L’export agroalimentare spagnolo è cresciuto del 97,3% negli ultimi 10 anni

L’export agroalimentare spagnolo è cresciuto del 97,3% negli ultimi 10 anni

Il Ministero spagnolo di Agricoltura, Pesca e Alimentazione ha pubblicato il report annuale di Commercio Estero 2018, un’analisi dettagliata della situazione attuale del commercio estero del settore agroalimentare. La pubblicazione mette in evidenza l’incremento dell’export agroalimentare, che ha raggiunto nel 2018 i 50.349 milioni di euro, con un aumento dello 0,6% rispetto al 2017. A sua volta, le importazioni hanno raggiunto i 38.364 milioni di euro, anche in questo caso con un incremento interannuale dello 0,6%, per un saldo positivo di 11.984 milioni, con un lieve aumento dello 0,3% rispetto al periodo precedente.

L’export agroalimentario contribuisce per il 17,7% al totale dellle esportazioni spagnole. La Spagna è al quarto posto come paese esportatore della UE nell’ambito el settore agroalimentare, con una quota dell’8,8%, leggermente superiore a quella del 2017 e superata solo dai Paesi Bassi, dalla Germania e dalla Francia. L’industria dell’alimentazione e delle bevande, che comprende i comparti dell’alimentare, dell’agrario e della pesca trasformati, ha esportato il 59,4% del totale del settore, per un valore di 29.931 milioni di euro, lo 0,2% in meno rispetto al 2017.

Il report riporta anche un’analisi del commercio estero del paese iberico durante il decennio 2009 – 2018, dal quale si deduce che l’export agroalimentare è cresciuto del 97,3% negli ultimi 10 anni.

L’UE – 28 continua ad aessere la principale destinazione delle esportazioni agroalimentarie spagnole, con una quota del 73%. Il valore esportato ha raggiunto la cifra di 36.901 milioni di euro, per un incremento interannuale dello 0,2%.

Il primo partner commerciale è stata la Francia – con il 22,3% della quota delle esportazioni ed il 26,9% di quella delle importazioni – seguita dalla Germania e dall’Italia. Quest’ultima riceve il 13,9 % della quota dell’export agroalimentare spagnolo e contribuisce per il l’8,0 all’import.

Rispetto ai paesi terzi, le esportazioni sono aumentate dell’1,4% in termini di valore. Le principali destinazioni sono state gli USA, la Cina, il Giappone, la Svizzera ed il Marocco. In materia di esportazioni a paesi terzi, continua la diversificazione delle destinazioni, soprattutto nel commercio con l’Asia, dove quattro paesi (Cina, Giappone, Sud Corea e Hong Kong) rappresentano già il 22% dell’export a questo gruppo di paesi.

È posibile scaricare il report attraverso questo link.

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L’export spagnolo supera 95 miliardi di euro nei primi 4 mesi dell’anno

L’export spagnolo supera 95 miliardi di euro nei primi 4 mesi dell’anno

Le esportazioni spagnole hanno raggiunto il valore di 95.778 milioni di euro nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2019, aumentando dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati sul commercio estero dichiaratida Aduanas. D’altro canto, le importazioni sono cresciute dell’1,9%, per un valore di 106.847 milioni di euro.

Il tasso di copertura si è posizionato all’89,6% ed il saldo commerciale di primi quattro mesi dell’anno mostra un disavanzo di 11.069 milioni di euro, il 10,9% in più rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

In termini di volume, le esportazioni si sono ridotte dell’1,0% dal momento che i prezzi, approssimati per gli Indici di Valore Unitario, sono aumentati dell’1,9%. Le importazioni sono diminuite dello 0,6% a fronte di una crescita dei pressi del 2,5%.

Il saldo non energetico ha registrato un deficit di 3.088 milioni di euro ed è più che raddoppiato rispetto alla cifra registrata l’anno precedente. D’altro canto, il deficit energetico è diminuito del 7,1% fino ai 7.981 milioni di euro.

Tra i principali settori, sono cresciute le esportazioni di beni strumentali (+4,6% interannuale), Alimentazione, Bevande e Tabacco (4,5%) e prodotti chimici (4,4%) mentre sono diminuite quelle del settore automobilistico del 6,9%.

Relativamente alle importazioni , sono crescite nei settori dei beni strumentali (5,5% interannuale), prodotti chimici (5,7%) e comparto automobilistico (0,1%), mentre sono diminuite quelle dei prodotti energetici (-4,2%).

L’export diretto all’Unione Europea è cresciuto dello 0,6% nei primi quattro mesi dell’anno. Le vendite alla zona euro hanno registrato una flessione dello 0,1%, mentre quelle destinate al resto dell’UE sono cresciute del 3,3%.

L’aumento è stato maggiore nelle vendite ai paesi terzi, cresciute dell’1,6% in questo periodo, con un incremento del’export nel Nord America (13,6%), Africa (6,5%) e Asia escluso il Medio Oriente (5,2%). Al contrario, sono diminuite quelle dirette nell’Oceania (-18,8%), Medio Oriente (-13,7%) e America Latina (-3,7%).

Fonte: Moneda Única

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Spagna: cresce la spesa del turismo interno

Spagna: cresce la spesa del turismo interno

La spesa dei turisti spagnoli cresce del 4,4% nel primo trimestre dell’anno, con una cifra totale che ha raggiunto gli 8.317 milioni di euro. Da gennaio a marzo, i residente in Spagna hanno realizzato 41,8 milioni di viaggi – il 90,4% dei quali all’interno del territorio nazionale-, il 2,8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I dati, pubblicati nella Encuesta de Turismo de Residentes (FAMILITUR), elabrati dall’Instituto Nacional de Estadística – INE-, indicano che il motivo principale degli spostamenti continuano ad essere i viaggi per vacanze e tempo libero (44,5% del totale, +6,6% rispetto all’anno scorso).

Relativamente alla spesa, nei viaggi con destinazioni nazionali è cresciuta del 5,1% in termini interannuali, mentre in quelli all’estero del 3,1%. La spesa media giornaliera si è attestata sui 53 euro per i viaggi interni e sui 107 per quelli all’estero.

Per quanto riguarda le destinazioni interne preferite dai viaggiatori residenti, l’Andalusia è al primo posto con il 17,1% dei totale delle preferenze, seguita dalla Catalogna (13,1%), la Comunità Valenciana e Castilla e León (8,9% per entrambe).

Bilancio del turismo interno nel 2018

Secondo i dati provvisori pubblicati dall’INE, nel 2018 i residenti in Spagna hanno realizzato un totale di 197,5 milioni di viaggi, il 2% in più rispetto al 2017. I pernottamenti hanno raggiunto gli 801,9 milioni, cifra simile a quella dell’anno precedente. La spesa invece è cresciuta del 6,5% fino a raggiungere un nuovo record di 47.087,9 milini di euro.

Il 90,2% dei viaggi ha avuto come destinazione principale la Spagna ed il restante 9,8% l’estero. i viaggi interni hanno accumulato l’81,0% dei pernottamenti ed il 65,8% della spesa totale., con una spesa media giornaliera di 48 euro.

Al contrario, i viaggi all’estero hanno accumulato il 19,0% dei pernottamenti ed il 34,2% della spesa totale, con una spesa media giornaliera di 106 euro. I principali motivi dei viaggi realizzati sono stati le vacanze-tempo libero(51,0% del totale) e la visita a familiari e amici (35,7%).

L’Andalusia è stata la destinazione più visitata nel 2018 con il 16,6% del totale dei viaggi, seguita dalla Catalogna (12,8%) e la Comunità Valenciana (9,9%). Le spese medie giornaliere più alte sono state registrate nei viaggi alle Isole Baleari (75 euro), Comunità di Madrid (74 euro) e alle Canarie (68 euro).

Fonte: diariogastronomia.com

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Aldo Olcese, Presidente di Fincorp e Consigliere CCIS, nominato Vicepresidente della RAED

Aldo Olcese, Presidente di Fincorp e Consigliere CCIS, nominato Vicepresidente della RAED

Lo scorso 4 giugno, il Presidente di Fincorp e Consigliere della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), Aldo Olcese, è stato nominato Vicepresidente della Real Academia de Doctores (RAED), organismo di diritto pubblico, che ha come obiettivo la ricerca, studio, sviluppo ed estensione della conoscenza nel suo significato più ampio. Si tratta di un punto di riferimento intellettuale in Europa, considerato anche che, tra i propri accademici, accoglie 20 premi Nobel.

Olcese, Dottore in Economia ed accademico di numero di Scienze Economiche e Finanziarie dal 2001, è un importante referente in tema di Responsabilità Sociale Corporativa (RSC) ed un pioniere in Spagna nella difesa del capitalismo umanista, inteso come la ricerca del bene generale dall’interesse privato.

Durante la sua carriera professionale ed accademica, è stato insignito con numerosi premi e decorazioni, tra queste la Gran Cruz del Mérito Civil de España e la distinzione di Commendatore nell’ordine del Trono del Marrocco, il Merito Civile del Lussemburgo ed il Merito della Repubblica Italiana.

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Accordo di collaborazione tra la CCIS e Longarone Fiere

Accordo di collaborazione tra la CCIS e Longarone Fiere

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) ha firmato un accordo di collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti per l’organizzazione di Aree Spagna e per la selezione di delegazioni di buyer spagnoli nell’ambito delle quattro fiere gestite per l’entità fierisitica italiana.

Le manifestazioni, Arredamont, Mostra Internazionale del Gelato Artigianale, Ri-Costruire e Agrimont, rappresentano ciascuna appuntamenti di riferimento per i professionisti delle aree Nord-est Italia, Austria e Germania. Nei giorni della fiera, il Polo Fieristico Longarone accoglie i visitatori interessati alle principali novità che gli espositori presentano.

Arredamont (26 ottobre – 3 novembre 2019)

Arredamont è l’appuntamento con il legno, dove il valore creativo dei laboratori artigianali produce prodotti unici ed originali. Ogni anno, più di 30.000 persone visitano i sei padiglioni che accolgono la manifestazione.

Mostra Internazionale del Gelato Artigianale (1-4 dicembre 2019)

Si tratta di una delle più antiche fiere di settore in Europa. Nell’ambito della manifestazione si espongono le principali novità: materie prime ed ingredienti, attrezzature e macchinari, arredamento e servizi per la gelateria artigianale. Inoltre, si prevede un programma di tavole rotonde, concorsi internazionali, dimostrazioni, seminari tecnici.

Ri-Costruire (febbraio 2020)

Il valore di costruire e ristrutturare in zone di montagna è l’obiettivo principale della fiera Ri-Costruire. Analizzare, progettare e creare un’unità immobiliare che si integra con l’ambiente naturale è il valore aggiunto di questa manifestazione.

Agrimont (14-15 marzo /20-22 marzo 2020)

È la fiera più completa dedicata all’agricoltura di motagna. Nell’ambito della manifestazione si esporranno macchine per l’agricoltura di montagna, tecniche e prodotti per la cura e manutenzione del territorio e prodotti agroalimentari ed eno-gastronomici.

Per maggiori informazioni sulle manifestazioni, contattare il Dipartimento Fiere, inviando un’email a ferias@italcamara-es.com.

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Aiuti per nuove attività R+S da parte di imprese a capitale straniero in Spagna

Aiuti per nuove attività R+S da parte di imprese a capitale straniero in Spagna

Lo scorso 20 giugno è stata pubblicata nel BOE (Boletín Oficial del Estado), la call 2019 del “Programma di Investimenti di imprese straniere per attività di R+S”, che si avvale di una dotazione di 2 milioni di euro ed il cui termine per la richiesta rimarrà aperto fino al 22 luglio prossimo. Si tratta della prima call pubblicata nelll’ambito delle nuove basi regolatrici, dopo un rigoroso processo di adattamento del programma alla Ley General de Subvenciones.

Gli aiuti sono destinati a promuovere nuove attività di R+S da parte di imprese a capitale straniero che sono già stabilite in Spagna o che prevedono di installarsi nel paese. L’obiettivo è l’attrazione di progetti greenfield ad alto contenuto tecnologico, oltre al consolidamento di centri d’eccellenza di grandi imprese straniere stabilite in Spagna.

Come negli anni precedenti, le prinipali caratteristiche del programma sono:

Cosa offre? Auiti a fondo perduto

Per che cosa? Nuovi progetti di R+S

Quanto? Auti fino a un massimo di 200.000 € per impresa (Normativa de Minimis), nella quale la quantità dell’aiuto rappresenta una % del’investimento totale.

A chi si rivolge? Imprese a capitale straniero, sia quelle già stabilite in Spagna che quelle greenfield che prevedono di stabilirsi nel paese.

Come? Con un procedimento di concorrenza competitiva nel quale le richieste verranno valutate sulla base dei criteri di valutazione indicati nella call.

Dove? Ad essere cofinanziato con fondi FEDER i progetti dovranno svilupparsi in Estremadura, Galizia, Murcia, Castilla la Mancha o nelle Isole Canarie.

Quando? I termini per presentare la riciesta sono aperti fino al 22 luglio. Gli investimenti dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2019.

Per maggiori informazioni sugl programma di aiuti si rimanda alle web di ICEX e Invest in Spain:

– Spagnolo: Convocatoria 2019

–  Inglese: Call 2019

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Corner “100% Auténtico” per testare nuovi prodotti italiani nel mercato spagnolo

Corner “100% Auténtico” per testare nuovi prodotti italiani nel mercato spagnolo

Dal prossimo 25 giugno fino al 6 luglio, in alcuni emblematici negozi gourmet di Madrid, verrà allestito uno spazio dedicato alla vendita di prodotti italiani autentici non ancora presenti nel mercato spagnolo.

L’iniziativa, organizzata dalla Camera di Commercio e Industria italiana per la Spagna (CCIS), ha come obiettivo quello di valutare il grado di accettazione dei menzionati prodotti da parte dei consumatori locali.

In base ai risultati di questa fase di testing, la CCIS agevolerà il contatto tra importatori e distributori locali e le imprese i cui prodotti abbiano raggiunto un risultato positivo in termine di vendite.

Il corner 100% Auténtico verrà allestito in modalità itinerante in tre punti vendita della capitale spagnola, secondo questo calendario:

  • 25 – 27 giugno: “Il Pastaio”, C/Santa Engracia, 36
  • 4 – 6 luglio: “Casabase”, C/ del Dr. Castelo, 8

L’iniziativa fa parte del progetto “True Italian Taste”, promosso e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Assocamerestero, con l’obiettivo di valorizzare nei principali mercati dell’export italiano il prodotto agroalimentare autentico.

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Easy riders…not so easy!

Easy riders…not so easy!

Nell’articolo redatto dagli avvocati Francesco Rotondi e Giulia Leardi, dello studio legale assciato LabLaw, viene trattato un tema interessante relativo al fenomeno dei food delivers e la necessità di una normativa che prenda in considerazione le esigenze delle nuove figure professionali sorte in seguito all’affermarsi di alcune importanti piattaforme online di food delivery.

L’attuale dibattito giuridico che coinvolge l’ormai nota figura lavorativa dei “riders” è tutt’altro che semplice e di pronta soluzione.

Un rider va “dove lo porta l’ordine” ed il suo “datore di lavoro” non è il proprietario di un ristorante, di un fast food o di una pizzeria, ma una piattaforma online di food delivery.

Deliveroo, Glovo, Uber Eats, solo per fare qualche esempio, grazie a questo non più tanto piccolo esercito su due ruote, riescono a garantire consegne 24 ore su 24 di qualsiasi tipo di cibo e si garantiscono un giro di milioni di euro.

Per i riders il confine tra subordinazione ed autonomia sfuma e perde la sua più netta, rigida ed anacronistica caratterizzazione, generando una nuova ibrida “zona grigia” su cui è intervenuta e sta ancora intervenendo la Giurisprudenza che affannosamente, e alle volte in modo contradditorio, tenta di qualificare il lavoro svolto da uno dei simboli della “gig economy”.

Mentre in Spagna (a Valencia Madrid e Barcellona) i riders sono attualmente considerati dai Tribunali come dei lavoratori autonomi, l’Italia – con la sentenza del Tribunale di Torino[1] ha, in un primo momento, definito come autonomi i cinque lavoratori che avevano fatto causa a Foodora, stabilendo che essi non fossero dei dipendenti della società e negando l’esistenza di un rapporto subordinato, in quanto non erano costretti dalla piattaforma digitale a fare le consegne.

Successivamente, la Corte d’Appello di Torino[2] ha ricondotto il loro lavoro alla ibrida figura della cd. “etero-organizzazione” di cui all’art. 2 D.Lgs. 81/2015 [3], appurando che benchè le modalità di svolgimento della prestazione fossero, indubbiamente, organizzate dalla committente quanto ai tempi e ai luoghi di lavoro, in base ad una turnistica stabilita dalla società, su zone di servizio determinate dalla committente, ad indirizzi di consegna comunicati tramite app, con tempi di consegna predeterminati, il rapporto di collaborazione restava tecnicamente e giuridicamente “autonomo”. Cosicché decidendo che, nonostante tale autonomia, per quel che riguarda sicurezza, retribuzione, inquadramento professionale, orario, ferie e previdenza, il rapporto di questi cinque riders con Foodora deve beneficiare delle norme del lavoro subordinato (ex art.  2, comma 1, D.Lgs. 81/2015) e riconoscendo loro la retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del V livello del CCNL Logistica Trasporto Merci, dove sono infatti inquadrati i fattorini addetti alle aziende di consegne.

Tale sentenza, per la verità, non segna alcun passo in avanti, né avrebbe potuto farlo, poiché essa riflette quanto contenuto in una legge già esistente, ma non pensata ed obsoleta in relazione a questo tipo di attività.

Il tentativo classificatorio effettuato dalla Giurisprudenza italiana lascia il tempo che trova e l’unica vera soluzione auspicabile deve essere una nuova normativa che sia al passo con queste nuove professioni.

A nulla è valso neppure il tentativo effettuato dai Sindacati di introdurre la figura del rider nel CCNL (Contratto Collettivo Nazionale Lavoro) Logista e Trasporti, identificandolo e trattandolo come un lavoratore subordinato.

Benché il Parlamento italiano non se ne sia ancora occupato, un tentativo è stato posto in essere dalla Regione Lazio, una delle venti Regioni in cui è suddivisa l’Italia e in cui è collocata la capitale Roma, che con Legge Regionale del 12 aprile 2019, n. 4 ha delineato la prima norma in Italia a tutela, in generale, del cd. “lavoro digitale” (benché sulla stessa si siano scatenate una serie di polemiche e di dubbi sulla sua costituzionalità rispetto ai limiti e ripartizioni di competenza di cui all’art. 117 Costituzione italiana tra la potestà legislativa dello Stato e delle Regioni).

La Legge Regionale scientemente tralascia di definire qualsivoglia qualificazione giuridica (in termini di autonomia o subordinazione) della fattispecie contrattuale di riferimento per il lavoro digitale, limitandosi ad enunciare uno schema di tutele per i lavoratori ai quali si applicherebbe (in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali, assicurando la formazione in materia di sicurezza, disponendo a carico delle piattaforme l’assicurazione per infortuni, danni a terzi e spese di manutenzione per i mezzi di lavoro, introducendo norme sulla maternità e sulla previdenza sociale, ribadendo il rifiuto del compenso a cottimo, ed infine, introducendo anche  un’indennità di prenotazione nel caso in cui il mancato svolgimento dell’attività di servizio non dipenda dalla volontà del lavoratore).

Ad ulteriore dimostrazione dell’attenzione trasversale rivolta al fenomeno del “lavoro digitale”, deve segnalarsi come la norma regionale sia intervenuta solo qualche giorno prima di una ulteriore significativa presa di posizione del Parlamento Europeo che, in data 16 aprile 2019, ha approvato una delibera in vista dell’adozione di una direttiva relativa a “condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea”.

Essa ha stabilito i c.d. “diritti minimi” per tutti i lavoratori dell’Unione che hanno “un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro” quale definito dal diritto di ciascuno Stato membro e caratterizzato da un tempo di lavoro effettivo di durata superiore “a una media di tre ore a settimana in un periodo di riferimento di quattro settimane consecutive”.

In definitiva, occorre al più presto trovare un nuovo contratto di lavoro per l’economia digitale, con cui prendere coscienza dello scenario economico e produttivo del mondo del lavoro di oggi, sforzandosi di comprendere i profondi cambiamenti degli ultimi anni.

Fonte: LABLAW – Avv. Francesco Rotondi, Avv. Giulia Leardi


[1] Sentenza n. 778/2018 pubblicata in data 7 maggio 2018.

[2] Sentenza n. 26/2019 pubblicata in data 11 gennaio 2019.

[3] Art. 2, comma 1, D.Lgs. 81/2015: “A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”;

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FCA sigla partnership con Enel X e il gruppo ENGIE per la mobilità elettrica

FCA sigla partnership con Enel X e il gruppo ENGIE per la mobilità elettrica

Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha siglato due accordi per lo sviluppo di nuove soluzioni dedicate alla mobilità elettrica a sostegno della produzione e commercializzazione dei modelli ibridi plug-in (PHEV) e a batteria (BEV) previsti nel piano industriale di Gruppo per il 2018- 2022. Attraverso questi accordi, i concessionari di FCA offriranno soluzioni di ricarica e servizi innovativi dedicati ai clienti privati e a quelli business.

L’iniziativa prevede inoltre lo studio e la sperimentazione di nuove tecnologie rivolte alla riduzione del costo totale di possesso dei veicoli elettrici a vantaggio del cliente finale.

I due partner, Enel X e ENGIE, sono entrambi leader globali nel settore energetico. La partnership con ENGIE include le controllate ENGIE Eps, società specializzata nelle soluzioni di energy storage con cui FCA collabora da oltre due anni, e EVBox, società di riferimento nella produzione di stazioni di ricarica. I partner lavoreranno con FCA in tutti i principali mercati europei per valorizzare al meglio le tecnologie sviluppate nel corso degli ultimi anni e si impegneranno nello sviluppo di soluzioni innovative dedicate ai clienti privati e a quelli business.

Enel X collaborerà con FCA in Italia, Spagna e Portogallo, mentre ENGIE affiancherà FCA in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Olanda, Polonia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

L’obiettivo principale delle due partnership è l’offerta di soluzioni di ricarica in ambito privato e pubblico a sostegno della vendita della futura gamma di veicoli elettrici di FCA, tra cui la Fiat 500 BEV e la Jeep Renegade PHEV.

Grazie alla collaborazione con i due partner, FCA offrirà ai suoi clienti la possibilità di installare presso la propria abitazione uno specifico punto personalizzato (la cosiddetta wallbox) per l’ottimizzazione e la gestione intelligente della ricarica in base alle effettive necessità. I partner cureranno con FCA la fase preliminare, rivolta alle verifiche di fattibilità e installazione, così come la fase di gestione e manutenzione della wallbox. Il cliente sarà dunque accompagnato e assistito durante l’intero ciclo di vita del veicolo e della sua wallbox. In aggiunta alla ricarica delle vetture elettriche in ambito privato, ai clienti saranno anche offerte soluzioni di ricarica economiche e facilmente accessibili in ambito pubblico. FCA collaborerà con i partner allo sviluppo di applicazioni necessarie alla localizzazione dei punti di ricarica, alla prenotazione e al pagamento della ricarica.

E tutto questo sfruttando le soluzioni integrate di connettività dei veicoli. Attraverso il supporto dei partner, inoltre, FCA proseguirà le attività di formazione ed elettrificazione di tutta la sua rete di concessionari che è già stata avviata in tutta Europa. Sono stati studiati programmi di formazione dedicati per la forza vendita e tutto il personale operante presso i concessionari del Gruppo. Per loro sono anche state pensate specifiche infrastrutture di ricarica destinate all’attrezzamento dei piazzali, dei parcheggi clienti, delle aree di test drive e delle officine.

Nel corso dei prossimi due anni, FCA installerà circa 700 punti di ricarica Enel X presso gli stabilimenti, i centri di ricerca e i parcheggi destinati ai dipendenti in Italia, i quali potranno usufruire di queste infrastrutture per ricaricare i propri veicoli durante l’orario di lavoro. In questo contesto, FCA ed Enel X avvieranno un programma sperimentale per lo sviluppo di nuovi servizi e soluzioni di ricarica.

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Il comune di Adeje accoglie a braccia aperte la seconda edizione del 2019 di Passione Italia Tenerife

Il comune di Adeje accoglie a braccia aperte la seconda edizione del 2019 di Passione Italia Tenerife

Passione Italia è atterrata per la seconda volta nel 2019 sull’isola di Tenerife. Dopo il grande successo di Passione Italia Santa Cruz 2019 (febbraio 2019), la Delegazione di Tenerife della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) e l’Ayuntamiento di Adeje hanno organizzato Passione Italia Adeje 2019.

L’evento si è tenuto lo scorso 9 giugno nella Plaza Salytien (Costa Adeje, sud di Tenerife), facendo seguito all’edizione celebrata a Madrid il fine settimana precedente. Silvio Pelizzolo, Console Onorario d’Italia e Delegato della CCIS a Tenerife, ha aperto l’evento, ringraziando in primo luogo l’Ayuntamiento di Adeje, che ha creduto in questo evento. Pelizzolo ha sottolineato come il numero di residenti italiani a Tenerife stia crescendo di anno in anno. Questo perché l’isola rappresenta un luogo ideale per stabilirsi e fare business. All’evento hanno partecipato in rappresentanza della CCIS il Segretario Generale, Giovanni Aricò, ed il responsabile delle Delegazioni, Simone Ferrali.

Con una durata totale di 12 ore, il programma di attività culturali della giornata non ha lasciato indifferenti i partecipanti: esibizioni musicali di Jenny Rospo e Giosy Moltino, partecipanti della sesta edizione di La Voz Spagna, canto lirico interpretato da Arianna Moia, finalista di Got Talent Spagna nell’anno 2016, performance del gruppo rock Freddy Martin Rock & Roll Friends e della banda Blue Line, apertura e chiusura dell’evento con canti siciliani ed il balli tipici (tra i quali La Tarantella).

Con due Ferrari a guardia dell’entrata principali, sono stati 19 gli stand di vendita presenti. Tra i prodotti offerti da questi si annoverano pizza, pasta, dolci, vini, caffè, mozzarella ed altre delizie del Belpaese, oltre che artigianato e prodotti e servizi Made in Italy.

Tra i momenti che hanno caratterizzato la giornata, vale la pena sottolineare gli show di pizza acrobatica dei fratelli Raffaele e Michelangelo (rappresentanti dell’API – Associazione Pizzerie Italiane alle Canarie), che hanno lasciato a bocca aperta tutto il pubblico con la loro abilità.

Grazie a queste attività ed alla splendida location della Piazza, italiani, canari e turisti hanno potuto immergersi nella cultura italiana ed al tempo stesso nelle limpide acque dell’Isola.

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