Il turismo linguistico motore di crescita economica per Madrid

Il turismo linguistico motore di crescita economica per Madrid

La Comunità di Madrid accoglierà più di 35.000 studenti di spagnolo nel 2017 (incremento tra il 5 ed il 10% rispetto al 2016). È prevista un’ulteriore crescita negli anni a seguire. Si tratta di un’enorme opportunità per fortificare la propria presenza tra i Paesi destinazione per chi vuole apprendere lingue.

 

I turisti che vogliono imparare lo spagnolo a Madrid restano molto soddisfatti dell’offerta e dei servizi di insegnamento a cui accedono durante la propria permanenza nella Capitale spagnola. Madrid si situa a livello nazionale come quarta città dietro a Barcellona, Salamanca e Malaga per quanto riguarda numero di studenti e possibilità di scegliere un centro di insegnamento (pubblico o privato). A Madrid si contano un totale di 21 centri di insegnamento riconosciuti.

 

Una città cosmopolita, di carattere aperto e punto di incontro di numerose nazionalità, che ospita alcune delle sedi istituzionali di lingua spagnola più importanti del Paese, come l’Instituto Cervantes, la Biblioteca Nacional o la Real Academia de la Lengua Española.

 

Alberto Sarno, CEO di Sprachcaffe Languages Plus, impresa internazionale con più di 30 anni di esperienza nell’organizzazione di corsi di lingua all’estero in tutto il mondo, ha affermato che “dopo il periodo che la Spagna ha vissuto nel recente passato, ci si aspetta un’alta crescita di studenti spagnoli dovuto all’importanza della lingua nelle relazioni commerciali ed agli alti livelli di esportazione nei Paesi di lingua spagnola: per questa ragione, molti lavoratori riconoscono fondamentale l’apprendimento della lingua spagnola per crescere all’interno della propria impresa”.

 

Fonte: Moneda Única

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Spagna, le esportazioni di vino registrano il miglior primo semestre di sempre

Spagna, le esportazioni di vino registrano il miglior primo semestre di sempre

Le esportazioni di vino spagnolo hanno registrato il proprio miglior semestre della storia raggiungendo una cifra totale che supera il miliardo di Euro (1,3 mld) ed una crescita del 6%.

 

I dati di Aduanas, analizzati dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMV), indicano che, nonostante sia stato esportato meno vino in termini di volume (1,1 miliardi di litri, ossia -0,7% in termini relativi), la crescita del prezzo medio delle esportazioni spagnole (+6,7%) ha comportato un incremento rilevante del fatturato.

 

Sono cresciute anche le vendite del vino sfuso, che, insieme all’incremento del 5% delle vendite dei vini imbottigliati e del 24% degli spumanti e dei vini secchi, hanno fatto aumentare di 75 milioni di Euro il valore delle esportazioni. Questa crescita è stata guidata soprattutto dalla vendita di vini in Cina, Canada e Portogallo. Crescite più moderate si sono registrate invece negli Stati Uniti, in Francia ed in Germania.

 

L’incremento del valore delle esportazioni del vino spagnolo è dovuta a produzioni stabili, un migliore adattamento alle necessità dei mercati, una crescita continuativa dei vini imbottigliati, un miglioramento nella distribuzione, una diversificazione dei mercati ed un progressivo passaggio dal vino sfuso a prodotti di qualità e caratterizzati da un maggior prezzo medio.

 

ITALIA

Nel primo trimestre del 2017, le importazioni italiane di vino sono cresciute del 39,2% in termini di volume e del 15,4% in termini di valore, fino a raggiungere i 52 milioni di litri (+14,7 milioni) ed i 65 milioni di Euro (+8,7 milioni), ad un prezzo medio che è sceso del 17% (1,25€ al litro). Il vino sfuso, che ha trainato questa crescita, si consolida come il primo vino, costituendo l’82% in termini di volume ed il 40% in termini di valore delle importazioni italiane di vino. Il primo trimestre ha fatto registrare buoni risultati anche per i vini imbottigliati. Un lieve peggioramento va segnalato, invece, per quanto riguarda gli spumanti.

 

Fonte: Diario de gastronomía

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L’export italiano in crescita

L’export italiano in crescita

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, a giugno 2017 l’export italiano cresce dell’8, 2% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’incremento riguarda in misura analoga sia l’area extra Ue (+8,3%) sia quella Ue (+8,2%).

 

Anche le importazioni aumentano in maniera considerevole (+9,9%), Grazie al contributo di entrambe le aree di sbocco (+12,0% per l’area extra Ue e +8,6% per l’area Ue).

 

Per quanto riguarda i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita dell’export, incrementi significativi si registrano per autoveicoli (+19,0%), sostanze e prodotti chimici (+14,4%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,9%) e prodotti delle altre attività manifatturiere (+10,0%).

 

Rispetto ai principali mercati di sbocco, si segnala la marcata crescita tendenziale delle esportazioni verso Germania (+8,0%), Francia (+9,0%) e Stati Uniti (+12,4%).

 

Se si analizzano i primi sei mesi dell’anno, l’avanzo commerciale raggiunge 19,1 miliardi (+36,0 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l’export (+8,0%) sia per l’import (+11,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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Spagna, la spesa dei turisti stranieri aumenta quasi del 15%

Spagna, la spesa dei turisti stranieri aumenta quasi del 15%

La spesa totale dei turisti stranieri che hanno visitato la Spagna nel primo semestre del 2017 è aumentata del 14,8% rispetto allo stesso periodo del 2016, fino a toccare quota 37.217 milioni di Euro. Questo incremento si deve in particolar modo alla rilevante crescita del numero dei turisti e della spesa media.

 

I dati, corrispondenti all’Encuesta de Gasto Turístico (EGATUR) dell’INE (Istituto Nazionale di Statistica spagnolo) ed analizzato dalla Federación Española de Hostelería, indicano che ogni turista ha speso in media 1.023€, il 2,8% in più rispetto al primo trimestre del 2016. La spesa media giornaliera è stata di 139 Euro (+4,7%).

 

La spesa turística per Comunità
Le Comunità Autonome dove i turisti hanno speso di più risultano essere Catalogna e Canarie (rispettivamente 22% e 21,2% del totale). Entrambe le Comunità hanno registrato una forte crescita della spesa media (rispettivamente +14,8% e 13%). Seguono Andalucia (15,1% del totale), Baleari (14%), Madrid (18,7%) e Valencia (17,5%).

 

Il 21% della spesa totale corrisponde al trasporto internazionale, che è stato inoltre il settore che ha visto crescere maggiormente la spesa (+20,2%). Seguono le spese per i pacchetti turistici (20,6% del totale ed incremento dell’8,8%) e per attività varie (18,2% del totale e +17,4%).

 

Per quanto riguarda gli alloggi, la maggior parte della spesa è sostenuta dai turisti che pernottano in hotel. Tuttavia, questo tipo di spesa cresce con minore intensità rispetto a quella sostenuta per il resto degli alloggi di mercato (+24,9% rispetto a +`10,8%). La spesa dei turisti che hanno scelto alloggi non di mercato è cresciuta del 19,2%.

 

Rispetto alla forma di organizzazione del viaggio, la spesa dei turisti che non hanno viaggiato con un pacchetto turistico è aumentata del 17,3%, mentre quella dei viaggiatori che hanno optato per i pacchetti del 9,5%.

 

Fonte: Diariodegastronomia.com

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La Spagna ha accolto quasi otto milioni di turisti a maggio

La Spagna ha accolto quasi otto milioni di turisti a maggio

Nel mese di maggio, la Spagna ha accolto 7,9 milioni di turisti stranieri (+11,7% rispetto al 2016). In totale, nei primi cinque mesi dell’anno, il numero di turisti si avvicina ai 28 milioni, con un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno anteriore.

 

I dati, messi in luce dall’Encuesta Movimientos Turísticos en Frontera (FRONTUR) dell’Instituto Nacional de Estadística, ed analizzato dalla Federación Española de Hostelería (FEHR), indicano che il primo Paese in termini di turisti che arrivano in Spagna risulta essere il Regno Unito (25,7% del totale), con poco più di 2 milioni di visitanti (+14% a livello interannuale).

 

Seguono Germania e Francia, rispettivamente con 1,2 (-0,1%) ed 1,1 milioni (+0,2%) di turisti. I Paesi nordici si situano al quarto posto in termini di visite (500.000 e +38,8%) rispetto a maggio 2016). Tra i restanti Paesi si sottolinea la crescita dei turisti provenienti dagli Stati Uniti (+43,2%).

 

La Catalogna è la Comunità Autonoma che ha accolto il più alto numero di turisti (23,8% del totale, percentuale equivalente a 1,9 milioni), vedendo crescere i visitanti del 16,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Le Isole Baleari si sono situate al secondo posto (1,7 milioni di turisti e +6,4%), davanti all’Andalusia (quasi 1,2 milioni di visitanti e +7,1%). Il numero dei turisti è cresciuto anche nelle Comunità Valenciana (+18,9%), di Madrid (+11,4%) ed in quella canara (+10,5%).

 

Le preferenze dei turisti

I turisti stranieri hanno scelto principalmente alloggi di mercato, che hanno visto una crescita del 9,3% rispetto al 2016. Il settore alberghiero è cresciuto del 7,1% e le case in affitto del 39,9%. Gli alloggi non di mercato hanno visto una crescita del 23,4% (+19% alloggio in case di proprietà e +24,2% in case di familiari o amici).

 

Per quanto riguarda la forma di organizzazione dei viaggi, 5,5 milioni di persone hanno viaggiato senza pacchetti turistici (+15,8% rispetto al 2016, contro il +3,5% di chi ha scelto pacchetti turistici).

 

Tempo libero e vacanze sono stati i principali motivi dei viaggi in Spagna (6,9 milioni di turisti e +12,7%), mentre le visite per affari e motivi professionali sono cresciute del 3,8%.

 

Previsioni per l’estate

Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi mesi, il ministro dell’Energia, Turismo ed Agenda Digitale, Álvaro Nadal, ha sottolineato recentemente che “in materia turistica ci aspetta un’estate molto buona. Prevediamo un aumento dell’8,9% del numero dei visitanti stranieri nel periodo compreso tra maggio ed agosto”. Questo significa che la Spagna potrebbe accogliere nel corso di questi quattro mesi 38 milioni (21,5 tra luglio ed agosto).

 

Fonte: Diario de Gastronomía

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Spagna: le vendite all’estero del settore automobilistico crescono nel 2016

Spagna: le vendite all’estero del settore automobilistico crescono nel 2016

Le vendite all’estero del settore automobilistico spagnolo sono cresciute del 7% nel 2016, superando i 2,4 milioni di veicoli venduti fuori dalla penisola iberica, per un importo totale di 49.400 milioni di Euro. La fatturazione globale (incluse le vendite interne) ha raggiunto i 61.900 milioni, cifra alla quale si dovrebbero aggiungere 34.000 milioni di Euro di componenti automobilistici.

 

Per il 2017 si prevede un incremento del 6,85% per quanto riguarda il numero di immatricolazioni, con 1.225.000 veicoli immatricolati, che potrebbero arrivare a quota 1.280.000 nel 2018.

 

Le buone notizie sono legate anche alla diversificazione geografica delle vendite delle auto.

 

Il surplus commerciale del settore automobilistico ha raggiunto i 18.400 milioni di Euro, essendo il comparto che ha registrato un miglior saldo commerciale nel 2016.

Fonte: monedaunica.net

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L’industria alimentare supera i livelli pre-crisi

L’industria alimentare supera i livelli pre-crisi

L’industria dell’alimentazione e delle bevande si afferma come il primo settore industriale spagnolo, raggiungendo nel 2016 il massimo storico in variabili come la produzione, l’impiego e le esportazioni.

 

Secondo il Rapporto Economico Annuale del settore correspondente al 2016 pubblicato dalla FIAB (Federación Española de Industrias de Alimentación y Bebidas ), Il valore della produzione del settore dell’alimentazione e delle bevande ha presentato una crescita nominale dell’1,3%, superando i 96.400 milioni di Euro. In termini reali, questa crescita si traduce in un aumento dell’1,8%, cifra che permette di confermare il recupero del settore, dato che sono stati superati i livelli di produzione reale pre-crisi.

 

Quasi mezzo milione di occupati, un settore che genera posti di lavoro
Un incremento record di impiegati del 3,4% fa dell’industria dell’alimentazione e delle bevande un settore strategico e stabile per quanto riguarda la creazione dei posti di lavoro. Da dicembre 2013, i dati dimostrano come il settore abbia sperimentato un’evoluzione positiva, crescendo dal punto di vista interannuale per 42 mesi consecutivi.

 

In termini di occupazione, l’industria dell’alimentazione e delle bevande ha generato nel 2016 più di 9.500 posti di lavoro, avvicinandosi alla soglia del mezzo milione di impiegati diretti totali (480.000). In questo contesto, merita sottolineare come il 37% dei posti di lavoro siano occupati da donne (+12% rispetto all’industria manifatturiera). Inoltre, l’industria ha continuato a scommettere sul talento giovanile, promovendo l’occupazione dei minori di 30 anni. Il tasso di occupazione dei giovani in questa fascia di età nel settore dell’alimentazione e delle bevande risulta essere un 14% in più rispetto alla media dell’economia spagnola.

 

Una struttura imprenditoriale più robusta
Nel 2016, la FIAB ha conservato la propria presenza nel congiunto dell’industria spagnola, registrando un aumento dell’1% del numero imprese di medie dimensioni (tra 10 e 200 lavoratori).

 

Massimo storico per quanto riguarda le esportazioni di alimenti e bevande
L’industria dell’alimentazione e delle bevande è tornata a superare i valori registrati negli scorsi anni, esportando prodotti per un valore superiore ai 27.500 milioni di Euro. Nel 2016 si è registrata una brillante crescita annuale dell’8,4%. L’attività esportatrice del settore rappresenta l’11% del totale dei beni dell’economia spagnola.
Anno dopo anno, il mercato internazionale è diventato un acceleratore di crescita per il settore. Per il 9º anno consecutivo, il settore ha sperimentato dati positivi nella sua bilancia commerciale, apportando un surplus superiore ai 7.240 milioni di Euro nel 2016 (+21% in termini annuali).

 

Risulta utile sottolineare il processo di diversificazione dei mercati del settore in questione. Nonostante una crescita annuale media del 6% negli ultimi dieci anni, la quota che rappresenta le vendite ai Paesi UE28 è passata dal 75% al 67%. È cresciuta invece quella di Paesi terzi come Cina (nel 2016, +49%), Giappone (+16%) e Stati Uniti (+20%).

 

Per quanto riguarda i prodotti, carni e derivati del maiale continuano a crescere ed a rappresentare la maggiore voce delle esportazioni (più di 4.420 milioni di Euro), seguiti dall’olio di oliva (3.366 milioni), dal pesce e sue conserve (2.905 milioni) e dal vino (2.745 milioni).

 

Fonte: Federación Española de Industrias de Alimentación y Bebidas  (FIAB)

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Grande crescita del fatturato del settore automobilistico spagnolo nel 2016

Grande crescita del fatturato del settore automobilistico spagnolo nel 2016

La Associazione Spagnola di Fabbricanti di Auto e Camion – ANFAC prevede che il 2017 si chiuda con 1,22 milioni di veicoli matricolati, il 6,8% in più rispetto al 2016.

 

Antonio Cobo, Presidente di ANFAC, e Mario Armero, Vicepresidente Esecutivo dell’Associazione, hanno presentato il 27 giugno del 2017 le grandi cifre del settore dell’automobile in Spagna registrate nel 2016. Inoltre, hanno reso pubbliche le previsioni di immatricolazioni per gli anni 2017 e 2018. I vertici di ANFAC hanno anche evidenziato le sfide che si troverà ad affrontare il settore: l’invecchiamento del parco auto, il necessario incremento delle immatricolazioni dei veicoli alternativi (elettrici, alimentati a gas, ecc) o l’autentico scompiglio che verrà provocato dall’arrivo dell’auto connessa ed autonoma.

 

Il 2016 è stato particolarmente importante per quanto riguarda la fatturazione delle imprese fabbricanti e commercianti dei veicoli in Spagna, che ha raggiunto i 61,9 miliardi di Euro (+1,7% rispetto al 2015).

 

Secondo i dati raccolti dall’EPA, in Spagna l’industria fabbricante di automobili ha creato 6.300 nuovi posti di lavoro nell’ultimo esercizio. L’occupazione dell’industria spagnola automobilistico risulta essere qualificata e stabile: l’83% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato. La qualità e la competitività dei veicoli fabbricati in Spagna continua ad essere riconosciuta in tutto il mondo e di conseguenza le esportazioni sono aumentate del 7% rispetto al 2015, superando i 2,4 milioni di veicoli. Il valore totale ha superato i 49.400 milioni ed ha generato un avanzo commerciale da record: 18.300 milioni di Euro.

 

Il settore automobilistico ha apportato all’erario più di 26 miliardi di Euro (+3% rispetto al 2015).

 

Per quanto riguarda le previsioni di mercato, ANFAC prevede che il 2017 si concluda con 1.225.000 veicoli immatricolati (+6,85% rispeto al 2016). Per il 2018 la previsione parla di 1.280.000 di veicoli (+4,5%).

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Aumenta l’interscambio commerciale tra l’Italia ed i paesi extra UE

Aumenta l’interscambio commerciale tra l’Italia ed i paesi extra UE

Secondo quanto pubblicato da Istat, a maggio 2017, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali sono in espansione, con un aumento più marcato per le importazioni (+4,3%) che per le esportazioni (+2,2%).

 

L’incremento congiunturale delle vendite italiane verso i paesi extra Ue è esteso a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, a esclusione dell’energia (-6,3%) e dei beni di consumo durevoli (-2,7%). L’aumento delle esportazioni è marcato per i beni intermedi (+4,3%) e i beni di consumo non durevoli (+4,0%).

 

Dal lato dell’import, l’incremento congiunturale è più ampio per i beni strumentali (+15,2%) che registrano un marcato aumento dovuto anche all’acquisto di mezzi di navigazione marittima e per i beni di consumo durevoli (+10,0%); di intensità minore per i beni di consumo non durevoli (+2,3%).

 

Se si considera l’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue risulta positiva (+1,5%) ed estesa a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie a esclusione dell’energia (-17,3%). L’aumento delle vendite di beni strumentali sui mercati extra Ue è molto marcato (+4,2%).

 

Nello stesso periodo si rileva una espansione delle importazioni (+1,6%) particolarmente ampia per i beni di consumo durevoli (+11,6%) e i beni strumentali (+6,7%).

 

In termini tendenziali, le esportazioni sono in forte aumento (+13,9%). La crescita è molto marcata per l’energia (+39,0%), e di intensità comunque elevata per i beni strumentali (+17,4%) e per i beni di consumo non durevoli (+12,3%).

 

Le importazioni registrano una marcata crescita tendenziale (+22,3%), determinata dai beni di consumo durevoli (+49,0%), dai beni strumentali (+31,7%) e dall’energia (+28,9%).

 

Il surplus commerciale (+2.658 milioni) è in diminuzione rispetto a quello dello stesso mese del 2016 (+3.257 milioni). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici (+5.494 milioni) è in lieve aumento rispetto a maggio 2016 (+5.492 milioni).

 

I mercati di destinazione dell’export italiano che hanno sperimentato le maggiori crescite tendenziali a maggio 2017 sono i paesi MERCOSUR (+38,2%), Cina (+35,3%), Russia (+26,7%) e Stati Uniti (+16,0%).

 

Relativamente ai mercati d’importanzione vanno evidenziati il Giappone (+125,1%), l’India (+36,4%) e la Turchia (+35,5%), con un aumento superiore a quello medio.

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Diminuiscono le esportazioni spagnole di vino e cresce il prezzo medio

Diminuiscono le esportazioni spagnole di vino e cresce il prezzo medio

Le esportazioni spagnole di vino hanno registrato una diminuzione del 5,6% in termini di valore e del 14,3% in volume nel mese di aprile. È invece aumentato del 10,1% il prezzo medio.

 

Secondo gli ultimi rapporti pubblicati dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMv), fino ad aprile 2017 si sono esportati 706,3 milioni di litri (-4%) per un valore totale di 850,6 milioni di € (+4,7%) ad un prezzo medio di 1,20 € per litro (+9,1%). In termini assoluti si sono esportati 29,8 milioni di litri in meno, fatturando 38,2 milioni di Euro in più (il prezzo medio è cresciuto di 0,10 € al litro).

 

La crescita in termini di valore si spiega con il buon andamento delle esportazioni dei vini fermi imbottigliati, con IGP e senza nessuna indicazione. È cresciuto anche il valore degli spumanti. Tra i vini sfusi, si sottolinea l’aumento in termini di valore dei vini senza nessuna indicazione.

 

Esportazioni spagnole di vino imbottigliato

I vini fermi imbottigliati, insieme agli spumanti ed ai vini sfusi guidano la crescita globale in termini di valore. Tra i vini fermi imbottigliati sono i vini DOP quelli che hanno maggiore rilevanza sul risultato delle esportazioni, con 114,3 milioni di litri e 392,3 milioni di Euro, seguiti dai vini senza nessuna indicazione (che crescono dell’11,2% in termini di valore e dell’8,3% in termini di volume) e dai vini IGP imbottigliati (+5,2 in valore e +9,6 in volume). Le esportazioni di spumante sono cresciute del 28,6% in volumen e del 12,8% in valore.

 

Esportazioni spagnole di vino sfuso

I prezzi medi del vino sfuso sono cresciuti del 20,1%. La Spagna ha esportato l’11,6% in meno di vino sfuso nei primi quattro mesi del 2017, fatturando il 6,2% in più (prezzo medio +20,1%). In termini assoluti, si sono esportati quasi 51 milioni di litri in meno, mentre il fatturato è cresciuto di 10,2 milioni.

 

A partire da gennaio 2017, i vini sfusi si dividono in due gruppi: vini in recipienti tra 2 e 10 litri (bag in box) e vini in recipienti che contengono più di 10 litri. Questi ultimi rappresentano il 93,8% del valore ed il 97,7% del volume del vino sfuso esportato.

 

Per quanto riguarda i mercati di destinazione, la Francia continua ad essere il principale Paese importatore (nonostante abbia registrato una diminuzione). Dopo un 2016 negativo, il Portogallo ha recuperato la propria quota di importazioni.

 

Fonte: Diariodegastronomia.com

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