Arriva a Madrid Festifood 2019

Arriva a Madrid Festifood 2019



La Camera di Commercio e Industria italiana per la Spagna (CCIS) collabora nella diffusione dell’iniziativa Festifood Madrid, il festival che riunirà, dal 4 al 6 ottobre, il megloi della gastronomia attuale per far conoscere i prodotti gourmet ai numerosi visitatori che avranno a disposizioen anche un ambizioso programma di attività ludiche e culinarie.

L’incontro si svolgerà nel centro di Madrid, negli spazi esterni della Scuola tecnica Superiore di Ingegneria Agronoma, Alimentare e di Biosistemi dell’Università Politecnica di Madrid, presso la Ciudad Universitaria.

Il festival sarà all’insegna dell’innovazione, la qualità, la creatività e la sostenibilità, con un ricco programma di attività tra degustazioni, showcooking, laboratori gastronomici e musica dal vivo.

Per maggiori informazioni circa il programma delle attività, i costi e le modalità di partecipazione si raccomanda di visitare la web: www.festifoodmadrid.com



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Spagna, nel 2018 sono aumentate le importazioni di vino

Spagna, nel 2018 sono aumentate le importazioni di vino

Nel 2018, sono cresciute le importazioni spagnole di vino, più in termini di volume (+68%) che di valore (+14%), data la forte diminuzione del prezzo medio (-32%). Lo scorso anno, il Paese iberico ha importato 93,2 milioni di litri per un valore di quasi 214 milioni di euro, ad un prezzo medio di 2,30 €/litro.

Questi sono solo alcuni dei dati riportati da un recente rapporto, Importaciones españolas de vino – Año 2018, pubblicato dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMv) che indica che nel 2018 sono cresciute notevolmente le importazioni spagnole di vino e che è la tipologia del vino bianco sfusa quella che caratterizza questa crescita.

L’Argentina ha superato l’Italia nella classifica dei fornitori della Spagna per quanto riguarda il volume di vino venduto, mentre la Francia si mantiene il Paese leader in valore. I dati del rapporto segnalano che, nonostante l’aumento delle importazioni spagnole di vino registrate nel 2018, il saldo commerciale della Spagna per quanto riguarda il settore enologico continua ad essere positivo.

Fonte: Diario de Gastronomía

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Pubblicato il rapporto “l’Italia in 10 selfie 2019”

Pubblicato il rapporto “l’Italia in 10 selfie 2019”

La Fondazione Symbola, in collaborazione con Assocamerestero, ha pubblicato il rapporto “L’Italia in 10 Selfies – 2018”, che mette in luce i punti di forza di un Paese che basa la propria competitività su importanti valori quali la coesione sociale, la valorizzazione del capitale umano, l’empatia con i territori, la tradizione, le nuove tecnologie e la flessibilità produttiva.
Tali fattori – come sottolinea il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Relacci – rappresentano il punto di partenza del cammino (già intrapreso dal paese) verso la green economy e l’economia circolare e per affrontare le sfide inedite del futuro, a comunciare dal cambio climatico.

Questi i 10 selfie publicati nel rapporto:

1) L’ITALIA È UNO DEI 5 PAESI AL MONDO CON SUPLUS MANIFATTURIERO SUPERIORE AI 100 MLIARDI DI DOLLARI
Il paese è nelle tree prime posizioni al mondo per saldo commerciale con l’estero in oltre 900 prodotti.

2) CULTURA, BELLEZZA E CREATIVITÀ VALGONO IL 16,7% DEL PIL
Il settore della cultura genera 92 miliardi di €, il 6,1% della ricchezza prodotta dal paese, senza contare l’indotto generato dal settore e stimato in 163 miliardi di euro: 1,8 € per ciascun € prodotto dalla cultura. Si arriva così a 250 miliardi di € (16,6% della ricchezza nazionale) prodotti dall’intera filiera culturale, che va dal design al “made in Italy”, passando per i new media, il patrimonio storico-culturale ed il turismo.

3) LA GREEN ECONOMY DA’ FORZA ALLE IMPRESE ITALIANE
Sono 345.000 le imprese italiane che negli ultimi 5 anni hanno scommesso sulla green economy, responsabile di quasi 3 milioni di green jobs, il 13% dell’occupazione complessiva nazionale.

4) ITALIA SUPERPOTENZA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE
Con 307 tonnellate di materia prima per ogni milione di euro prodotto il paese è secondo nella UE per uso efficiente di materia e leader europeo per dematerializzazione dell’economia.

5) L’INDUSTRIA ITALIANA DEL LEGNO ARREDO È SECONDA AL MONDO PER SURPLUS COMMERCIALE
È la prima nazione esportatrice europea del settore (con il 30% del totale esportato dall’Ue), grazie anche alle scelte ambientali delle imprese.

6) MODA: SECONDO PAESE AL MONDO PER QUOTE DI MERCATO
L’italia ha rafforzato la sua posizione di leadership internazionale negli ultimi anni ed è il secondo paese al mondo per quote di mercato (6,5% complessivamente e il 10% nelle calzature, l’11% nella pelle, il 12% negli accessori). Inoltre, produce oggi oltre 1/3 di tutto il valore aggiunto del settore della moda nell’UE28.

7) PRIMO PAESE DELL’UE PER PRODUZIONE FARMACEUTICA
Con 31,2 miliardi di valore della produzione superiamo la Germania e tutti gli altri grandi Paesi Ue. L’export ha inoltre registrato una crescita media del 74% negli ultimi 10 anni.

8) ITALIA PRIMO ESPORTATORE EUROPEO DI BICICLETTE
Sono 1.758.768 le unità esportate nel 2017, il 15,7% dell’intera produzione europea.

9) PRIMO PAESE AL MONDO NELLA PRODUZIONE DI MAKE UP
L’Italia è il primo produttore mondiale di make up, con quasi il 55% del mercato mondiale prodotto da imprese italiane.

10) L’ITALIA È IL PAESE PIÙ SOSTENIBILE IN AGRICOLTURA
Con 569 tonnellate per ogni milione di euro prodotto l’agricoltura italiana emette il 46% di gas serra in meno della media UE-28. Con 64.210 produttori biologici il Paese è campione del settore.

Leggi il documento completo

La Fondazione Symbola nasce nel 2005 per promuovere la soft economy, un modello di sviluppo orientato alla qualità in cui tradizioni e territori sposano innovazione, ricerca, cultura e design. Per maggiori informazioni: http://www.symbola.net/

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Il prezzo delle abitazioni in Spagna aumenta del 3,9% nell’ultimo trimestre del 2018

Il prezzo delle abitazioni in Spagna aumenta del 3,9% nell’ultimo trimestre del 2018

Secondo le statistiche pubblicate dal Ministerio de Fomento, l’ultimo trimestre del 2018 ha visto in Spagna un aumento del 3,9% del prezzo delle abitazioni rispetto ai valori ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo un prezzo pari quasi a 1619 euro per metro quadrato.

Per poter vedere un incremento di tali proporzioni è necessario ritornare indietro al quarto trimestre del 2007, periodo nel quale si raggiunse una crescita del 4,8%. Nonostante quindi l’aumento dei prezzi del 2018 il costo delle case si è situato ai livelli del 2012, ossia pari ai dati rilevati quattro anni dopo che scoppiasse la bolla immobiliaria.

Il valore delle abitazioni in Spagna continua a rimanere quasi un 23% al di sotto dei livelli massimi raggiunti nel primo trimestre del 2008, quando si toccarono all’incirca i 2.014 euro per metro quadrato. Rispetto invece ai livelli minimi registratisi nel terzo trimestre del 2014 (1.456 euro) i prezzi sono aumentati dell’11%.

Con questo ultimo aumento sono già 15 i trimestri consecutivi di crescita, un cammino intrapreso a partire del secondo trimestre del 2015, in contrapposizione invece con i 26 trimestri che ottenero valori negativi dopo lo scoppio della bolla nel 2008.

A fine anno le abitazioni meno recenti si sono apprezzate in misura superiore rispetto a quelle di nuova costruzione. Il prezzo delle case con più di 5 anni è cresciuto di un 3,9% nel quarto trimestre fino a raggiungere i 1.612 euro per metro quadrato di fronte ad una crescita del 2,3% che hanno registrato invece le case costruite meno di 5 anni fa le quali hanno raggiunto i 1.846 euro per metro quadrato.

La crescita a Madrid è stata di un 8,1% mentre a Barcellona di un 5,8%.

Nel 2018 il prezzo delle case è aumentato in 13 delle 17 regioni della Spagna. Madrid e la Catalogna hanno registrato i livelli più alti rispettivamente con un 8,1% e 5, 8% seguite dalla Rioja con un 4,8%,  dall’ Andalusia con un 4,2%, dalle Canarie con un 4,0% e dalla regione Valenciana con un 3,7%.

Al contrario, sempre nel 2018 Asturia, Murcia, Paesi Baschi e Castiglia e León hanno registrato una diminuzione annuale tra l’1,4% e ño 0,1% del valore delle case.

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La ristorazione in Spagna cresce per il quarto anno consecutivo

La ristorazione in Spagna cresce per il quarto anno consecutivo

Il mercato della ristorazione in Spagna ha chiuso il 2018 con un fatturato totale di 36.763 milioni di euro, con un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quarto anno consecutivo di crescita annuale del settore, anche se leggermente più moderata rispetto a quella registrata nel 2017 (2,5%), secondo quanto si evince dalla ricerca effettuata da The NDP Group.

Questo risultato positivo “è stato possibile grazie al buon comportamento del mese di dicembre, che ha contribuito a compensare i valori più deboli dei rimestri centrali dell’anno (primavera ed estate)”, ha affermato Vicente Montesinos, direttore esecutivo di The NDP Group in Spagna.

La ristorazione spagnola ha inoltre incrementato il numero totale di clienti (+71 milioni), fino a raggiungere la cifra di 7.450 milioni alla chiusura dell’esercizio, l’1% in più rispetto al 2017. D’altro canto, la spesa media per cliente è aumentata dell’1,1%, per un valore di 4,93 euro a visita, lo stesso reggistrato nel 2008, prima della crisi.

Più della metà dell’incremento del fatturato del settore proviene dal segmento degli stabilimenti di servizio velore (QSR nella sigla inglese). Questo canale è anche il principale motore del traffico di clienti, da lm momento che genera tre quarti delle nuove visite.

Fonte: Restauración News

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Agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea e internazionali

Agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea e internazionali

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha aperto un programma di agevolazioni per ottenere il rimborso di tutti i costi (tasse ufficiali e onorari) inerenti alla registrazione di marchi dell’Unione Europea e internazionali per le imprese che ne facciano richiesta.

L’importo del rimborso è il seguente:

1) 80% per la registrazione dei marchi nell’Unione Europea.

2) 80% per la registrazione dei merchi internazionali (eccetto Cina e Stati Uniti).

3) 90% per la registrazione dei marchi internazionali in Cina e negli Stati Uniti.

I nuovi fondi assegnati ascendono a 3.825.000,00 € e copriranno le nuove domande presentate nel corso delle prossime settimane fino al loro esaurimento.

Nel seguente link è possibile consultare le informazioni complete su questo programma ufficiale: https://www.marchipiu3.it/P42A0C0S1/Principale.htm

 

Fonte:  Letslaw

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La Spagna riceve il 21% in più di investimenti diretti esteri nel primo semestre del 2018

La Spagna riceve il 21% in più di investimenti diretti esteri nel primo semestre del 2018

Secondo i dati pubblicati dal Registro de Inversiones del Ministero spagnolo di Industria, Commercio e Turismo, gli investimenti diretti esteri (IDE) in Spagna sono cresciuti dell’1% nel 2017, per un totale di oltre 36.000 milioni di euro. Questa tendenza positiva si è mantenuta nei primi sei mesi del 2018 (ultimi dati disponibili). In questo primo semestre dell’anno scorso,  la Spagna ha ricevuto 18.052 milioni di euro, il 21% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta della cifra più alta degli ultimi 10 anni.

 

Oltre l’80% del flusso di IDE nei primi sei mesi del 2018 proviene dall’Europa. I principali paesi di provenienza degli investimenti sono gli Stati Uniti, con una quota del 16,8% del totale, il Regno Unito (16,3%) e la Germania (9,8%).

 

Sempre nello stesso periodo in esame, i principali settori di investimento sono la Fornitura di energia elettrica, gas vapore e aria condizionata, con il 30,8% del totale degli IDE, la Costruzione di edifici (14,2%) e le Attività immobiliari (10,5%).

 

La Regione di Madrid è la prima destinazione degli IDE nel primo semestre del 2018, con il 70% del totale ed una crescita del 43,7% rispetto allo stesso periodo del 2017. La Catalogna riceve l’8,3% degli IDE, con una contrazione in termini interannuali del 40,9%. I Paesi Baschi e la Comunità Valenciana, con rispettivamente il 5,3 e l’1,9%  del totoale degi IDE, sono posizianti al terzop e quarto posto come ricettori degli investimenti.

 

È possibile acceder al dossier completo attraverso il seguente link: http://www.comercio.gob.es/es-ES/inversiones-exteriores/informes/flujos-inversion-directa/PDF/Flujos-Enero-Junio-2018-IED.pdf

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Il franchising si consolida in Spagna

Il franchising si consolida in Spagna

Il numero di imprese dedicate al franchising in Spagna nel 2018 raggiunge le 1.355 catene, che operano in 52 settori di attività attraverso 70.840 unità operative, secondo quanto pubblicato dalla “Guía de Franquicias de España 2019”, edita da Barbadillo y Asociados.

 

Anche nel 2018, il settore alberghiero-ristorativo, è quello con il maggior numero di marche attive (228), seguito dalla moda (197) e dal settore dei prodotti e servizi specializzati (107). Più indietro si posizionano l’estetica e bellezza (76 marche) ed i negozi di alimentazione (54).

 

Rispetto all’anno precedente, il numero di centrali continua a crescere, anche se in maniera piuttosto sottile. L’incremento reghistrato è infatti dello 0,95% dalle 1.342 catene registrate in Spagna nel 2017.

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Con 399 centrali di franchising, Madrid continua a mantenere la leadership tra le regioni spagnole in questo settore, al regsitrare anche un’importante crescita rispetto alle 377 dell’anno precedente (+5,5%). Al secondo posto si trova la Catalogna, nonostante il numero di marche attive (264) sia inferiore rispetto a quello registrato nel 2017 (274; -3,6%). Le due regioni accolgono il 48,9% del totale delle centrali di franchising nel paese.  Nelle prime posizioni anche l’Andalusia (159) e la comunità valenciana (157).

 

Il 48% delle catene di franchising (650) richiedono un investimento inferiore ai 60.000 euro per poter iniziare l’attività. La maggior parte di queste (430 marche) si inseriscono nella frangia di incvestimenti dai 30.000 ai 60.000 euro.

 

L’interesse per l’espansione internazionale delle catene spagnole è cresciuto negli anni più duri della crisi e si è mantenuto fino a raggiungere nel 2018 la cifra di 349 marche “internazionali” (il 25,7% del totale). Altre 108 catene hanno espresso la prorpia intenzione di internazionalizzarsi nei prossimi anni, un ulteriore indicatore della salute e forza del sistema.

 

Fonte: Restauración News

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210.484 disoccupati in meno in Spagna negli ultimi 12 mesi

210.484 disoccupati in meno in Spagna negli ultimi 12 mesi

Il numero di disoccupati registrati negli uffici di collocamento in Spagna è sceso di 210.484 unità negli ultimi 12 mesi, con una riduzione interannuale del 6,17%. In questo modo, la cifra totale di disoccupati è di 3.202.297 persone. La disoccupazione registrata è pertanto ai livelli più bassi da 9 anni. In termini destagionalizzati, la disoccupazione si è ridotta di 8.747 unità.

 

Relativamente al mese di dicembre 2018, il numero di disoccupati si è ridotto di 50.570 persone rispetto al mese precedente (-1,55%).

 

In quanto al genere, i disoccupati uomini sono 1.337.244, 5.697 in meno rispetto a novembre (-0,42%), mentre le donne sono 1.865.053, con una riduzione di 44.873 unità (-2,35%) rispetto al mese precedente. In termini interannuali la disoccupazione maschile scende di 122.482 unità (-8,39%), mentre quella femminile di 88.002 (-4,51%).

 

Relativamente ai giovani, la disoccupazione tra i minori di 25 anni si riduce a dicebre di 17.378 persone rispetto al mese precedente (-6,75%), mentre in termini interannuali scende di 21.194 unità (-7,9%, 1,73 punti al di sopra del tasso di riduzione globale). Tra le persone di età superiore ai 25 anni la disoccupazione si riduce di 33.192 unità (-1,11%).

 

Per settori economici, la disoccupazione si riduce nell’Agricoltura di 10.392 unità (-6,97%) e nei Servizi (-43,.874 persone; -1,93%), mentre aumenta nel settore dell’Industria (+3.967 unità; 1,42%) e nell’Edilizia (+9.998 persone; 3,74%).

 

Fonte: Ministerio de Trabajo, Migraciones y Seguridad Social

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L’export spagnolo cresce del 3,8% nei primi 10 mesi dell’anno

L’export spagnolo cresce del 3,8% nei primi 10 mesi dell’anno

L’export spagnolo è cresciuto del 3,8% nel periodo gennaio-ottobre 2018 in termini tendenziali, per un valore complessivo di 238.5776 milioni di euro. A loro volta, le importazioni hanno registrato una crescita del 6,3%, per un valore di 266.600 milioni. Il risultato è un deficit commerciale di 28.024 milioni di euro, il 33% in più rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2017.

In termini di volume, l’export è aumentato del lo 0,7% dal momento che i prezzi, approssimati dagli Indici di Valore Unitario, sono cresciuti del 3,1%. Le importazioni sono aumentate dell’1,9%, a fronte della crescita del 4,3% dei prezzi.

 

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Il deficit al netto dei prodotti energetici  si riduce a 7.008 milioni di euro.

Il tasso di crescita dell’export spagnolo nei primi dieci mesi dell’anno coincide con quello dell’Italia (3,8%), ma risulta inferiore a quello della Germania (4,1%), Francia (4,4%) e Regno Unito (7,9%) e a quelli della media della zona euro (5,2%) e della UE (5,3%).

Tutti i settori hanno registrato incrementi delle esportazioni. Il settore dei beni strumentali (che rappresenta il 19,7% del totale) è cresciuto dell’1,1%, quello dell’auto (15,8% del totale) è aumentato dello 0,6% e quello dell’alimentazione, bevande e tabacchi (15,9% del totale) ha registrato un incremento dello 0,4%.

Anche le importazioni sono cresciute in tutti i settori: i beni strumentali (20,5% del totale) dell’1,6%; prodotti energetici (15% del totale) del 20,2%; prodotti chimici (15,3% del totale) dell’8,6%: auto (12,6% del totale) del 3,9%.

L’export diretto all’Unione Europea (65,7% del totale) è aumentato del 3,8% nei primi dieci mesi dell’anno (stesso tasso di crescita nei confronti della zona euro).  Relativamente ai paesi terzi (destinazione del 34,5% del totoale dell’exports pagnolo), anche in questo caso il tasso di crescita delle esportazioni spagnolo si è attestato al 3,8%, con un incremento delle vendite all’Africa (+5,0%), al Nord America (4,2%), all’Asia escluso Medio Oriente (2,9%) e America Latina (0,2%). Si sono invece  registrate flessioni nelle esportazioni al Medio Oriente (-1%) e all’Oceania (-0,5%). Per paesi, da evidenziare gli aumenti delle vendite a Singapore (49,5%), Algeria (26,7%), Egitto (26%), Stati Uniti (4,2%) e Marocco (4%), mentre si sono ridotte le esportazioni al Perù (-14,5%) e agli Emirati Arabui Uniti (-12,6%) in particolare.

 

Fonte: Secretaría de Estado de Comercio

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