto Europe, Plural Femenine – EPF aprono un dialogo con la comunità creativa, con l’obiettivo di stimolare la partecipazione di individui e organizzazioni per sviluppare il senso e il valore della comunità nella difesa e nella promozione dei diritti e della parità di genere.

In questo spazio, i creativi possono partecipare con i propri contenuti, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, raccontare la propria esperienza e il proprio punto di vista, e diffondere nuove idee, proposte, soluzioni e domande.

Per presentare questo strumento, il collettivo Lunàdigas, membro della rete EPF, organizza un webinar il 4 giugno alle 15, in cui presenterà anche il progetto “Archivio Vivo”, uno spazio multimediale in cui l’organizzazione ha raccolto storie e testimonianze sul tema della salute riproduttiva.

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è necessaria la prenotazione attraverso il seguente link: https://forms.gle/ZdptrTzmLGsUfK8d6

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedIn

Uso de cookies

Este sitio web utiliza cookies para que usted tenga la mejor experiencia de usuario. Si continúa navegando está dando su consentimiento para la aceptación de las mencionadas cookies y la aceptación de nuestra política de cookies, pinche el enlace para mayor información.

L'uso di cookies

Questo sito utilizza cookies per voi di avere la migliore esperienza utente. Se si continua a navigare si sta dando il suo consenso all'accettazione dei cookie e l'accettazione della nostra politica dei cookie di cui sopra, fare clic sul link per maggiori informazioni.

ACEPTAR
Aviso de cookies