Pubblicato il rapporto: L’Italia in 10 selfie 2018

Pubblicato il rapporto: L’Italia in 10 selfie 2018

La Fondazione Symbola ha pubblicato il rapporto “L’Italia in 10 Selfies – 2018”, che mette in luce i punti di forza di un Paese che basa la propria competitività su importanti valori quali la coesione sociale, la valorizzazione del capitale umano, l’empatia con i territori, la bellezza. Valori che contribuiscono a forgiare un sistema produttivo che, come sottolinea il presidente della Fondazione, Ermete Relacci, unisce le tradizioni antiche alle nuove tecnologie, ricerca, economia digitale e artigianato, cultura, economia verde e competitività.

Questi i 10 selfie publicati nel rapporto:

1) ITALIA SECONDA AL MONDO PER COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI
Il paese rientra nelle primi tre posizioni in 8 macrosettori su un totale di 14 analizzati. è leader mondiale nell’abbigliamento e prodotti in pelle e cuoio, secondo nella meccanica, mezzi di trasporto e tessile.

2) È LEADER IN EUROPA PER USO EFFICIENTE DI RISORSE NEI PROCESSI PRODUTTIVI
A parità di prodotto, le imprese made in Italy consumano meno energia: con 13,7 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro prodotto, l’Italia si posiziona al secondo posto tra l principali economie dell’UE, preceduta dal Regno Unito.

3) 3 MILIONI DI GREEN JOBS.
Il 13,7% degli occupati in Italia lavora nella green economy. Nel 2017 sono state previste quasi 320.000 nuove assunzioni di green jobs.

4) IL DESIGN DÀ FORZA AL MADE IN ITALY
L’Italia è tseconda tra le grandi economie europee per  incidenza del fatturato del design sul totale dell’economia: 0,15%, quasi il doppio della media UE (0,09%).

5) CULTURA, BELLEZZA E CREATIVITÀ VALGONO IL 16,7% DEL PIL
Il settore della cultura genera 89,9 miliardi di €, il 6% della ricchezza prodotta dal paese, senza contare l’indotto generato dal settore e stimato in 160 miliardi di euro: 1,78% per ciascun € prodotto dalla cultura. Si arriva così a 250 miliardi di € (16,7% della ricchezza nazionale) prodotti dall’intera filiera culturale, che va dal design al “made in Italy”, passando per i new media, il patrimonio storico-culturale ed il turismo.

6) AGROALIMENTARE: PRIMO PAESE IN SOSTENIBILITÀ
L’agricultura made in Italy è leader tra i grandi paesi europei per riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente, con 678 tonnellate di Co2 equivalente per milione di € prodotto, di gran lunga inferiore alla media UE. L’Italia è anche l’unico paese nel mondo che può contare su 859 prodotti Doc, Dop, Igp y Stg. Inoltre è leader europeo per numero di imprese che operano nel biologico (72.154).

7) FARMACEUTICA: PRIMO PAESE EUROPEO PER CRESCITA DELL’EXPORT
Nel periodo 2010-16, l’industria farmaceutica italiana ha sperimentato una crescita dell’export del 52%, più della media dell’UE28 (+32%) e delle grandi economie europee. Inoltre l’Italia è il secondo paese europeo per produzione, con 30 miliardi di euro.

8) LEGNO ARREDO: PRIMO PAESE EUROPEO PER EXPORT NEI MERCATI EXTRA UE
Con una quota del 30% del totale esportato dall’UE al resto del mondo, L?italia pe il primo paese esportatore del settore. L’industria del legno arredo “made in Italy” primeggia inoltre in sostenibilità ambientale (consumo ed energia).

9) MACHINERY: QUARTO PAESE AL MONDO PER SURPLUS COMMERCIALE
Con 57.700 milioni di $ di surplus, l’industria italiana del machinerya è tra le prime posizioni mondiali per saldo della bilancia commerciale, dietro la Germania (104.200 millones), la Cina (83.600) ed il Giappone (70.000).

10) MODA: SECONDO PAESE AL MONDO PER QUOTE DI MERCATO
La quot di merctao dell’Italia nel settore è del 6,6%, la seconda dietro la Cina. Il paese produce più di un terzo del valore aggiunto del settore moda dell’UE28.

Leggi il documento completo

La Fondazione Symbola nasce nel 2005 per promuovere la soft economy, un modello di sviluppo orientato alla qualità in cui tradizioni e territori sposano innovazione, ricerca, cultura e design. Per maggiori informazioni: http://www.symbola.net/

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Cifra record di turisti internazionali in Spagna nel 2017

Cifra record di turisti internazionali in Spagna nel 2017

Il turismo spagnolo ha battuto il proprio record di visitatori internazionali nel 2017, con l’arrivo di 82 milioni di turisti ed un incremento dell’8,9% rispetto al 2016, secondo la stima di chiusura dell’anno elaborata dall’Instituto Nacional de Estadística (INE) sulla base dei dati forniti da Turespaña e le statistiche delle inchieste FRONTUR ed EGATUR . Con questi dati, la Spagna supererebbe per la prima volta gli Stati Uniti e raggiungerebbe la seconda posizione per numero di arrivi di turisti, superata solo dalla Francia.

La spesa totale realizzata dai turisti che hanno visitato il paese ammonta a 87 miliardi di euro, altra cifra record, che rappresenta un incremento del 12,4% rispetto all’anno precedente. Allo stesso modo, la spesa media per turista è cresciuta del 3,1% nel 2017, raggiungendo i 1.061 euro a persona. La spesa media giornaliera ha invece raggiunto i 137 euro, con un aumento del 4,4% rispetto al 2016.

Tra i principali mercati di emissione tra gennaio e novembre, la Statistica dei Movimenti Turistici alle Frontiere (FRONTUR) conferma il Regno Unito al primo posto, con 18 milioni di turisti e un incremento del 7% rispetto ai primi 11 mesi del 2016. Seguono la Germania, con 11,4 milioni di turisti (+6,1%) e la Francia, con 10,7 milioni (+0,4%).

La principale destinazione a livello di Comunità Autonome è la Catalonia, con più di 18,2 milioni di turisti internazionali e un aumento del 6,1% rispetto al periodo compreso tra gennaio e novembre 2016. Seguono le isole Baleari, con 13,7 milioni (+6,2%) e le Canarie, con quasi 13 milioni (+7,9%).

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Oppurtunità per imprese straniere che investono in R&S in Spagna

Oppurtunità per imprese straniere che investono in R&S in Spagna

Lo scorso 26 dicembre è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale spagnola (BOE) la Call 2018 del “Programma di Investimenti di imprese straniere in attività di R&S”, la cui scadenza è il 26 febbraio. Questo bando prevede inizialmente una dotazione di 1,5 milioni di Euro (che potrebbe crescere fino a raggiungere i 2 milioni in funzione della disponibilità di bilancio) di aiuti a fondo perduto per imprese di capitale estero che investano in nuovi progetti di R&S nelle Comunità Autonome di Estremadura, Castiglia La Mancia, Canarie, Murcia e Galizia.

 

Il progetto è rivolto sia a imprese già presenti in Spagna, che a quelle greenfield che vogliano stabilirsi nella Penisola Iberica. Le imprese potranno accedere agli aiuti (fino ad un massimo di 200.000€ per impresa) attraverso un procedimento concorrenziale nel quale le richieste verranno valutate in funzione di alcuni criteri previsti dal bando (Bando in spagnolo ed inglese). Nell’ambito del programa, verranno appoggiati gli investimenti in strutture, attrezzature, risorse umane e tecnología, volti a migliorare la competitività e la produttività dell’economia spagnola.

 

Per maggiori informazioni sul programa di aiuti si prega di contattare la Dirección de Financiación y Relaciones con Inversores di ICEX-Invest in Spain (Eduardo Sánchez -0034 91 503 5813 / financiacion.investinspain@icex.es).

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Le immatricolazioni crescono in Spagna del 7,7% nel 2017

Le immatricolazioni crescono in Spagna del 7,7% nel 2017

Il 2017 è stato un buon anno per quanto riguarda la vendita di auto in Spagna. Le immatricolazioni, infatti, hanno raggiunto quota 1.230.000, dato che rappresenta una crescita del 7,7% rispetto al 2016. I privati continuano ad essere quelli che più contribuiscono a questa cifra: più della metà dei veicoli sono stati acquistati da privati, anche se il canale che più cresce è quello aziendale (+13%).

 

Renault è la marca che ha venduto più auto (più di 100.000), mentre Seat è leader per modelli venduti con León e Ibiza. I veicoli a diesel superano di poco quelli a benzina in termini di vendite, mentre gli ibridi ed elettrici si posizionano ben lontani (solo poco più del 5%).

 

Il 60% delle auto sono state comprate nelle Comunità Autonome di Madrid (32,6%), Catalogna (15,4%) ed Andalusia (11,3%).

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Dopo più di 30 anni nell’UE, la Spagna diventerà contribuente netto

Dopo più di 30 anni nell’UE, la Spagna diventerà contribuente netto

Nel prossimo futuro, la Spagna abbandonerà la posizione di beneficiaria netta dei fondi europei per diventare contribuente netto: questo significa che il Paese iberico apporterà all’UE più di quanto riceve.

 

Pare lontano l’anno 1986, quando la Spagna iniziava a ricevere fondi europei, che sono cresciuti costantemente fino al 2002, per poi decrescere a fino ai nostri giorni. A partire dai prossimi mesi (probabilmente da febbraio), quando si chiuderanno le negoziazioni nell’ambito dell’Unione Europea, il Paese si convertirà in un contribuente netto, invertendo la tendenza che si è affermata negli ultimi 31 anni.

 

Questa inversione di marcia è dovuta principalmente al Brexit ed al conseguente mancato apporto del Regno Unito all’Unione Europea. Per questa ragione, le maggiori economie dovranno contribuire in maniera più decisa al bilancio UE.

 

Meriotano una considerazione i fondi strutturali da parte delle regioni. Le meno sviluppate (quelle caratterizzate da un reddito medio procapite inferiore al 75% della media dei 27 Paesi UE) riceveranno nel periodo 2014-2021 una cifra pari a 164.280 milioni di Euro. Per quanto riguarda la Spagna, riceveranno una parte di questi fondi l’Andalusia, Castiglia-La Mancha, Estremadura e Galizia. Un altro blocco di regioni, considerate “in transizione”, il cui PIL procapite oscilla tra il 75 ed il 90% della media UE, riceveranno 31.677 milioni. Tra queste regioni si annoverano le Canarie, la Comunità Valenziana e Castiglia e León.

 

Per quantificare il valore esatto di fondi che riceverà la Spagna (che dal 1986 ha incassato 80.000 milioni di Euro) si dovrà attendere la conlusione delle contrattazioni dei Paesi UE.

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Il Banco de España prevede una crescita del 2,4% nel 2018

Il Banco de España prevede una crescita del 2,4% nel 2018

Il Banco de España prevede che l’economia spagnola continui a crescere nei prossimi due anni, con il PIL spinto dalla domanda nazionale e dall’internazionalizzazione delle imprese.

Il rapporto elaborato dal Banco de España sulle proiezioni dell’economia spagnola nel periodo 2017-2020, ha abbassato di un decimo le aspettative di crescita del PIL per la situazione incerta venutasi a creare in Catalogna: 2,4% nel 2018 e 2,1% nel 2019.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’entità finanziaria prevede una crescita dell’occupazione del 2,3% nel 2018 e dell’1,7% nel 2019. Questi dati rifletterebbero un calo del tasso di disoccupazione, che si attesterebbe intorno al 14% nel 2018 ed all’11% nel 2020.

Fattori di incertezza sono la crisi in Catalogna, che potrebbe avere un effetto di rallentamento della crescita del paese, ed il recente aumento del prezzo del petrolio.

Il Banco de España ha inoltre stimato la crescita annuale del PIL nel 2017 al 3,1%, in  linea con le previsioni di inizio anno. La Spagna ha quindi registrato il tasso di crescita più elevato tra  le principali economie dell’area Euro e l’incremento medio del PIL è stato di gran lunga superiore alla media dei paesi UE.

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Le imprese straniere migliorano le proprie aspettative di investimento in Spagna nel biennio 2017-2018

Le imprese straniere migliorano le proprie aspettative di investimento in Spagna nel biennio 2017-2018

La valutazione delle imprese straniere sul clima di affari in Spagna dimostra un miglioramento addizionale rispetto a quella dello scorso anno: secondo quanto si evince dalla decima edizione del “Barometro del clima degli affari in Spagna dalla prospettiva dell’investitore straniero”, i consolida quindi la tendenza di crescita iniziata nel 2014 e continuata nel 2015-2016, che rifletteva il recupero económico e l’uscita dalla crisi.

 

Il Barometro è stato pubblicato congiuntamente da ICEX – Invest in Spain, Multinacionales por marca España e l’International Center for Competitveness del IESE. In concreto, il clima di affari in Spagna è migliorato fino a raggiungre un punteggio medio di 2,92/5. Si sottolineano le buone prospettive degli investitori esteri su fatturato, occupazione ed esportazioni.

 

Secondo il Registro de Inversiones del Ministero dell’Economia, Industria e Concorrenza spagnolo, nel 2016, gli investimenti diretti esteri di carattere industriale, tecnologico di servizi, sono cresciuti del 2% fino a raggiungere una quota superiore ai 24,79 miliardi di Euro. Il 2016 è stato il quarto anno consecutivo nel quale sono cresciuti gli investimenti esteri in Spagna. Durante il primo semestre del 2017, gli investimenti diretti esteri sono cresciuti di 14,2 miliardi di Euro (+10% rispetto allo stessio periodo del 2016).

 

Il Barometro del 2017 è stato presentato Mercoledì 22 novembre presso il Ministero dell’Economia spagnolo, in una giornata durante la quale sono stati analizzati gli aspetti più rilevanti ed i principali risultati dello stesso.

– L’area più importante per gli investitori esteri è risultata essere, ancora una volta, quella del capitale umano.

– Le prospettive di investimento per l’anno che verrà sono ottime secondo gli investitori. Il 95% delle imprese interrogate, infatti, prevede di aumentare o lasciare invariati i propri investimenti in Spagna nel 2017.

– Le prospettive dell’occupazione sono molto positive e migliorano: le imprese che prevedono di mantenere la propria struttura in Spagna sono il95%, contro l’87 del 2016.

– Sono eccellenti anche le prospettive riguardanti il fatturato per il 2017: il 91% di imprese interpellate prevedono di veder crescere il proprio fatturato (nel 2016 erano l’84%).

´Per quanto riguarda il volume di export, più del 70% delle imprese straniere interpellate esportano a mercati terzi. Queste pensano che le proprie esportazioni crescano tra il 2016 ed il 2018. Solo il 3% delle imprese prevede che l’export diminuisca nel 2017.

Il Barometro ha raccolto in questa edizione le opinioni di 785 imprese estere, la valutazione e l’importanza che queste conferiscono al clima di affari in Spagna per quanto concerne il 2017. Il Barometro include anche le prospettive per i prossimi due anni. Questo permette di identificare, con una prospettiva di medio periodo, sia i punti di forza, che i prinicipali ambiti sui quali concentrare i maggiori sforzi.

 

Fonte: MonedaUnica.net

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Pubblicato il rapporto Mercasa sull’alimentazione in Spagna 2017

Pubblicato il rapporto Mercasa sull’alimentazione in Spagna 2017

Mercasa, impresa pubblica incaricata di promuovere la Rete di Mercasa, ha pubblicato una nuova edizione del Rapporto Alimentazione in Spagna, Produzione, Industria, Distribuzione e Consumo, corrispondente al 2017, il cui obiettivo è quello di contribuire ad una migliore conoscenza della realtà alimentare spagnola.
Rapporto Mercasa 2017: dati di sintesi

Principali risultati macroeconomici riguardanti agricultura ed allevamento nel 2016. Nel 2016, il valore della Produzione dell’industria agrícola spagnola è cresciuto fino a raggiungere i 43,8 miliardi di € (valori correnti a prezzi basici), il 2,9% in più rispetto al 2015.
Commercio estero agroalimentare. Le esportazioni agroalimentari, nel 2016, hanno registrato una crescita del 5,9% rispetto al 2015, raggiungendo quota 46,8 miliardi. Dal 2000, si è assitito ad una continua crescita delle esportazioni agroalimentari, eccezion fatta per l’anno 2009 (-0,3%). Negli anni successivi (2010, 2011 e 2012), le vendite all’estero sono cresciute circa dell’11%. Nel 2013 e 2014, invece, la crescita è risultata essere più moderata (+3,6% e +4,5%).
L’industria alimentare. L’industria dell’alimentazione e delle bevande ha consolidato la propria posizione come primo settore industriale per quanto riguarda la produzione, l’occupazione ed il commercio estero.
Struttura del commercio al dettaglio. Le attività di distribuzione commerciale hanno come finalità ultima quella di assicurare la fornitura di prodotti, specialmente quelli alimentari, ai consumatori. Si avverte così la significativa partecipazione delle attività alimentari al dettaglio nell’insieme della struttura distributiva. Sul totale delle imprese dedicate al commercio al dettaglio, il 21,4% si associa al commercio di alimenti e bevande in stabilimenti specializzati.
Consumo alimentare. La spesa totale in alimentazione e bevande è cresciuta nel 2016 fino a raggiungere i 102,2 miliardi di Euro.
 
Puoi consultare il rapporto completo di Mercasa Alimentación en España 2017 cliccando qui: http://xn--alimentacionenespaa-d4b.es/ae/

 

Fonte: Diariodegastronomia.com

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XXI Conferencia Zonas Francas de las Américas a Tenerife

XXI Conferencia Zonas Francas de las Américas a Tenerife

Il prossimo mese di novembre, America, Africa ed Europa, si incontrano sull’isola di Tenerife per celebrare la XXI Conferencia de Zonas Francas de las Américas. Per la prima volta, l’Asociación de Zonas Francas de las Américas (AZFA), sposta la sua assemblea annuale sul lato opposto dell’Oceano Atlantico, facendo delle Canarie la capitale della tri-continentalità dal 1º al 4 di novembre 2017. AZFA è un’entità senza scopo di lucro che nel suo contesto regionale promuove e difende il regime di zone franche, attraverso un’intensa attività di integrazione, ricerca e cooperazione con i settori pubblici e privati di tutti i Paesi dell’America Latina ed Iberoamerica.

 

Il tema della Conferenza sarà l’innovazione, dato che verrà valutato il ruolo delle zone franche del XXI Secolo nel nuovo contesto mondiale. La Conferenza rappresenta il contesto ideale per promuovere le opportunità di investimento che offrono i tre continenti ad imprenditori ed investitori interessati ad investire in zone franche.

 

La Conferenza vedrà la partecipazione di un gruppo di relatori di altissimo livello. Un’agenda rinnovata permettera di aprire spazi per la discussione, con la finalità di fare di questo incontro un evento molto rilevante che rafforzerà il regime franco dei tre continenti come piattaforma innovativa di investimento.

 

Per maggiori informazioni sull’evento: www.azfatenerife2017.com/our-program

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Spagna, la distribuzione alimentare crescerà del 4% nel 2017

Spagna, la distribuzione alimentare crescerà del 4% nel 2017

Il settore della distribuzione alimentare in Spagna crescerà nel 2017 tra il 3 ed il 4%, grazie al maggior consumo interno, all’aumento del consumo fuori dalla propria abitazione ed alla maggiore affluenza dei turisti. Questa è la principale conclusione a cui arrriva il rapporto Informe Sectorial de la Distribución Alimentaria, elaborato dalla CESCE, nella quale si stima che il mercato dei consumi supererà i 74 miliardi di Euro alla fine dell’esercizio in corso.

 

In generale, si prevede che il settore sperimenti “un miglioramento dei margini grazie ad una maggiore domanda e ad un contenimento delle principali partite di costo, in parte frutto delle alleanze che stanno realizzando le grandi catene”. Il rapporto conferma che Mercadona manterrà la guida del settore, anche se gli hard discount come Lidl ed Aldi e le catene regionali sono quelle che più sono cresciute nell’ultimo anno.

 

Per quanto riguarda la tipologia, le previsioni della CESCE sono positive, sia per quanto riguarda i supermercati che per l’hard discount, coinvolti in processi di rinnovamento. Anche i cashes sperimentano una crescita, aiutati dal canale Horeca e dal suo rinnovamento verso un modello misto (cash-super).

 

Il franchising continua ad essere il modello per il quale optano molte imprese per crescere: questo formato è stato responsabile dell’80% del nuovo mercato e rappresenta il 29% della rete, con previsioni di crescita nel 2017.

 

L’e-commerce continua a guadagnare terreno: all’inizio del 2017 rappresentava lo 0,8%. “Si tratta – si legge nel rapporto – di un canale con grandi prospettive, che continuerà a crescere nei prossimi anni”.

 

Fonte: Moneda Única

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